VALEgnameria

VALEgnameria VALEgnameria è un progetto che nasce dagli scarti di una falegnameria L'idea è trasformare gli scarti di una falegnameria in immagini e oggetti.

Da fonti non ufficiali, imprecise e vagamente distratte, apprendiamo che Valentina Musiu, in arte Valegnamerìa, nasce in Sardegna nel lontano 1980. Gli anni della giovinezza e dell'adolescenza trascorrono felici benché non riesca a coronare il suo sogno di frequentare il Liceo artistico conseguendo, invece, un rassicurante diploma tecnico commerciale volgarmente detto Ragioneria. Per nulla incline

a un futuro da burocrate, lascia la Sardegna alla volta del "continente" decisa a dare seguito alle sue velleità artistiche e, in un lungo peregrinare tra Torino, Venezia e Belfast, sperimenta l'arte del fumetto, del restauro edile, pittorico e del legno. Stabilitasi infine a Bologna, anziché reinventarsi una carriera nel mondo della musica Indie, decide di perfezionare le sue attitudini al lavoro del legno andando"a bottega"presso una falegnameria nella quale svolge anche attività didattiche e di formazione. E' il 2015 quando decide di dare vita al progetto Valegnameria (nome carino e accattivante ma, in realtà, frutto di un difetto di scrittura da attribuirsi più alla sua dislessia che a brillanti doti da pubblicitario). Piccole porzioni di legno, con diversi spessori, creano forme spigolose e geometriche strutturate a livelli, con giochi di luce che ne modificano l'aspetto a seconda del punto di vista di chi le osserva. L'immagine iniziale, arricchita di ombre e prospettive nuove, sembra quindi uscire dal legno e affacciarsi sul mondo avvicinandosi al committente. Il risultato finale, a volte surreale e poco ordinario, è un prodotto tridimensionale, adattabile sia ad oggetti che a complementi d'arredo. Nelle prime produzioni artistiche su legno troviamo prevalentemente soggetti, forme e colori con un forte richiamo al mondo del mare. A maggio 2016 Valentina torna in Sardegna e, nella vecchia casa di campagna appartenuta ai nonni, stabilisce la sede del suo laboratorio artistico, un ambiente informale e aperto a chiunque voglia conoscere il suo lavoro, dove tutto è riciclato: dagli arredi, al legno usato per le sue opere. Dedicata alle tradizioni della sua terra d'origine, all'inizio del 2017 nasce Gentixedda, la fortunata linea di oggettistica firmata Valegnamerìa. Omini e donnine, stilizzati con un tratto lineare e geometrico e vestiti con gli abiti tradizionali della Sardegna, dialogano tra loro dando vita a un originale microcosmo di legno e colore. Ad accompagnare i personaggi di Gentixedda, così come gli altri oggetti d'ispirazione sarda riprodotti su legno, magliette, borse, cartoline o adesivi, frasi tipiche della memoria popolare o racconti di storie antiche ormai dimenticate. Oltre alla Sardegna, altri ambiti e soggetti ispirano quotidianamente quest'arte su legno (dal cinema, alla musica, alla letteratura) e Valentina ne cura personalmente ogni fase della produzione, a partire dalla grafica fino alla realizzazione materiale e al packaging. Oggi il Progetto Valegnamerìa è una realtà in continuo divenire, dinamica e aperta a nuove sperimentazioni pur mantenendo, al contempo, una forte attenzione all'essenzialità delle forme e dei colori con un tratto diventato ormai riconoscibile e apprezzato.

Con l'associzione Lundras abbiamo avuto modo di lavorare con lui sia per Maria Lai che per altre mostre del Musei di Mur...
01/08/2026

Con l'associzione Lundras abbiamo avuto modo di lavorare con lui sia per Maria Lai che per altre mostre del Musei di Muravera.

Ieri mattina un infarto improvviso si è portato via Francesco Casu.
Di origine berchiddese, viveva a Cagliari dove aveva molto costruito, con l’arte, per la storia e la cultura della nostra isola.
Da qualche anno faceva parte del consiglio di amministrazione della Cantina Giogantinu che aveva rivoluzionato nell’immagine e nel pensiero, facendole vincere numerosi premi.
Amico di molti artisti ed intellettuali sardi, ha condiviso una profonda amicizia con Maria Lai, che aveva ben raccontato realizzando video-fiabe, installazioni e progetti multimediali.
Tra qualche giorno avrebbe dovuto presentare a Time In Jazz, come sempre negli ultimi anni, i nuovi prodotti di Giogantinu, e la nostra immancabile bottiglia da collezione.
La cultura sarda perde un tassello importante della propria storia e se ne va una figura di grande dinamismo, passione e intelligenza.
Alla sua famiglia e ai suoi tantissimi amici il mio cordoglio, oltre a quello di Sonia e di tutto lo staff di Time in Jazz.
Paolo

Chiedo scusa agli animalisti, ma leggete il testo😅😅Come ho già raccontato, mia nonna era una di quelle donne che sapevan...
29/07/2026

Chiedo scusa agli animalisti, ma leggete il testo😅😅
Come ho già raccontato, mia nonna era una di quelle donne che sapevano cosa fossero il sacrificio, la mancanza e, soprattutto, la fame. Faceva parte di quella generazione che dava al cibo e alla natura un valore "sacro": la terra si rispettava e ciò che dava non doveva mai essere sprecato.
Detto ciò, mia nonna era una donna dal viso dolce. Ci preparava l'uovo sbattuto — che ci faceva raccogliere direttamente nel pollaio — e aveva sempre qualche moneta da parte per comprarci il gelato (che per lei era comunque cibo). Aveva persino una gallina che accarezzava come fosse un gatto e che, ogni volta che aprivamo il pollaio per far uscire i pennuti, cercava subito la nonna per accompagnarla nei suoi giri per l'aia.
Nonna era dolcissima, tranne quando sgozzava le galline. In quel momento il suo viso, ai miei occhi di bambina, cambiava: perdeva per un attimo la dolcezza e si trasformava in quello di una persona che deve sopravvivere alla guerra. Non c'era pietà nel suo sguardo, ma neanche odio. C'era un'esigenza, quella di sopravvivere; non vedeva un animale, ma una necessità. La vita le aveva insegnato il valore del cibo, che si trattasse del pollo o del pane duro: tutto doveva essere vissuto con rispetto e quasi con devozione.
Forse da piccola non capivo bene quel gesto e ci vedevo della crudeltà, specialmente in quelle galline che a volte continuavano a muoversi anche dopo che la testa era stata staccata. Ora, però, quella scena l'ho rielaborata. Oggi riesco a cogliere davvero quel rispetto per il cibo: un modo di mangiare che non serve per fotografare il piatto o per mettersi in mostra nel ristorante di lusso, ma che nasce dalla pura e semplice necessità.

Ieri sono andata al Museo dei Menhir di Laconi. Diciamocelo: ci sono andata un po’ di controvoglia. Non sono mai stata u...
26/07/2026

Ieri sono andata al Museo dei Menhir di Laconi. Diciamocelo: ci sono andata un po’ di controvoglia. Non sono mai stata una grande appassionata di archeologia (quella è mia sorella!), ho sempre preferito l’arte contemporanea.

​E invece... mi sono dovuta ricredere su tante cose!

​Soprattutto sul fatto che ero convintissima di sapere un sacco di cose sull’archeologia sarda. Spoiler: non sapevo un bel niente! È incredibile come spesso siamo convinti di conoscere la storia, per poi scoprirci superficiali.

​Abbiamo trovato una guida fantastica che ci ha tenuti incollati lì dentro per quasi due ore. Ho sempre creduto che i menhir fossero tutti uguali (tipo quelli della mia zona: semplici steli). Invece ho scoperto che i menhir di Laconi hanno un volto! Ho visto per la prima volta occhi, naso e persino la caratterizzazione di genere:

​La figura maschile: ha scolpito sul petto un simbolo (il cosiddetto capovolto) che varia da menhir a menhir e rappresenta l’anima: una figura a testa in giù che simboleggia il viaggio di ritorno verso la terra.

​La figura femminile: presenta spesso sul ventre una spiga, simbolo della nascita e del ritorno all’utero da cui tutto parte.

​Ho imparato anche che il legno non serve solo per la v/f-alegnameria! 😅😅 Ci hanno spiegato che per staccare queste enormi lastre di pietra usavano dei cunei in legno di rovere che, una volta bagnati, si gonfiavano fino a spaccare la roccia.

​Insomma, ho fatto finalmente un po' di chiarezza su dettagli, metodologie di lavorazione e sulla cronologia di queste opere!
Non si smette mai d'imparare!!

​ culturasarda

Oggi siamo andate  a   per portare "Nonna" al festival   , evento che si terrà dal 1 agosto sino al 31 per le strade del...
25/07/2026

Oggi siamo andate a per portare "Nonna" al festival , evento che si terrà dal 1 agosto sino al 31 per le strade del paese organizzato dai ragazzi di storiedalvicolo

Naturalmente ne abbiamo approfittato per farci una scorpacciata di cultura e di cibo!!!

Mi hanno fatto notare che parlo sempre di mia nonna, ma in realtà ho un sacco di storie anche su mio nonno. Nonno "Peppe...
23/07/2026

Mi hanno fatto notare che parlo sempre di mia nonna, ma in realtà ho un sacco di storie anche su mio nonno. Nonno "Peppe" era un personaggio con una pancia enorme, dove per anni ho creduto ci crescesse dentro un'anguria 🍉. Era un gran "racconta favole", per usare un termine gentile 😅. Da piccoli ci ha fatto credere che nella pietra all'ingresso di casa sua si fosse ancorata l'Arca di Noè... Credevamo all'uccellino verdiglio, alla sua bravura a carte, che in realtà era solo una truffa nei confronti dei bambini. Credevamo a tutto quello che diceva, perché lui era quello che ci portava in giro sull'ape, ci comprava un sacco di gelati (scusa che usava per prendere le si*****te), ci faceva la pi***la con la bocca. Ma non era solo un uomo che parlava, era un gran lavoratore, uno che usava tanto le mani per lavorare..ma anche per fumare😅

20/07/2026

Regali!Molti pensano che riprodurre in valegnameria delle figure grafiche già esistenti sia più facile, ma non è assolut...
19/07/2026

Regali!
Molti pensano che riprodurre in valegnameria delle figure grafiche già esistenti sia più facile, ma non è assolutamente vero😅😅 Cercare di trovare il proprio segno in mezzo a quelli degli altri è un caos. Comunque spero di esserci riuscita. Grazie Marta e auguri Mauro!

Io ho il lupus. Per chi non ha mai visto una puntata di Dottor House, si tratta di una malattia autoimmune che, nel mio ...
08/07/2026

Io ho il lupus. Per chi non ha mai visto una puntata di Dottor House, si tratta di una malattia autoimmune che, nel mio caso, colpisce soprattutto le articolazioni. In pratica, i miei anticorpi non si riconoscono tra loro e si corcano di mazzate come nel peggior bar di Caracas.

​L'ho scoperto nel lontano 2004 e, per anni, questa diagnosi mi ha scoraggiata dall'idea di fare un lavoro manuale. Poi però il tempo cambia le cose, aggiunge imprevisti e ti fa capire che non c'è tempo per pensare a cosa potrebbe succedere: meglio concentrarsi su quello che sta succedendo. Ed è così che è iniziato il percorso che mi ha portata fino a qui.

​Di solito ho spesso dolori alle mani, ma quando lavoro riesco a non pensarci. Nelle ultime settimane, però, il lupo si è svegliato incazzato e mi ha reso difficile ogni singola cosa, dal lavorare al semplice versarmi un bicchiere d'acqua. Nonostante tutto ho continuato a fare qualsiasi cosa, compreso mo***re gazebo e servire al bancone del Vermentino Fest.

​In questi giorni, però, ho dovuto sventolare bandiera bianca e arrendermi al cortisone e alla lentezza. Ho dovuto rallentare e, incredibile ma vero, pensare un attimo a me stessa.

​Quindi sì, sono in ritardo con le consegne. Ma arriverò. Lentamente, ma arriverò (anche perché il cortisone farà anche schifo, ma fa miracoli)!! 🐺💪

Le  coppie di valegnamera   vs.   e tu quale preferisci??
29/06/2026

Le coppie di valegnamera
vs. e tu quale preferisci??

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