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🔐 Siamo il vostro alleato IT 🔐

Ci chiamiamo 𝐌𝐚𝐧𝐚𝐠𝐞𝐝 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐜𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐝𝐞𝐫 𝐈𝐓:

↪ 𝐌𝐚𝐧𝐚𝐠𝐞𝐝 perché vi affianchiamo tutti i giorni per garantire una gestione e manutenzione continuativa e completa delle vostre infrastrutture IT.

↪ 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐜𝐞 perché preveniamo e risolviamo tempestivamente i problemi IT, supportandovi nelle attività quotidiane della vostra azienda.

↪ 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐝𝐞𝐫 perché offriamo tutto questo in outsourcing, consentendovi di ottimizzare le risorse e abbattere i costi. Il nostro obiettivo?

🚀 𝐆𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐯𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐕𝐞𝐥𝐨𝐜𝐞 𝐞 𝐚𝐥 𝐑𝐢𝐩𝐚𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 🚀

Un dipendente dell’ufficio commerciale ha davvero bisogno di accedere ai dati amministrativi o alle configurazioni dei s...
20/10/2026

Un dipendente dell’ufficio commerciale ha davvero bisogno di accedere ai dati amministrativi o alle configurazioni dei sistemi aziendali?

I permessi di accesso possono accumularsi nel tempo. Un’autorizzazione concessa per un’attività specifica rimane attiva anche quando non serve più, oppure un dipendente cambia ruolo mantenendo gli accessi precedenti.

Questa situazione può aumentare i rischi per l’azienda. Se un account viene compromesso, chi lo utilizza senza autorizzazione potrebbe raggiungere anche informazioni e sistemi estranei alle attività dell’utente.

Per ridurre questa esposizione si applica il principio del minimo privilegio, secondo cui ogni utente deve disporre soltanto delle autorizzazioni necessarie per svolgere il proprio lavoro.

Verificare periodicamente i permessi e aggiornarli quando cambiano ruoli o responsabilità permette di limitare gli accessi superflui e ridurre le possibili conseguenze di un incidente di sicurezza.

Un attaccante riesce ad accedere a un computer aziendale utilizzando un account con permessi limitati. Da questa posizio...
19/10/2026

Un attaccante riesce ad accedere a un computer aziendale utilizzando un account con permessi limitati. Da questa posizione cerca di acquisire privilegi superiori, che gli consentirebbero di eseguire operazioni normalmente non autorizzate.

Questo processo prende il nome di privilege escalation, o escalation dei privilegi.

L'attaccante può tentare di ottenere maggiori autorizzazioni sfruttando vulnerabilità software, configurazioni errate o debolezze nella gestione degli accessi.

Se il tentativo riesce, potrebbe arrivare a modificare le impostazioni di sicurezza, accedere a informazioni riservate o intervenire su altri sistemi aziendali.

Per limitare questo rischio è importante mantenere aggiornati i sistemi, applicare il principio del minimo privilegio e monitorare le attività degli account con autorizzazioni elevate.

Queste misure aiutano a ridurre le possibilità che un accesso inizialmente limitato venga sfruttato per acquisire un controllo più ampio sull'infrastruttura aziendale.

Quando una password viene compromessa, l’autenticazione a più fattori aggiunge un’ulteriore verifica prima di consentire...
09/10/2026

Quando una password viene compromessa, l’autenticazione a più fattori aggiunge un’ulteriore verifica prima di consentire l’accesso a un account.

L’MFA richiede infatti di verificare la propria identità attraverso almeno due fattori diversi, ad esempio una password e una conferma tramite app sullo smartphone o un dispositivo di sicurezza.

Se qualcuno entra in possesso della password, conoscerla potrebbe quindi non essere sufficiente per autenticarsi.

In ambito aziendale, l’MFA può essere utilizzata per proteggere email, servizi cloud, applicazioni e altri sistemi, evitando che la password rappresenti l’unico elemento necessario per l’autenticazione.

L’MFA non elimina ogni rischio, ma riduce la dipendenza dalla sola password e ostacola l’utilizzo di credenziali compromesse per ottenere un accesso non autorizzato.

Per entrare nei sistemi aziendali non è sempre necessario sfruttare una vulnerabilità tecnica. In alcuni casi è sufficie...
07/10/2026

Per entrare nei sistemi aziendali non è sempre necessario sfruttare una vulnerabilità tecnica. In alcuni casi è sufficiente disporre di credenziali valide.

Una password compromessa, un account rimasto attivo dopo che non è più necessario o privilegi eccessivi possono consentire l'accesso a dati, applicazioni e altre risorse interne.

La protezione degli accessi coinvolge quindi diversi livelli. L'autenticazione a più fattori aggiunge una verifica oltre alla password, mentre la gestione dei privilegi permette di limitare l'accesso alle sole risorse necessarie. Il monitoraggio degli accessi può inoltre aiutare a individuare tentativi o comportamenti anomali che richiedono ulteriori verifiche.

Anche in caso di compromissione di un account, la gestione dei privilegi può contribuire a limitare le risorse a cui l'attaccante riesce ad accedere.

Una password complessa riduce il rischio che una credenziale venga indovinata o compromessa, ma la sicurezza di un acces...
05/10/2026

Una password complessa riduce il rischio che una credenziale venga indovinata o compromessa, ma la sicurezza di un accesso aziendale dipende anche da ciò che accade quando le credenziali finiscono nelle mani sbagliate.

Phishing, malware e altre tecniche possono permettere a un attaccante di ottenere username e password e utilizzarli per tentare di accedere ai sistemi come un normale utente.

La protezione degli accessi deve quindi considerare più aspetti: autenticazione a più fattori, privilegi assegnati in base alle effettive necessità e monitoraggio degli accessi anomali.

Anche la gestione degli account nel tempo ha un ruolo importante. Un cambio di mansione può rendere alcuni privilegi non più necessari, mentre l'uscita di una persona dall'organizzazione richiede la disattivazione tempestiva degli accessi che non deve più utilizzare.

Gestire gli accessi significa sapere chi può entrare nei sistemi aziendali, quali risorse può utilizzare e mantenere queste autorizzazioni aggiornate nel tempo.

L’infrastruttura IT di un’azienda cambia continuamente. Si aggiungono dispositivi, entrano e cambiano gli utenti, vengon...
30/09/2026

L’infrastruttura IT di un’azienda cambia continuamente. Si aggiungono dispositivi, entrano e cambiano gli utenti, vengono installate applicazioni e modificate configurazioni.

Nel frattempo vengono scoperte nuove vulnerabilità che possono interessare sistemi già presenti da tempo.

Le misure di sicurezza adottate in un determinato momento devono quindi essere verificate anche mentre l’infrastruttura evolve. Alcuni controlli possono essere inseriti nella normale gestione IT:

1️⃣ Verificare aggiornamenti e patch. Sistemi operativi, applicazioni e dispositivi di rete devono essere controllati per individuare aggiornamenti di sicurezza mancanti e componenti non più supportati.

2️⃣ Rivedere utenti, accessi e privilegi. Account appartenenti a ex collaboratori, autorizzazioni non più necessarie o privilegi eccessivi possono rimanere attivi se gli accessi non vengono aggiornati insieme ai cambiamenti dell’organizzazione.

3️⃣ Ricercare periodicamente nuove vulnerabilità. Software vulnerabili, servizi esposti e configurazioni errate possono comparire anche dopo una precedente verifica. Analisi periodiche aiutano a individuarli e a stabilire quali interventi richiedono maggiore priorità.

4️⃣ Verificare backup e ripristino. L’esecuzione del backup deve essere accompagnata dal controllo delle copie e da test di ripristino, per verificare che i dati siano effettivamente disponibili quando servono.

5️⃣ Controllare eventi e anomalie. Accessi insoliti, tentativi ripetuti di autenticazione e altri comportamenti anomali possono fornire indicazioni utili su ciò che sta accadendo nei sistemi e richiedere ulteriori verifiche.

Questi controlli permettono di seguire l’evoluzione dell’infrastruttura e individuare situazioni che, con il tempo, potrebbero modificarne il livello di esposizione.

Una vulnerabilità individuata durante un'analisi può rimanere presente nell'infrastruttura anche settimane dopo la conse...
28/09/2026

Una vulnerabilità individuata durante un'analisi può rimanere presente nell'infrastruttura anche settimane dopo la consegna del report.

Conoscerne l'esistenza permette di intervenire, ma tra la rilevazione e la correzione ci sono diversi passaggi da gestire.

Una volta emersa una vulnerabilità, bisogna valutarne la gravità rispetto al contesto aziendale, stabilire la priorità di intervento e individuare la correzione più adatta.

La stessa vulnerabilità può avere conseguenze molto diverse a seconda del sistema coinvolto. La presenza su un sistema isolato presenta uno scenario differente rispetto a un servizio esposto verso Internet o a un'infrastruttura che supporta attività aziendali critiche.

Questa valutazione permette di stabilire quali interventi affrontare prima e organizzare le attività di remediation. Dopo la correzione è inoltre necessario verificare che la vulnerabilità sia stata effettivamente risolta.

Per una PMI, passare dall'analisi all'intervento può diventare complesso. I sistemi devono continuare a funzionare, le risorse IT possono essere limitate e alcune modifiche richiedono pianificazione. In queste condizioni, una correzione rischia di essere rimandata perché nell'operatività quotidiana non si stanno ancora verificando problemi evidenti.

La vulnerabilità, intanto, resta presente nel sistema.

Un Vulnerability Assessment fornisce informazioni utili per conoscere i punti deboli dell'infrastruttura e stabilire dove intervenire. La riduzione dell'esposizione dipende poi dalla gestione di ciò che è stato rilevato, dalle priorità definite fino alla verifica delle correzioni applicate.

Avere sistemi di sicurezza attivi non permette, da solo, di sapere cosa potrebbe accadere se un attaccante riuscisse a s...
25/09/2026

Avere sistemi di sicurezza attivi non permette, da solo, di sapere cosa potrebbe accadere se un attaccante riuscisse a sfruttarne una debolezza.

Il pe*******on test, o pentest, è un’attività di sicurezza in cui professionisti autorizzati simulano tecniche utilizzate negli attacchi informatici per verificare se determinate vulnerabilità possono essere realmente sfruttate.

Il test viene svolto in condizioni controllate, all’interno di un perimetro e secondo regole definite in anticipo. A seconda dell’obiettivo, può riguardare reti, sistemi, applicazioni o altri elementi dell’infrastruttura.

Durante il pentest viene valutato anche ciò che lo sfruttamento di una vulnerabilità potrebbe consentire di fare. Una debolezza, per esempio, potrebbe permettere di ottenere un accesso non autorizzato, raggiungere risorse protette o acquisire privilegi maggiori all’interno dei sistemi.

I risultati aiutano l’azienda a comprendere quali criticità possono avere conseguenze concrete sull’infrastruttura e a stabilire dove intervenire con maggiore priorità.

Il pe*******on test va quindi oltre l’individuazione automatizzata di possibili vulnerabilità. L’intervento degli specialisti permette di verificarne l’effettiva sfruttabilità nel contesto analizzato e di valutarne le possibili conseguenze.

Testare l’infrastruttura in condizioni controllate permette di osservare quali percorsi di attacco potrebbero essere concretamente percorribili e quali difese richiedono maggiore attenzione.

25/09/2026

📱 Server, computer e infrastrutture ricevono spesso molta attenzione quando si parla di sicurezza aziendale.

Lo smartphone, invece, viene ancora trattato come uno strumento secondario, anche se ogni giorno permette di accedere a email, documenti, applicazioni cloud, piattaforme di collaborazione e dati sensibili.

Questa gestione meno strutturata aumenta l’esposizione.

Un telefono aziendale non aggiornato, protetto male o usato senza criteri chiari può diventare un punto di accesso alle informazioni interne.

Chi attacca non distingue tra computer e smartphone: cerca il dispositivo più semplice da sfruttare.

La sicurezza aziendale deve includere ogni strumento che accede ai dati, anche quello che viene portato sempre in tasca.

Nel video Andrea spiega perché il cellulare aziendale va gestito come uno strumento di lavoro a tutti gli effetti.

🎥 Guarda il video.

Avere firewall, sistemi di protezione degli endpoint e strumenti di monitoraggio non basta a sapere come reagiranno di f...
23/09/2026

Avere firewall, sistemi di protezione degli endpoint e strumenti di monitoraggio non basta a sapere come reagiranno di fronte a una minaccia.

Il BAS, Breach and Attack Simulation, permette di verificarlo attraverso simulazioni automatizzate e controllate. Riproduce tecniche e comportamenti associati a diversi scenari di attacco e osserva la risposta delle misure di sicurezza presenti nell’ambiente aziendale.

Anche strumenti correttamente installati possono avere configurazioni da rivedere o controlli che non rilevano una determinata tecnica come previsto. Le simulazioni aiutano a individuare questi punti e forniscono informazioni utili per intervenire sulle difese.

Un altro aspetto importante riguarda la continuità delle verifiche. L’infrastruttura cambia nel tempo: vengono introdotti nuovi dispositivi e applicazioni, le configurazioni vengono modificate e anche le tecniche utilizzate negli attacchi evolvono. Un risultato ottenuto mesi prima, quindi, potrebbe non rappresentare più la situazione attuale.

Il BAS permette di ripetere le simulazioni nel tempo e verificare come le difese rispondono anche dopo modifiche all’infrastruttura o alle configurazioni.

Conoscere gli strumenti presenti è il punto di partenza. Verificare periodicamente come rispondono permette di capire dove le difese richiedono attenzione.

Indirizzo

Via C. Colombo, 10
Ferrara
44124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390532731837

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