Intendo la figura del tattoo artist come un compagno di viaggio interiore, e non come “il mago di Oz”. Il “Tatuaggio giusto”, se pur in stato embrionale, è già presente dentro di noi, va solo ripulito del superfluo, del giudizio, dall’ approccio esageratamente logico, dal concetto passeggero e modaiolo di bello o brutto; come in un processo di distillazione, ne va estratta l’essenza, l’emozione, l
’intenzione. Ciò non esula dal senso estetico che è sicuramente di altrettanta importanza nella costruzione di un tatuaggio, dico solo che non si può confondere il mezzo col fine, che non si può “partire dalla fine”. L’opera, se pur in forma astratta, è nel seme, li è contenuto tutto ciò che serve; una buona terra, la giusta acqua e la cura faranno il resto, come il disegno, il gusto estetico, la scelta del miglior posizionamento sul corpo, il tatuaggio, diventeranno il mezzo per tradurre e manifestare le nostre emozioni. Una gradevole conseguenza di un percorso fatto insieme, di un processo creativo coerente e consapevole, ritmico e armonioso. Benvenuti in Atelier dunque. Mettetevi comodi, chiudete gli occhi e osservate, ascoltate…
E’ li che aspetta solo voi, che attende d’esser accolta e rivelata,
la vostra essenza, la vostra autenticità, il sigillo unico, l’opera ideale.