10/10/2013
ARTICOLO LIBERTA' 2003
Fiorenzuola - Per anni è stato un punto di ritrovo per i giovani alla scoperta dei videogames
Il pioniere dei computer chiude bottega
Saracinesca giù sul più vecchio negozio d'informatica della città
Fiorenzuola - Quando computer portatili, playstation e telefonini con videogiochi, erano un miraggio; quando solo la ristretta comunità degli esperti riusciva a comprendere le opportunità che l'informatica avrebbe offerto alla vita quotidiana di tutti: erano i primi anni '80, e con un piglio decisamente pionieristico, Maurizio Saccani decise di aprire a Fiorenzuola, un centro computer.
Un centro che nei successivi vent'anni di vita è diventato un punto di passaggio obbligatorio per appassionati e curiosi, e per chi si gettava da neofita nel mondo virtuale.
Un negozio storico che oggi chiude i battenti. Con lui, se ne va un pezzo di storia.
E' il figlio di Maurizio Saccani, Massimo, che ci racconta l'impresa del papà, che ha scelto di cambiare nuovamente attività dopo la spietata concorrenza della grande distribuzione. Il figlio Massimo ha intrapreso la carriera di programmatore: «per forza - dice - sono nato in mezzo ai computer e ho passato la mia infanzia nel negozio di mio padre». La sua vita è legata ai ricordi dell'era del commodore Vic 20, del Commodore 64 e dello Spectrum, gli home computer, antesignani del personal computer, che si attaccavano alla tv di casa. Erano i modelli venduti al centro computer di Fiorenzuola, uno dei primi ad aprire nell'intera provincia. «Mio padre - racconta Saccani junior - faceva il rappresentante di pneumatici. Decise di cambiare: si fece una cultura sulla tecnologia dell'epoca e si lanciò nell'avventura». Nel 1983 prese in affitto dei locali in corso Garibaldi, e vi allestì il negozio delle “meraviglie”. «E' il caso di dirlo. A molti quelle scatoline piene di tasti, apparivano oggetti misteriosi e straordinari». Saccani senior raccolse la sfida di provare a spiegare alla gente cosa si potesse fare con quella scatolina. La sua scommessa la vinse: il centro fu un successo, arrivavano persone da Piacenza, Pavia, Cremona. Nel negozio un via vai di ragazzini: lì trovavano gli amati videgames: dai simpatici pupazzetti di Pac Man e Donkey Kong, da Barbarian, il guerriero che tagliava le teste alla banda di Kari Warriors, fino ad Arcanoid con la pallina che distruggeva segmenti geometrici, all'uomo in tuta bianca di Missione impossibile, fino alla navicella spaziale di R type, passando per Bubble babble e Ghost and Goblin. «Il negozio era aperto alle scolaresche, che venivano qui per scoprire un'assoluta novità». E quello che appariva come un prodigio, oggi è ricercatissimo come pezzo di archeologia informatica.
Prima di chiudere i battenti, Saccani abbia proposto il “computer Nostalgia”: esposizione di vecchi computer e di giochi. «Vent'anni fa un gioco da 16 colori era eccezionale, oggi si misurano in bit e al posto della platform, con figure che scorrono sullo schermo, c'è il tridimensionale» spiega Saccani che ricorda l'era in cui la Microsoft era ancora un topolino. «Ora - conclude - si producono degli emulatori che permettono di tornare a giocare coi games di allora». Ebbene sì, tra i giochi di una volta, d'ora in poi, andranno annoverati anche i videogames.
Donata Meneghelli