Sara Paglini

Sara Paglini cittadina italiana

Piccola storia avvilente.(I piccoli vannacci crescono )Riporto il racconto che oggi  mi ha fatto un amico, che si trovav...
12/06/2026

Piccola storia avvilente.
(I piccoli vannacci crescono )

Riporto il racconto che oggi mi ha fatto un amico, che si trovava in bicicletta sul lungomare di Marina di Carrara, si è trovato davanti a una scena da brividi.

Ha incrociato una giovanissima coppia, un ragazzo e una ragazza di circa 16 o 17 anni. Ben vestiti, bellini, educatini , camminavano tranquillamente sul marciapiede.

Di fronte, dall’altra parte della strada, all’altezza della zona del complesso fieristico Marmomacchine, alcune persone passeggiavano. A un certo punto il mio amico vede i due ragazzi sbracciarsi come per salutare qualcuno, chiamandolo con l’entusiasmo tipico della loro età.

Dall’altra parte c’era un gruppo di cinque uomini molto più adulti, vestiti con magliette e pantaloni neri, dall’aspetto tutt’altro che rassicurante.

I ragazzi chiamano , con evidente slancio, allungano il braccio per il saluto. Ma quel braccio non si muove come un normale gesto di saluto: resta teso. Troppo teso per non essere qualcosa di diverso.

La ragazzina alza il braccio sinistro e viene subito corretta dal ragazzo. Si sente chiaramente dire:

«Nooo, il destro… è il destro che va alzato!»

Ecco.

Vedere oggi una scena del genere è qualcosa di triste e inquietante. Un gesto che richiama alcune delle pagine più buie e vergognose della nostra storia, compiuto da due ragazzi, permettetemi… due cretini, che probabilmente non ne conoscono nemmeno davvero il significato.

Ciò che colpisce non è soltanto il gesto in sé, ma la sua ostentazione.
L’assenza di imbarazzo.
L’assenza di vergogna.
La naturalezza con cui viene esibito, come se oggi potesse essere considerato qualcosa di normale, o addirittura di “figo”.

È il segno di un impoverimento profondo: della conoscenza, della memoria storica, della cultura civica e del senso critico. È il sintomo di un vuoto che cresce quando si smette di studiare, di ricordare e di comprendere ciò che è stato.

E tutto questo dovrebbe far riflettere.

Perché l’indifferenza davanti a certi segnali non è mai una buona risposta, perché i “piccoli vannacci” di base quello sono : dei cretini ignoranti in cerca di un branco che li fa sentire grandi.

E qualcosa da fare c’è!
Un po’ da incaxxarci c’è …
Serve una reazione — culturale, educativa e civile — perché le “mode” non sempre potano a star meglio e scivolare nella violenza e nella guerra …
e’ un attimo.

E poi vagliela a spiegare te agli imbecilli che sono anche loro a prendersela in quel posto .

🤬

05/06/2026

E dopo … “definisci un bambino” .. siamo arrivati a: “definisci un ubriaco”. 🤦🏼‍♀️

Come sappiamo superare noi … nessuno !

04/06/2026
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Dalla mattina alla sera, il festival proporrà un fitto palinsesto di incontri che spazieranno dalle grandi inchieste alla celebrazione degli 80 anni della Repubblica italiana, dall’analisi dei poteri mediatici alla satira di costume e al grande cantautorato italiano, dalla geopolitica agli scenar...

23/05/2026

Capaci, 34 anni dopo

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Nella puntata di domani, Report tornerà a parlare di Capaci e delle responsabilità dietro la strage di 34 anni fa.

23/05/2026

La Procura di Caltanissetta aveva detto che la pista nera dietro la strage di Capaci valeva "zero", ora invece deve indagare su due piste nere. Dedicato a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. La memoria può essere una risorsa o un incubo per chi la teme. Domani Report alle ore 20.30 su Rai3

Indirizzo

Carrara
54033

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