31/08/2026
Quando ho progettato il primo catalogo della mostra per l’Accademia dei Georgofili a Firenze, l’ho immaginato come parte di un progetto più ampio, in cui ogni nuova mostra potesse avere una propria identità e allo stesso tempo entrare in relazione con le altre.
Per questo ho scelto di mantenere alcuni elementi comuni, come il formato dei volumi, perché potessero stare allineati su uno scaffale o ordinati insieme su un tavolo.
Anche la carta rimane la stessa, per conservare quella particolare sensazione quando si sfogliano le pagine e si osservano le immagini.
L’impostazione visiva crea continuità, mentre colori, immagini e soluzioni grafiche cambiano seguendo il tema e il carattere di ogni esposizione.
Anno dopo anno, i cataloghi hanno iniziato così a costruire una piccola collana, raccontando ciascuno una storia diversa e trovando, accanto agli altri, il proprio posto.
È un aspetto del progetto che trovo particolarmente interessante, perché richiede di capire cosa vale la pena mantenere, cosa può evolvere e quali elementi possono dare continuità nel tempo.
Anche nell’allestimento ho cercato di far dialogare catalogo, pannelli e materiali perché raccontassero la mostra con la stessa voce.
Oggi quei cataloghi sono diventati davvero una piccola collezione. Le mie copie le tengo sul tavolino di casa e in fondo è proprio quello che spero accada anche ad altri: volumi che non rimangano soltanto il ricordo di una mostra, ma continuino a raccontarla ogni volta che vengono sfogliati anche a distanza di tempo.
Il prossimo capitolo di questa piccola collana arriverà il 25 settembre, con l’inaugurazione della nuova mostra.
Di questo progetto costruito con l’Accademia dei Georgofili a Firenze, parlo anche sul sito web di Studio Layout.