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Il bisogno di informazione sempre crescente ha decretato il successo di Internet come mezzo universale di documentazione e scambio, ed il commercio elettronico è sicuramente uno degli stadi più avanzati di questo processo di informatizzazione. Il network design ed upgrading cioè la progettazione e lo studio di fattibilità di reti aziendali o interaziendali, il potenziamento delle prestazioni della

rete attraverso l'analisi del traffico ed il monitoraggio degli accessi, la segnalazione degli alerts per anomalie di apparati tramite email, messaggistica SMNP e messaggi cellulari SMS, il controllo e la diagnosi dei problemi attraverso console remota per la gestione e l'archiviazione dei log consentono poi di limitare i danni causati da anomalie varie.

28/07/2017

Attacco a UniCredit, una riflessione.
Sottratti a UniCredit i dati di circa 400.000 utenti privati che hanno richiesto prestiti.
Ad una delle prime 10 banche europee ci sono voluti solamente dieci mesi per rendersi conto della violazione.
UniCredit ha ammesso mercoledì che una serie di violazioni, non rilevate da quasi un anno, hanno esposto i dati personali di 400.000 utenze associate a richieste di prestiti.
In una dichiarazione, UniCredit ha accusato un fornitore di servizi di avere esposto i dati dei clienti italiani, inclusi i codici IBAN.
I dati di circa 400.000 clienti in Italia sono stati compromessi durante una prima violazione avvenuta tra settembre ed ottobre 2016 ed una seconda violazione appena individuata tra giugno e luglio di quest'anno.
UniCredit assicura che non sono stati interessati dati che possano consentire transazioni non autorizzate, mentre potrebbero essere stati raggiunti altri dati personali e codici IBAN.
UniCredit ha anche dichiarato di avere chiuso la violazione, averne dato informazione alle competenti autorità, ed avere intrapreso un audit di sicurezza che probabilmente verrà sostenuto con parte dei 2,3 miliardi di euro precedentemente destinati all'aggiornamento ed al rafforzamento dei propri sistemi IT.
La violazione del più grande gruppo bancario italiano è stata individuata 10 mesi dopo la compromissione iniziale, ed ora la preoccupazione è che i clienti interessati dalla violazione stanno soffrendo un elevato rischio di follow-up riguardante attacchi di phishing che sfrutteranno le informazioni ottenute grazie ai dati sottratti.
Nick Pollard, direttore di intelligence ed analisi di sicurezza presso Nuix, ha rilevato che la violazione è avvenuta meno di un anno prima che in Europa entrino in vigore norme più severe per la protezione dei dati sotto forma di regolamento generale sulla protezione dei dati (n.d.r. il GDPR). "Questa ultima violazione dei dati indica l'importanza di una regolamentazione unificata nel rendere responsabili le terze parti in materia di sicurezza.
La recente violazione dei dati di UniCredit è un esempio di sapere dove sono i dati, ma non assicurarsi che essi siano adeguatamente protetti e gestiti. I dati di 400.000 sono stati messi a rischio da una terza parte fornitrice di servizi, ed il ritardo nel rilevare la loro compromissione dimostra che qualsiasi attività terzializzata deve essere monitorata per avere la piena comprensione di chi la gestisce, e dove e come essa viene gestita".
Donato Capitella, consulente senior della sicurezza di MWR InfoSecurity, ha aggiunto: "Questa compromissione dei dati dei clienti UniCredit conferma i rischi che le organizzazioni affrontano collegando i propri sistemi IT a quelli appartenenti ai loro fornitori di servizi."

27/07/2017

UniCredit è stata vittima di una "intrusione informatica".
A detta dell'istituto di credito: "la violazione dei sistemi è avvenuta attraverso un partner commerciale italiano, e riguarda l'accesso non autorizzato a dati di clienti italiani relativi a prestiti personali".
Una prima violazione era già avvenuta nei mesi di settembre e ottobre dello scorso anno, mentre quest'ultima intrusione è avvenuta nei mesi di giugno e luglio di quest'anno. Si ritiene che nei due periodi siano stati violati i dati di circa 400.000 clienti in Italia.
La banca precisa che: "non è stato acquisito nessun dato, quali le password, che possa consentire l'accesso ai conti dei clienti o che permetta transazioni non autorizzate. Abbiamo riscontrato invece l’accesso ad alcuni dati anagrafici ed ai codici IBAN".
UniCredit ha anche assicurato di avere adottato tutte le azioni necessarie ad impedire il ripetersi di tali violazioni.

Attacco hacker in corso, coinvolte Chernobyl, Moller-Maersk e Saint Gobain.Un pesante attacco hacker che utilizza un “ra...
28/06/2017

Attacco hacker in corso, coinvolte Chernobyl, Moller-Maersk e Saint Gobain.

Un pesante attacco hacker che utilizza un “ransomware” (codice malevolo che richiede un riscatto per essere eliminato) sta colpendo società ed enti governativi in diversi Paesi del mondo.

L’attacco ha colpito inizialmente banche e società ucraine, con ripercussioni anche alla centrale nucleare di Chernobyl. In seguito sono state coinvolte anche società nel resto del mondo, come l’agenzia pubblicitaria britannica Wpp, il colosso dei trasporti marittimi Moller-Maersk e l’impresa di materiali edili francesi Saint Gobain. La farmaceutica Merck Sharp & Dome è stata la prima compagnia USA ad aver confermato di essere stata attaccata: «Confermiamo che la nostra rete di computer è stata compromessa oggi come parte dell'attacco hacker globale», ha detto l'azienda su Twitter. «Stiamo indagando e forniremo informazioni addizionali non appena le avremo», ha aggiunto.
Come rende noto la Banca centrale d'Ucraina, a causa dell'attacco, i passeggeri della metropolitana di Kiev non hanno potuto pagare con carte di credito e di debito ed alcuni istituti di credito hanno dovuto sospendere parte dei servizi erogati ai propri clienti. «La Banca nazionale d'Ucraina ha segnalato alle banche ed altri operatori del mercato finanziario un attacco informatico contro i siti di banche del Paese ed imprese pubbliche e commerciali», è
riportato nella nota dell'istituto centrale, nella quale si spiega che in seguito all'attacco «le banche hanno avuto difficoltà a seguire i loro clienti ed a portare a termine alcune operazioni».

Anche il gigante petrolifero russo Rosneft si è detto vittima di un «potente attacco informatico» ai propri server. «L’attacco avrebbe potuto portare a serie conseguenze, ma grazie al fatto che la società è passata a sistemi di backup per controllare i processi, né la produzione né la preparazione hanno
subito dei fermi», ha precisato la stessa Rosneft in una email. Sempre in Russia, i sistemi informatici dell'amministrazione presidenziale a Mosca funzionano «regolarmente». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov riportato dall’agenzia Tass.

Colpita Chernobyl. I tecnici: «I sistemi interni funzionano»
L’attacco ha colpito anche la centrale nucleare di Chernobyl, come riporta il sito ucraino Kromadske. Secondo l'Agenzia nazionale per la gestione della zona contaminata, i sistemi interni alla centrale «funzionano regolarmente» e invece sono «parzialmente fuori uso» quelli che monitorano «i livelli di radiazione». Il sito della centrale elettrica è inoltre inaccessibile. L’Agenzia sottolinea anche che «tutti i sistemi tecnologici della centrale funzionano normalmente», ma «a causa della disconnessione temporanea del sistema Windows, il monitoraggio delle radiazioni nella zona industriale si svolge in modo manuale». «Il sistema automatico di controllo delle radiazioni nella zona di contaminazione funziona normalmente», precisa l'ente pubblico ucraino.

In Italia cosa succede?
Dario Bruno, esperto di sicurezza informatica, afferma che proprio l'Italia è il Paese, dopo l'Ucraina, più colpito dal virus. Secondo i ricercatori di Eset, prosegue Dario Bruno, in Ucraina al momento è stato registrato il 78% delle rilevazioni, in Italia il 10% e, a seguire ci sono Israele (5%), Serbia (2%) poi Romania, Stati Uniti, Lituania e Ungheria con l'1% delle rilevazioni. Secondo Dario Bruno, inoltre, il focolaio da cui è partita l'epidemia sarebbe un aggiornamento di MeDoc, un software per la contabilità compromesso dai cyber-criminali, molto utilizzato dalle aziende Ucraine tra cui istituzioni finanziarie, aeroporti e metropolitane.
Ci sentiamo comunque di tranquillizzare i nostri clienti, conclude Dario Bruno, perchè anche questa volta gli apparati che produciamo, primo fra tutti HystriX, hanno protetto efficacemente i sistemi dei nostri clienti.

Kiev accusa la Russia, ma poi ritratta
Il governo di Kiev, che inizialmente aveva accusato direttamente la Russia del cyberattacco, ora ha fatto un mezzo passo indietro: infatti i servizi di sicurezza ucraini non hanno ancora formulato ipotesi. Lo ha detto la portavoce dell'SBU, Olena Ghitlianska, alla tv Hromadske, sottolineando che l'idea che l'attacco sia partito dalla Russia, espressa in precedenza, era in realtà una sua «opinione personale». Poco prima anche il ministro delle Infrastrutture ucraino, Volodimir Omelian, aveva puntato indirettamente il dito contro Mosca: «Non è un caso che la parola 'virus' finisca in 'rus'», e il consigliere del ministro dell'Interno ucraino Zoryan Shkiriak aveva dichiarato: «Credo non ci sia nessun dubbio che dietro a questi 'giochetti' ci sia la Russia perché questa è la manifestazione di una guerra ibrida».
Anche il segretario del Consiglio di Sicurezza e della Difesa ucraino Oleksandr Turchynov si era sbilanciato: «già ora, dopo un'analisi preliminare del virus, si può parlare di una traccia russa», aveva detto. Il premier ucraino Volodomyr Groysman ha invece dichiarato tramite Facebook: «Un attacco hacker senza precedenti ha colpito l'Ucraina, ma i nostri specialisti informatici fanno il loro lavoro e proteggono le infrastrutture cruciali. I sistemi vitali non sono stati danneggiati, l'attacco verrà respinto e i responsabili saranno individuati».

Colpita anche la francese Saint Gobain
L'impresa Saint Gobain, colosso nel settore della costruzione di materiali edili, ha fatto sapere di essere stata attaccata. Il portavoce dell'azienda ha dichiarato a Bfmtv che «sono stati isolati i sistemi informatici infetti». Colpiti anche undici negozi Auchan in Ucraina e i fornitori del gruppo, insieme alla Sncf, l'azienda di trasporto ferroviario francese, che in un comunicato ha dichiarato di aver «contenuto la minaccia».

Commissione UE: stiamo monitorando
«Stiamo monitorando da vicino gli attacchi hacker «che hanno colpito varie compagnie in Ucraina e in UE. Al momento non abbiamo alcuna indicazione che la Commissione o altre istituzioni dell'Unione siano state interessate», spiega un portavoce della Commissione Europea. «Il Centro per la lotta al cybercrimine di Europol sta valutando la situazione ed è in contatto con le unità corrispondenti negli Stati membri e con i partner principali del settore, per stabilire la piena natura di questo attacco», aggiunge il portavoce.
«Questo nuovo vasto cyberattacco mostra ancora una volta la necessità urgente di maggiore cooperazione”, sottolinea inoltre il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato digitale Andrus Ansip. «Parleremo della imminente revisione della strategia europea sulla cybersicurezza prevista per settembre domani al collegio dei commissari», aggiunge Ansip.

Gli esperti: è un “ransomware”
Secondo alcuni esperti l'attacco odierno potrebbe essere un attacco “ransomware”, simile al cyberattacco Wannacry avvenuto circa un mese fa e che ha colpito tutto il globo. L'attacco ransomware è quello sferrato con un virus che rende inaccessibili i dati dei pc ed i sistemi informatici tenendoli in ostaggio, con lo scopo di estorcere denaro alle vittime per sbloccarli.
Alan Woodward, uno scienziato informatico alla Surrey University ha affermato che l'attacco odierno «sembra essere una variante di un ransomware emerso lo scorso anno, poi aggiornato all'inizio del 2017 dai pirati informatici dopo che alcuni aspetti del virus erano stati sconfitti. Il ransomware si chiamava Petya». Un'agenzia del governo svizzero ha riferito di avere notato segnali di Petya che stanno circolando nuovamente. Petya aveva colpito nel marzo del 2016 società petrolifere russe e società governative ucraine, di trasporti ed energia, chiedendo un riscatto in cripotovaluta.

*Da dove è partito questo ransomware?
Non si sa esattamente da dove sia originato, alcune voci parlano dell’Ucraina, semplicemente perché la prima fonte d’infezione sembra essere stata un finto update del software di contabilità MeDoc utilizzato appunto in Ucraina.

Symantec: Utilizzato uno strumento rubato alla NSA
La variante del virus Petya, responsabile del massiccio attacco hacker in corso in queste ore, userebbe EternalBlue, uno strumento rubato alla NSA. Lo scrive in un tweet Symantec, società specializzata in sicurezza. EternalBlue è un codice d'attacco, in gergo 'exploit', che ha armato anche il ransomware Wannacry. Eternalblue era originariamente usato dall'Agenzia nazionale per la sicurezza USA, la NSA. Nel caso di Wannacry la cyber arma ha sfruttato una vulnerabilità presente in un software di Microsoft (che poi ha corretto la falla) ed è stata messa online da un misterioso gruppo di hacker di nome Shadow Brokers, che in qualche modo ha sottratto una serie di strumenti digitali all'agenzia USA per poi metterli online.

Quali sono i danni lasciati sui PC infetti da questo ransomware?
Il nuovo NotPetya, dopo aver compromesso l’MBR del disco ne cripta l’MFT, cioè l’indice dove il sistema tiene traccia di quali file sono stati scritti sul PC e dove si trovano. Voci di corridoio dicono che, prima di criptare l’MFT, il ransomware cripti anche direttamente alcuni file sul sistema. Fatto sta che al termine del processo di cifratura il Sistema Operativo non si avvia più (quindi è impossibile utilizzare il PC infettato per pagare il riscatto).

NotPetya riesce a ricavare le credenziali di accesso del PC dalla memoria e le utilizza per connettersi, tramite il servizio PsExec, ad altri PC nella stessa rete per infettarli.

8 modi per proteggere la vostra rete dai ransomwareA volte il passato torna di moda. È il caso degli attacchi ransomware...
27/06/2017

8 modi per proteggere la vostra rete dai ransomware

A volte il passato torna di moda. È il caso degli attacchi ransomware, che sono nuovamente popolari. Uscito per la prima volta nel 1989, il ransomware infetta un sistema e «chiude fuori» l'utente impedendogli di accedere al dispositivo o ai file in esso contenuti. Solo se la vittima accetta di pagare un riscatto, solitamente sotto forma di bitcoin, è possibile sbloccare il sistema ed accedervi nuovamente.
Il seguente articolo propone otto modi per proteggere la vostra rete dagli attacchi ransomware ed evitare di dare denaro ai criminali informatici.
Ricordate che l'ammontare del riscatto può variare, ma spesso è compreso fra 1.000 e 5.000 Euro.

1. Educate i vostri dipendenti.
L'educazione e la consapevolezza dell'utente sono fondamentali quando si tratta di sconfiggere il ransomware. Trattate le e-mail sospette con attenzione.
Controllate il nome di dominio che ha inviato l'e-mail; cercate eventuali errori di ortografia, verificate la firma e la legittimità della richiesta.
Passate il puntatore del mouse sui link per verificarne la destinazione.

2. Utilizzate un approccio multi-livello alla sicurezza di rete.
La protezione dal ransomware e da altre forme di malware non si limita al livello del gateway. È fondamentale estendere la sicurezza attraverso l'uso di antivirus, anti-spyware, prevenzione delle intrusioni ed altre tecnologie applicate ai dispositivi di protezione disposti sul perimetro della rete. Adottate un approccio a strati per fermare il ransomware evitando un singolo «point of failure» nella vostra architettura di sicurezza.

3. Eseguite backup regolari dei vostri file.
Un'altra protezione per evitare di dovere pagare un riscatto è un'affidabile strategia di backup e ripristino. A seconda della velocità di rilevamento della compromissione, dell'ampiezza di diffusione e del livello di perdita di dati accettabile, il ripristino da un backup potrebbe essere un'opzione valida.
Tuttavia, questa soluzione richiede una strategia di backup più intelligente, che sia allineata al livello di criticità dei dati e dei bisogni della vostra attività in termini di Recovery point objective (RPO) e Recovery time objective (RTO).

4. Assicuratevi che i vostri endpoint siano protetti.
Poiché la maggior parte degli utenti interagisce principalmente con dispositivi personali ed aziendali, gli endpoint sono particolarmente esposti al rischio, nel caso in cui non siano gestiti o non dispongano della giusta protezione anti-malware. La maggior parte delle soluzioni antivirus si basano su firme e si dimostrano inefficaci se non aggiornate regolarmente. Le più recenti varianti di ransomware presentano hashing di tipo esclusivo e, pertanto, non sono rilevabili utilizzando tecniche basate su firme. Molti utenti, inoltre, disattivano le scansioni antivirus per non rallentare il loro sistema.

5. Applicate le patch a sistemi e applicazioni.
Molti attacchi si basano su vulnerabilità note presenti nei browser, tra cui Internet Explorer, e in comuni apps e plug-in. Pertanto è fondamentale applicare gli aggiornamenti e le patch in modo rapido ed affidabile. Scegliere una soluzione in grado di automatizzare l'applicazione di patch e upgrade delle versioni in un ambiente eterogeneo in termini di dispositivi, O.S. ed applicazioni contribuisce in maniera determinante ad affrontare una vasta gamma di minacce informatiche, incluso il ransomware.

6. Segmentate la vostra rete per arrestare la diffusione.
La maggior parte dei ransomware tenta di diffondersi dall'endpoint al server/storage, dove risiedono tutti i dati e tutte le applicazioni fondamentali per l'azienda. La segmentazione della rete e l'isolamento di applicazioni e dispositivi critici su una rete separata o su una LAN virtuale possono limitarne la diffusione.

7. Mettete in quarantena ed analizzate i file sospetti.
Tecnologie come il sandboxing offrono la possibilità di spostare i file sospetti in quarantena per analizzarli prima che possano entrare nella rete. I file vengono trattenuti dal gateway fino all'emissione di un verdetto. Se un file viene riconosciuto come maligno, è possibile prevenire attacchi successivi implementando misure protettive come policy che blocchino gli indirizzi IP o i domini associati oppure consegnando firme alle appliance di sicurezza su tutta la rete.

8. Proteggete i vostri dispositivi Android.
I dispositivi con sistema operativo Google Android sono diventati le vittime predilette per gli attacchi ransomware. Adottate i seguenti interventi per proteggere il vostro smartphone Android:
• Non eseguite il rooting del dispositivo, in quanto espone i file di sistema a modifiche.
• Installate sempre le app da Google Play; le app da siti/negozi sconosciuti possono essere fasulle o maligne.
• Disabilitate l'installazione di app da fonti sconosciute.
• Consentite a Google di eseguire la scansione del dispositivo alla ricerca di minacce.
• Fate attenzione quando aprite link sconosciuti ricevuti tramite SMS o e-mail.
• Installate applicazioni di sicurezza di terze parti in grado di eseguire la scansione del dispositivo periodicamente alla ricerca di contenuti dannosi.
• Tenete sotto controllo le app registrate come Amministratori dispositivo.
• Per i dispositivi aziendali create una blacklist di app non consentite.

Conclusione
Gli attacchi ransomware sono sempre più popolari tra i criminali informatici.
Assicuratevi che la vostra rete sia protetta. Dario Bruno, il vostro partner di fiducia nel campo della sicurezza, è in grado di aiutarvi nel miglioramento della protezione in tutta la vostra azienda attraverso l'ispezione di ogni pacchetto e mediante il controllo di ogni identità. Il risultato è la protezione dei vostri dati ovunque si trovino, condividendo informazioni utili per la difesa da una gran varietà di minacce, incluso il ransomware.
Visitate il sito web https://www.cisco-specialist.com/prodotti/

cisco specialist si occupa di sicurezza informatica. Con il termine sicurezza informatica si intende quel ramo dell'informatica che si occupa delle analisi delle vulnerabilità, del rischio, delle minacce o attacchi e quindi della protezione dell'integrità fisica (hardware) e logico-funzionale (softw...

Da ieri i sistemi di protezione delle nostre appliance HystriX e FIREwiX stanno rilevando un nuovo tentativo di attacco....
16/06/2017

Da ieri i sistemi di protezione delle nostre appliance HystriX e FIREwiX stanno rilevando un nuovo tentativo di attacco.
Gli obiettivi sono le interfacce pubbliche degli apparati che proteggono anche le reti dei nostri clienti, i quali possono dedicarsi tranquillamente alle loro attività perché protetti da apparati di sicurezza all'avanguardia.
Da una prima analisi sembra che gli attaccanti siano host compromessi per fare parte di una botnet.
Da questi host, sparsi in tutto il mondo, partono tentativi di accesso in ssh, sulla porta standard TCP 22, agli IP pubblici dei nostri clienti.
Abbiamo provveduto d'ufficio alle segnalazioni del caso ai provider che ospitano le macchine compromesse, e di seguito riportiamo un breve estratto di quanto i nostri sistemi hanno rilevato:
https://cisco-specialist.com/news/67-nuovi-attacchi-per-prendere-possesso-della-vostre-risorse.html

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16/06/2017

Sono in corso nuovi attacchi mirati a prendere possesso della vostre risorse di rete, dati compresi !!!
Da ieri i sistemi di protezione delle nostre appliance HystriX stanno rilevando un nuovo tentativo di attacco.
Gli obiettivi sono le interfacce pubbliche delle HystriX che proteggono le reti dei nostri clienti, i quali possono dedicarsi tranquillamente alle loro attività perché protetti dai nostri apparati di sicurezza.
Da una prima analisi sembra che gli attaccanti siano host compromessi per fare parte di una botnet.
Da questi host, sparsi in tutto il mondo, partono tentativi di accesso in ssh, sulla porta standard TCP 22, agli IP pubblici dei nostri clienti.
Abbiamo provveduto d'ufficio alle segnalazioni del caso ai provider che ospitano le macchine compromesse, e sul nostro sito [cisco-specialist.com/news/67-nuovi-attacchi-per-prendere-possesso-della-vostre-risorse.html] potete trovare la documentazione di alcuni degli attacchi sventati da HystriX

17/09/2016

Sito Ammyy Admin compromesso distribuisce il ransomware Cerber3
Abbiamo avuto segnalazioni di sfortunati utilizzatori del software di assistenza remote Ammyy Admin che in questi giorni, durante una sessione di controllo remoto del loro PC o server, dopo aver scaricato dal sito di Ammyy il client per condividere il proprio PC con il centro assistenza, si sono ritrovati i file criptati con estensione “.CERBER3” e una richiesta di riscatto lasciata nel file “@.txt” dove il delinquente spiega alla vittima cosa è successo ai suoi file e come decriptarli pagando un riscatto in bitcoin.
Se avete scaricato il client Ammy Admin tra il 14 e il 15 settembre 2016, quindi, cancellatelo e non eseguitelo, per precauzione, altrimenti rischiate di ritrovarvi a dover visitare la pagina nel dark web dove i delinquenti autori del ransomware chiedono circa 500 dollari in bitcoin che, trascorsi 5 giorni, diventano 1.000.
Dato che non è la prima volta che il sito di Ammyy Admin viene compromesso per diffondere malware o cryptovirus finalizzato a cifrare i file delle vittime, consigliamo di verificare tramite siti come Virustotal, Hybrid Analysis o Malwr la genuinità dei file scaricati prima di eseguirli.

Segnaliamo un interessante progetto, chiamato “No-More-Ransom”, disponibile pubblicamente sul sito www.nomoreransom.org,...
27/07/2016

Segnaliamo un interessante progetto, chiamato “No-More-Ransom”, disponibile pubblicamente sul sito www.nomoreransom.org, che mira ad aiutare le vittime del ransomware a recuperare i loro dati cifrati dai trojan senza pagare il riscatto ai criminali ed a divulgare informazioni chiave per prevenire le infezioni e proteggere i propri computer e la propria rete informatica dai cryptovirus, fenomeno ormai in costante crescita in tutto il mondo.
Il progetto No More Ransom è un’iniziativa congiunta di Forze dell’Ordine e privati, in particolare al momento hanno dato avvio al gruppo di ricerca il National High Tech Crime Unit (NHTCU) della Polizia Olandese, l’European Cybercrime Centre di Europol e due aziende che si occupano di cybersecurity: Kaspersky Lab ed Intel Security.
Così come per altri progetti che mirano a fornire indicazioni su come identificare e rimuovere i ransomware e recuperare i dati cifrati, anche sul sito “No More Ransom” è presente un modulo di segnalazione per le vittime da ransomware, tramite il quale è possibile inviare al team due file criptati e la richiesta di riscatto così da poter ricevere informazioni su eventuali decryptor disponibili gratuitamente
Poiché è più facile evitare la minaccia dei ransomware piuttosto che correre ai ripari tentando di decifrare i documenti criptati, il progetto mira anche a educare gli utenti sul funzionamento dei ransomware e punta alla prevenzione fornendo alcuni consicli su come prevenire l’infezione da ransomware.
Sostanzialmente, gli otto consigli su come prevenire un’infezione da ransomware ed evitare che i propri documenti vengano criptati sono i seguenti:

1) Proteggere la vostra rete con strumenti di elevata qualità e supportati da professionisti.
2) Dotarsi di un piano strutturato di backup che preveda funzioni di Disaster Recovery con salvataggi su dischi formattati con File System inattaccabili dai ransomware e su appositi servizi di cloud computing che permettano di ripristinare rapidamente i dati o l’intero sistema,
3) Installare i databases su File Systems inattaccabili dai ransomware;
4) Utilizzare un antivirus con funzione di ricerca euristica, in grado talvolta di rilevare nuove infezioni ancora non identificate;
5) Mantenere i software ed il Sistema Operativo costantemente aggiornati;
6) Non fidarsi dei messaggi di posta o di link su siti web sospetti anche se provengono da amici o contatti fidati;
7) Abilitare la funzione “Mostra estensioni dei file” su Windows, così da identificare potenziali minacce come file eseguibili mascherati da PDF (es. “fattura.pdf.exe”);
8) In caso d’infezione, sconnettere il PC dalla rete cablata e wifi, per evitare di contagiare altre macchine

Per chi si chiede a chi sia intestato il dominio nomoreransom.org, la risposta è che è stato registrato il 14 luglio 2016, intestato direttamente ad Europol.

Indirizzo

Caselle Torinese
10072

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