Digisystem

Digisystem Ognuno di noi ha esigenze diverse, basate sulla personalità, sui tempi di produzione e sui costi. la nostra passione? Supportarvi nelle Esperienze Digitali.

Con cura, professionalità ed entusiasmo ce ne occupiamo e lo facciamo cercando ogni volta le soluzioni e le strategie più adeguate alle vostre necessità. Progetto ARK opera nel settore delle tecnologie informatiche con particolare riferimento all’innovazione tecnologica dedicata al settore dell'Impresa e della Comunicazione. Ove possibile in fase di sviluppo vengono impiegate soluzioni open sourc

e, con possibile abbattimento dei costi di licenza e manutenzione pur mantenendo le stesse funzioni e prestazioni delle soluzioni tradizionali.

L'intelligenza artificiale può davvero parlare e pensare in italiano?Con il lancio di ChatMinerva, il gruppo di ricerca ...
09/06/2026

L'intelligenza artificiale può davvero parlare e pensare in italiano?
Con il lancio di ChatMinerva, il gruppo di ricerca Sapienza NLP guidato dal professor Roberto Navigli prova a dare una risposta concreta. Ho testato questo modello open-source, addestrato con la potenza di calcolo di Cineca, per capire se un progetto accademico possa competere con i giganti della Silicon Valley. L’interfaccia è pulita, essenziale e priva di distrazioni, focalizzata interamente sul dialogo. La capacità di elaborare informazioni locali è uno dei suoi punti di forza più evidenti.

Ho messo alla prova la sua connessione web chiedendo dettagli storici sull'Impero Romano e informazioni logistiche sulla zona Unesco di Valdobbiadene, ricevendo risposte sempre corrette. Il modello si è dimostrato eccellente anche nel "ragionare" su documenti allegati: caricando un report in PDF, ha estratto i dati principali con estrema chiarezza, confermando l'importanza di avere un'IA addestrata nativamente nella nostra lingua per ridurre le distorsioni tipiche dei modelli tradotti.

Ma la strada verso la perfezione è ancora lunga e tortuosa.
ChatMinerva ha mostrato difficoltà nel riconoscere Palazzo dei Trecento a Treviso da una foto e ha generato allucinazioni curiose nelle bibliografie, citando recensioni di ristoranti locali invece di fonti accademiche. Gli stessi sviluppatori ammettono che il confronto frontale con OpenAI o Google è ancora difficile, date le risorse computazionali e gli investimenti immensamente diversi a disposizione.
Roma non è stata costruita in un giorno e questa IA sembra esserne pienamente consapevole.
Volete provare anche voi Minerva AI? https://minerva-ai.org/

Durante l'ultimo weekend lungo mi sono dedicato alla lettura della Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, approfondendo ...
04/06/2026

Durante l'ultimo weekend lungo mi sono dedicato alla lettura della Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, approfondendo i capitoli sull'intelligenza artificiale, affrontandola con un approccio laico e tecnico per capire come venga analizzato il rapporto tra religione e tecnologia.
Ciò che ne emerge non è affatto un rifiuto del progresso, ma una riflessione molto pragmatica sulla governance dell'intelligenza artificiale, vista come un’opportunità che però porta con sé enormi rischi sistemici.
Il problema centrale è la concentrazione del potere: oggi pochi colossi privati hanno un’influenza tale da superare quella degli Stati, rischiando di imporci una visione del mondo univoca e invisibile attraverso infrastrutture digitali difficili da contestare.

Trovo molto stimolante l’idea che dati e algoritmi debbano essere considerati "beni universali", perché se restano esclusivi finiranno solo per esasperare le disuguaglianze globali. Non possiamo poi permettere che la presunta neutralità di un software diventi un paravento per evitare responsabilità umane in ambiti cruciali come la sanità o il credito; senza un presidio umano costante, i soggetti più fragili rimarranno vittime di automatismi oscuri e privi di responsabilità. In fondo, l’invito a "disarmare" l’IA non è un attacco alla tecnologia, ma la necessità di sottrarla alle pure logiche militari ed economiche per rimetterla al servizio della collettività.

L'intelligenza artificiale è ormai l’ambiente in cui viviamo e il nostro compito non è temerla, ma gestirla con spirito critico per assicurarci che resti uno strumento dell'umanità e non il suo nuovo padrone.

“Ballare con l’AI”: la nuova frontiera del marketing sociale e d’impresa. 🎶Avete visto l’ultima campagna di Pubblicità P...
26/05/2026

“Ballare con l’AI”: la nuova frontiera del marketing sociale e d’impresa. 🎶
Avete visto l’ultima campagna di Pubblicità Progresso, “I Bailera con AI”?
Ecco il link, nel caso vi fosse sfuggita:
https://www.pubblicitaprogresso.org/campagne/i-bailera-con-ai/

È un piccolo capolavoro di strategia comunicativa che ribalta la narrativa classica sull’Intelligenza Artificiale.
Invece di parlarci di algoritmi e velocità, ci parla di armonia. ✨

Ecco cosa possiamo imparare da questo approccio:
🔹 L’uomo al centro:
L'AI non ruba la scena, ma abilita la creatività. Come in un'orchestra, l'uomo guida, la tecnologia amplifica.
🔹 Oltre la paura:
Evitando l'estetica futuristica e fredda, l'AI diventa familiare, accessibile e, soprattutto, collaborativa.
🔹 Il valore è nella relazione:
La ricerca accademica lo conferma: l’AI genera risultati migliori (e più accettati) quando è percepita come un partner relazionale.

Non si tratta di quanto sia potente il tool che usi, ma di come riesci a integrarlo nei tuoi processi decisionali e creativi.

Il futuro dell’AI nel marketing non è un monologo della tecnologia, ma un dialogo costante. 🗣️

Incontrando molte aziende per parlare di Intelligenza Artificiale, mi sono accorto che c’è una sfida specifica che togli...
19/05/2026

Incontrando molte aziende per parlare di Intelligenza Artificiale, mi sono accorto che c’è una sfida specifica che toglie il sonno a molti imprenditori: l'adeguamento alla nuova direttiva NIS2. Spesso mi è stato chiesto come queste due realtà possano convivere.

Molti imprenditori sono convinti che, non essendo classificati come "Soggetti Importanti" dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, la questione non li riguardi. Si sbagliano di grosso.

Il punto critico è la sicurezza della Supply Chain. Se la tua PMI è fornitrice di un player nazionale o di una grande azienda, oggi il mercato ti chiede un salto di qualità immediato. Non è più una scelta, ma un requisito per non essere esclusi dai contratti.

Dalle analisi che sto svolgendo sul campo, emergono tre criticità che non puoi ignorare:

Self-assessment fallaci:
Molte aziende scoprono falle nelle policy e nella formazione solo quando devono rispondere a un audit di un cliente. A quel punto è troppo tardi.

Il limite dei fornitori ICT:
Il partner tecnico che gestisce i tuoi PC da anni spesso non ha la visione multidisciplinare (legale e progettuale) necessaria per una compliance così complessa.

Sostenibilità economica:
L'adeguamento ha costi pesanti. In alcuni casi, ho visto aziende rinunciare a commesse storiche perché non avevano pianificato l'investimento in sicurezza. 🛡️

In questo scenario, il mio ruolo è quello di armonizzatore.
Non vendo software. Coordino il dialogo tra proprietà, reparti IT e uffici legali. Uso i miei trent'anni di esperienza per far dialogare pezzi del puzzle che spesso non si parlano, avvalendomi di strutture specializzate per la parte esecutiva. La conformità non è un firewall, è un processo di gestione del rischio che deve essere sostenibile per il tuo business. 🤝

Parliamone, prima che sia un controllo o un audit di un cliente a sollevare il problema.

La Cina gioca a scacchi, l'Occidente insegue? ♟️Il 15° Piano Quinquennale cinese è stato appena reso pubblico e il messa...
12/05/2026

La Cina gioca a scacchi, l'Occidente insegue? ♟️
Il 15° Piano Quinquennale cinese è stato appena reso pubblico e il messaggio è uno solo: Visione Sistemica.

Mentre noi discutiamo di regolamentazione, Pechino mette a sistema:
✅ AI (citata 52 volte!)
✅ Sicurezza energetica
✅ Infrastrutture digitali
✅ Coinvolgimento delle PMI

La differenza principale?
Loro non vedono l'AI come un settore isolato, ma come il collante per superare il "disordine globale".
È una strategia di aggiramento che evita lo scontro diretto ma punta alla leadership tecnologica attraverso modelli aperti e integrazione profonda.
La domanda per noi è la seguente:
L'Europa ha un piano che vada oltre la semplice regolamentazione?
Che ne pensate? 👇

Le aziende italiane hanno investito oltre 1,8 miliardi in AI nel 2025.Eppure in molte organizzazioni lo scenario reale è...
05/05/2026

Le aziende italiane hanno investito oltre 1,8 miliardi in AI nel 2025.
Eppure in molte organizzazioni lo scenario reale è questo:
strumenti potenti aperti in una scheda, processi identici a prima, team che lavorano esattamente come tre anni fa.

Il problema non è la tecnologia. Non lo è mai stato.
E' che nessuno ha preparato le persone a usarla in modo strategico.

Il World Economic Forum è chiaro: entro il 2030, il 39% delle competenze oggi richieste dal mercato diventerà obsoleto o radicalmente diverso.
Non spariscono i ruoli. Spariscono le persone che non evolvono.

Esistono due strade concrete per rispondere a questo scenario.
La prima è l'Upskilling: potenziare chi già genera valore. Il CFO che smette di lavorare su fogli di calcolo statici e interroga modelli predittivi in linguaggio naturale. Il Direttore HR che passa dalla gestione amministrativa all'analisi predittiva della fuga di talenti. Il ruolo non cambia. Cambia radicalmente la portata di ciò che quella persona riesce a fare.

La seconda è il Reskilling: riconvertire prima che sia troppo tardi. Gli operatori di customer care di primo livello, i produttori di contenuti esecutivi, il middle management transazionale. Non si eliminano queste figure: si protegge il loro patrimonio di conoscenza tacita e si riorienta verso nuovi ruoli ad alto valore.

Attenzione però: webinar teorici e certificazioni passive non spostano i KPI. 🎯
La formazione efficace oggi è verticale, pratica, misurabile su metriche operative reali. Non sul numero di attestati distribuiti.

C'è un concetto che uso spesso con i miei clienti: il Debito Algoritmico.
Il costo invisibile che si accumula ogni volta che si adotta una tecnologia senza formare le persone che devono governarla. Non appare in bilancio.
Si manifesta in errori non supervisionati, decisioni distorte, resistenze organizzative che consumano energia per anni.

La vera domanda non è quale piattaforma AI scegliere. 🧠
E' quante persone nella tua organizzazione sanno davvero usarla per generare valore, non solo per velocizzare la mediocrità esistente.
Le aziende che vinceranno il prossimo decennio non sono quelle con le licenze migliori. Sono quelle che hanno trattato la formazione come un'infrastruttura di profitto, non come un costo da ottimizzare.

Qual è, secondo te, l'ostacolo principale che blocca questa trasformazione? 💬

Non è questione di prompt: è questione di competenzeMolti professionisti sono ancora convinti che saper scrivere un buon...
28/04/2026

Non è questione di prompt: è questione di competenze

Molti professionisti sono ancora convinti che saper scrivere un buon prompt sia l'unica competenza necessaria per dominare l'IA.

La verità è che siamo già entrati nella fase 2.
I modelli linguistici non servono più solo a generare testi, ma a eseguire compiti complessi, invocare strumenti esterni e partecipare a catene decisionali.

Se rimani ancorato al solo prompt design, stai ignorando il potenziale operativo di questa tecnologia.
Il problema è che l'IA ha una frontiera frastagliata:
può eccellere in un compito e fallire miseramente in quello immediatamente adiacente

Senza una visione d'insieme, i tuoi risultati rimarranno episodici, scarsi e non misurabili.
La soluzione non è scrivere istruzioni migliori, ma diventare un orchestratore cognitivo
Devi passare dal prompt engineering al context engineering

Questo significa gestire l'IA come una risorsa produttiva attraverso sei pilastri concreti
1) Riconoscimento della frontiera:
esplorare costantemente cosa lo strumento può o non può fare nel tuo dominio specifico
2) Scomposizione dei compiti:
imparare a delegare sotto compiti chiari, individuando le dipendenze tra di essi
3) Assemblaggio del contesto:
fornire dati, standard interni e criteri di successo per ridurre l'ambiguità
4) Raffinamento iterativo:
trasformare giudizi vaghi in indicazioni precise su cosa aggiungere, togliere o cambiare
5) Giudizio critico:
trattare ogni output come una bozza e saper individuare i segnali deboli di allucinazione
6) Orchestrazione dei flussi:
integrare l'IA in workflow stabili, ripetibili e misurabili

🤖 Il vantaggio competitivo non sarà di chi usa lo strumento, ma di chi saprà orchestrare la collaborazione tra intelligenza umana e artificiale

Anthropic sfida Microsoft sul suo terrenoClaude è arrivato dentro Word. Non come chatbot affiancato, ma come componente ...
21/04/2026

Anthropic sfida Microsoft sul suo terreno

Claude è arrivato dentro Word. Non come chatbot affiancato, ma come componente che modifica il documento, gestisce le revisioni e risponde con citazioni ancorate al testo originale.

La notizia tecnica è interessante. Ma quello che mi colpisce di più è il livello di aspettativa che genera. Lavoro con documenti complessi da anni. Contratti, report, procedure tecniche. E so che il vero problema non è mai "trovare le parole giuste".
È non perdere nulla lungo la strada.

Qui sta il nodo.
Claude per Word usa tecniche RAG con chunking semantico ed embedding vettoriali per mantenere le risposte ancorate al contenuto reale del file. Questo riduce le allucinazioni, che è già un passo avanti rispetto a molti strumenti generativi generici.

Ma ridurre non significa eliminare.
Un riepilogo contrattuale può sembrare impeccabile e omettere la clausola che in fase negoziale diventa decisiva. Una modifica in tracked changes può essere coerente localmente e creare un'incongruenza tre pagine più avanti. 🎯

Anthropic sta giocando una carta precisa: non integrazione nativa come Copilot, ma modularità e specializzazione per casi d'uso specifici. È una scelta strategica sensata, soprattutto per chi lavora in ambienti enterprise con stack eterogenei.
Il vero scontro non è tra due AI. È tra due filosofie di prodotto: piattaforma centralizzata contro layer aggiuntivo flessibile.

Entrambe hanno senso. Dipende da chi sei e da come lavori.
Quello che però non cambia, indipendentemente dal modello scelto, è questo: l'AI nei documenti accelera. Non sostituisce il giudizio su ciò che conta davvero in un testo.

La domanda che mi faccio, e che giro a chi legge: stiamo costruendo flussi di lavoro in cui la supervisione umana è ancora strutturale, o stiamo solo spostando il problema più avanti nella catena? 💬

Smettete di pagare abbonamenti per l'AI se avete bisogno di sovranità digitaleL'era del "Cloud o niente" è ufficialmente...
14/04/2026

Smettete di pagare abbonamenti per l'AI se avete bisogno di sovranità digitale

L'era del "Cloud o niente" è ufficialmente finita. Google ha appena rilasciato Gemma 4 e il messaggio è chiaro: la potenza non deve più essere prigioniera di un abbonamento o di un server remoto.

Il problema dei modelli di frontiera attuali è la dipendenza. I tuoi dati passano per server terzi, i costi scalano con l'uso e la sovranità digitale della tua azienda è, di fatto, un'illusione.

Gemma 4 rompe questo schema.
Non parliamo solo di un aggiornamento tecnico, ma di un cambio di schema politico. Google è passata dal concetto di "Open-weight" (modelli aperti ma vincolati) al vero "Open Source" con licenza Apache 2.0.

Cosa significa per chi decide e per chi costruisce:
1. Controllo Totale: Puoi scaricare, modificare e ridistribuire il modello senza pagare royalty. Anche per scopi commerciali.
2. Esecuzione Locale: Gira su laptop e dispositivi Android. La privacy non è più un compromesso, ma il punto di partenza.
3. Multimodalità Nativa: Gestisce audio, video e logica complessa on-device. Non serve più una connessione per analizzare un grafico o un file audio.
Con una finestra di contesto fino a 256.000 token, la distinzione tra "piccolo modello locale" e "gigante in cloud" si sta assottigliando velocemente.

Siamo davanti alla vera democratizzazione dell'AI o è solo una mossa strategica per contrastare il dominio di Meta con Llama? 🤖

La possibilità di far girare ragionamenti complessi su un semplice smartphone cambierà radicalmente lo sviluppo di app nei prossimi 12 mesi.

Voi siete pronti a spostare i vostri carichi di lavoro dall'API al locale o la comodità del cloud vince ancora sulla sovranità dei dati?

Stai ancora cercando il generatore di video AI perfetto?Stai sprecando il tuo tempo. Smettiamo di cercare il prompt perf...
07/04/2026

Stai ancora cercando il generatore di video AI perfetto?
Stai sprecando il tuo tempo.

Smettiamo di cercare il prompt perfetto per generare la clip magica. Il mercato non funziona più così.
L'ossessione per i modelli "text-to-video" che fanno tutto da soli è roba superata. Una clip suggestiva ma isolata non serve a nulla se non puoi controllarla, montarla e inserirla in un flusso produttivo reale. Il vero salto di qualità è il workflow ibrido ⚙️

Da una parte abbiamo i generatori di asset visivi come Runway, Luma o Kling, che offrono sempre più coerenza spaziale e controllo alla regia.
Dall'altra, dove risiede il vero valore, ci sono gli ambienti di montaggio storici potenziati dall'intelligenza artificiale. Premiere Pro e DaVinci Resolve non sono stati sostituiti, sono diventati i centri di gravità dove si fa "finishing" professionale e color correction.
In mezzo, si è sviluppato un ecosistema essenziale per chi fa business: la collaborazione cloud in tempo reale con Frame.io e gli strumenti per i video ripetibili e localizzati come Synthesia o HeyGen.

Senza dimenticare l'elefante nella stanza: la conformità ⚖️
Con l'AI Act europeo, trasparenza e rispetto del copyright non sono più optional, ma requisiti strutturali per scegliere uno strumento piuttosto che un altro. Il mestiere di chi fa video non sta scomparendo. Si sta riorganizzando. Più la generazione si abbassa di costo, più la selezione, la verifica, il montaggio e il controllo del brand acquistano un valore inestimabile 🧠
Quanto della tua produzione video è già integrato in un flusso ibrido e quanto dipende ancora dalla speranza del "prompt fortunato"?

Indirizzo

Via L. Boschieri 16/D
Crocetta Del Montello
31035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 12:00

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