16/10/2026
«Siamo conformi NIS2.»
Durante il periodo di adeguamento era una risposta accettabile. Adesso la domanda è un'altra: cosa riuscite a mostrare?
Per chi è entrato nell'elenco NIS nel 2025, i 18 mesi per adottare le misure di sicurezza di base scadono in queste settimane.
Finisce la fase delle dichiarazioni.
C'è un dettaglio che cambia le priorità.
Per i soggetti importanti il D.lgs. 138/2024 prevede una vigilanza solo successiva: le prove si chiedono quando emerge un indizio di non conformità. Spesso un incidente o una segnalazione.
Cioè nella settimana peggiore per mettersi a cercare documenti.
Meglio chiedersi adesso quali evidenze potreste mostrare domani mattina. Ne proponiamo tre, ognuna con il suo test.
1. L'ultimo ripristino da backup riuscito.
Test: c'è una data, un esito scritto, il nome di chi l'ha eseguito? Un backup mai ripristinato è un'ipotesi.
2. I log di accesso.
Test: sono conservati, qualcuno sa dove si trovano e chi li legge? Log che nessuno consulta non raccontano nulla.
3. L'ultima esercitazione di incident response.
Test: esiste un verbale con le decisioni prese e chi le ha prese? Se l'unica traccia è un invito in calendario, non basta.
Non è un elenco ufficiale ACN. È il tipo di prova che ci si può aspettare di dover mostrare.
Una policy descrive cosa dovrebbe succedere. Un'evidenza dimostra cosa è successo.
Chi verifica guarda la seconda.
Se domani vi chiedessero la prova dell'ultimo ripristino riuscito, quanto tempo servirebbe per trovarla? E chi la firmerebbe: IT, DPO o il fornitore?