03/06/2026
Case study vero, testato da me.
Negli ultimi due giorni ho rifatto il mio sito da zero.
Era messo male: plugin inutili, pagine vecchie, landing accumulate, zero struttura.
Mi sono dato una regola: usare solo AI.
Mai entrare in WordPress.
Risultato: https://www.ebmediastudio.it/
Ho testato 3 agenti: Codex, Cowork e Google Antigravity.
Non parto da zero su WordPress, quindi sapevo cosa chiedere. Però ho lasciato fare il più possibile agli agenti.
Stesso prompt a Codex e Claude, per capire chi si muoveva meglio.
Codex è partito fortissimo.
Gli ho creato una skill per accedere con le credenziali e lui si è preso in mano lo spazio da solo. Si è creato un nuovo accesso con ID e password. Claude non ci aveva pensato.
Poi ha fatto un backup senza che glielo chiedessi.
Altro punto a favore.
Ha pulito WordPress, creato un template editabile e lo ha installato correttamente. Prima fase: vittoria netta di Codex.
Poi sono iniziati i problemi.
Molte pagine non erano davvero editabili in blocchi, ma in HTML puro. Ogni modifica diventava più pesante del previsto. Errori di impaginazione, problemi di struttura, sezioni da rimettere in ordine.
Ho finito il credito prima di chiudere il lavoro.
A quel punto ho provato Cowork.
All’inizio molto bene.
Ha sistemato diversi errori lasciati da Codex, ha iniziato a convertire sezioni e ripulire la grafica. Con lui ho integrato Google Calendar e un form di prenotazione che funziona bene.
Fin qui ero soddisfatto.
Poi, su modifiche banali — pulsanti, testi sovrapposti, piccoli ritocchi — ha iniziato a perdersi. E ha consumato credito troppo in fretta, anche usando Sonnet Low.
Ho ricaricato 50 euro e in poco tempo ne erano già spariti 17.
Poi ho dato una possibilità a Google Antigravity 2, uscito da meno di una settimana.
Ed è stata la sorpresa.
Accesso immediato.
Prompt capiti bene.
Browser gestito veloce.
Click precisi, quasi sempre al primo colpo.
Pochi giri inutili.
Mi ha sistemato il sito anche nei dettagli piccoli, quelli dove gli altri si erano incartati. Proattivo e con pochi token.
Il setup finale l’ho chiuso con lui.
Ci sono ancora micro-imperfezioni, ovvio. Ma il punto è un altro: ho rifatto un sito WordPress senza mai entrare in WordPress.
Per me questo è il dato interessante.
Morale?
Non fidatevi troppo delle classifiche, dei post entusiasti o dei prompt “definitivi”.
Gli strumenti vanno provati nel vostro contesto reale.
Sul vostro sito.
Con i vostri problemi.
Con i vostri limiti.
Perché un agente può sembrare mediocre in un test generico e poi salvarti il lavoro sul campo.
E viceversa.
Prompt già pronti? Fino a un certo punto.
Skill? Stessa cosa.
Il vantaggio non è avere il prompt perfetto.
È sapere cosa chiedere, quando fermare l’agente e quando cambiare strumento.