27/05/2026
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Ci sono mestieri che stanno sparendo lentamente.
Mestieri silenziosi, fatti di mani, tempo e pazienza. Mestieri che fino a qualche anno fa erano parte della quotidianità e che oggi si incontrano sempre meno.
Qualche giorno fa ho pensato che mi sarebbe piaciuto progettare l’identità visiva per un calzolaio. Poi ho pensato a mio nonno Mario. E subito dopo a mio nonno Isidoro.
Uno faceva il calzolaio.
L’altro impagliava sedie.
Due lavori quasi scomparsi, ma soprattutto due persone molto diverse tra loro, che porto ancora dentro attraverso ricordi, sensazioni, colori e piccoli dettagli.
Così ho deciso di trasformare tutto questo in un progetto personale: creare per ciascuno una piccola immagine coordinata, cercando di tradurre il loro carattere in forme, colori e tipografia.
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Oggi è il turno di nonno Mario.
Quando penso a nonno Mario penso a qualcosa di rotondo.
A linee morbide, senza spigoli. A una presenza gentile.
Faceva il calzolaio, un mestiere che richiede pazienza, precisione e cura.
Ma il ricordo più forte che ho di lui non è legato al lavoro: è il senso di bontà che riusciva a trasmettere.
Faccio fatica a ricordare qualcosa di negativo.
Mi tornano in mente soprattutto la sua risata, la sua solarità, il modo semplice con cui stava con gli altri.
Per questo, nel progetto dedicato a lui, ho usato forme morbide, giocose e accoglienti.
Il colore che associo a lui è un blu elettrico: vivo, luminoso, pieno di energia positiva.
E voi?
C’è una persona della vostra famiglia che associate subito a un colore, una forma o un’atmosfera?