Sara Paglini

Sara Paglini cittadina italiana

31/08/2026

Il documento: 'Decisione arbitraria, non ancora motivata dell'Azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione' (ANSA)

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30/08/2026

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Risponde sui social a Ilaria Loquenzi, membro dello staff della comunicazione M5S. Gli ricorda la stima che ha per lui, e tutte le cose fatte insieme. Un messaggio a cui risponde direttamente: “Ce la metterò tutta per tornare presto”. Sono le prime parole di Alessandro Di Battista dopo il malore che l’ha colpito mentre si trovava a Cuba per fare alcuni reportage per ‘Il Fatto Quotidiano’ e per Tv Loft, dal titolo ‘La polvere del mondo’. “Non mollare e torna per favore… a rivedere le stelle”, gli ha scritto Loquenzi. Alla replica dell’ex deputato sono seguiti ancora altri messaggi di vicinanza.

Leggi l’articolo completo su Il Fatto Quotidiano.

di Luca De Carolis.Trasferito da Santa Clara a L’AvanaStrani mal di testa, che peggioravano. La visita da un medico. Poi...
30/08/2026

di Luca De Carolis.

Trasferito da Santa Clara a L’Avana

Strani mal di testa, che peggioravano. La visita da un medico. Poi il ricovero, gli esami e la preoccupazione: dei familiari e degli amici – compresi quelli del Fatto – ma anche di tutta la politica italiana, per una volta davvero unita da un dramma inatteso. Alessandro Di Battista, 48 anni, ex deputato dei Cinque Stelle, uno dei principali volti del Movimento nella legislatura dal 2013 al 2018 che li vide per la prima volta in Parlamento, fino a superare il 32 per cento nelle Politiche, sta male.

È ricoverato a L’Avana, a Cuba, dove è stato trasferito ieri da Santa Clara, dove venerdì sera era stato ricoverato. Di Battista era arrivato nell’isola il 22 agosto, per fare alcuni reportage per il Fatto Quotidiano e per Tv Loft, dal titolo La polvere del mondo. Fino a venerdì pomeriggio aveva scambiato messaggi con familiari e amici, compresi ex colleghi del Movimento. Ma qualcosa non andava già da un po’, raccontano. Di Battista aveva forti e persistenti mal di testa. Li aveva attribuiti alla stanchezza: valutazione in fondo normale, visti i suoi continui viaggi per l’Italia per gli spettacoli e l’attività politica, come fondatore dell’associazione Schierarsi.

Secondo indiscrezioni, l’ex parlamentare avrebbe avuto disturbi anche durante il viaggio verso Cuba. La certezza è che è arrivato nell’isola e che le emicranie sono continuate. Di Battista si sentiva sempre più stanco e “rallentato”. Venerdì era andato da L’Avana a Santa Clara per vedere il mausoleo di Che Guevara, l’eroe della rivoluzione. Alle 22, ora italiana – a Cuba il fuso è di sei ore indietro – l’ex parlamentare ha pubblicato su Facebook un post su Gaza: “Lo Stato terrorista di Israele continua a bombardare contemporaneamente Palestina, Libano e Siria”. Poi attorno alle 2 del mattino ha condiviso su Instagram una storia in cui rilancia un video pubblicato da Salah Ostaz, giornalista e fotoreporter palestinese attivo nella Striscia di Gaza. Ma i sintomi nel frattempo sono continuati. Al punto che un amico italiano che lavora a Cuba e la sorella dall’Italia gli hanno consigliato di farsi visitare. Ed è stato proprio il medico a dirgli di andare in ospedale. Lì i primi esami, e il ricovero.

Ma contrariamente alle notizie circolate per ore in Italia, Di Battista non perde mai conoscenza. In ospedale entra con le proprie gambe e rimane sempre cosciente. Risponde a molti tra i tantissimi che lo chiamano dall’Italia, mentre i familiari vengono contattati da membri del governo, come il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto. Ma si attiva anche Giuseppe Conte, che garantisce alla famiglia per il Movimento di poter coprire le spese di eventuali trasferimenti di Di Battista: un ex deputato, quindi allo stato un cittadino come tutti gli altri. Per questo nel governo riflettono se esporsi o meno sull’offerta di un eventuale volo di Stato per Di Battista. Ma in giornata sia Palazzo Chigi sia Tajani lo dicono in chiaro: “Il governo sta seguendo con la massima attenzione la situazione e un aereo sanitario è disponibile per far rientrare in Italia Di Battista. Prima di procedere al trasferimento, è tuttavia necessario verificare che le condizioni del paziente lo consentano e che il trasporto non comporti rischi per la sua salute”.

Tradotto: la situazione è comunque delicata, tanto che in ospedale arriva l’ambasciatrice italiana a Cuba, Simona De Martino, mentre le agenzie italiane si intasano di comunicati di solidarietà da tutti i partiti. Ma ovviamente i più colpiti sono i 5Stelle. Molti parlamentari sono rimasti in ottimi e costanti rapporti con Di Battista, nonostante il suo addio nel 2021 al Movimento per il suo sostegno al governo Draghi. Nelle chat interne non si parla d’altro, e tutti chiamano tutti. C’è chi piange al telefono. E chi assicura: “Sono entrato nel Movimento per lui”. La base è sconvolta. “L’intera comunità 5 Stelle è rimasta sgomenta” scrive Conte, che con l’ex parlamentare ha sempre mantenuto un filo diretto. I due si sentono. Ma a Di Battista arriva anche la telefonata di un altro grande ex del Movimento, Luigi Di Maio. Si erano lasciati male, per scelte politiche opposte. Ma in una giornata come questa si salutano e scherzano, mentre Di Maio si manifesta anche sui social: “Forza Alessandro, siamo tutti con te”.

Nulla invece, almeno fino a ieri sera, da Beppe Grillo, il fondatore e Garante ripudiato del Movimento, a cui spesso Di Battista era stato assimilato come il “più grillino dei grillini”.
Mentre è tangibile il dolore dentro Schierarsi, l’associazione dove in tantissimi speravano e sperano che Di Battista scelga di correre alle prossime Politiche. Ma ora l’ex parlamentare ha altre priorità. Ieri è stato portato in ambulanza all’ospedale di L’Avana Hermanos Ameijeiras, dove è arrivato attorno alle 22 italiane. Lì lo sottoporranno a esami più approfonditi, per capire innanzitutto se e quando sia trasportabile in Italia, o almeno nella vicina Miami, altra ipotesi vagliata in queste ore. Impossibile, o comunque imprudente basarsi sull’esito dei primi esami a Santa Clara, nella Cuba che deve fronteggiare un durissimo embargo. Oggi arriveranno a Cuba Sahra, la madre dei suoi due figli Andrea e Filippo, assieme ad alcuni amici. Un sostegno, di fronte al bivio che Di Battista non si aspettava di dover affrontare.

FQ 30 agosto

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Ti aspettiamo Ale ❤️
29/08/2026

Ti aspettiamo Ale ❤️

'Pronto un aereo per trasferirlo in Italia'. M5s: 'Grande apprensione'. Tajani: 'Prego per lui' (ANSA)

29/08/2026

A Cuba in questo momento e’ mattina … … e’ un paese martoriato e con le poche risorse energetiche frazionate, anche negli ospedali.
Tajani si attivi per portare a casa Alessandro al più presto per fornire a lui tutte le cure necessarie al più presto .
Che lo infilino in un aeroplano attaccato a tutti i macchinari che servono e che lo portino a casa .

Amico mio caro… ti aspettiamo presto.❤️Alessandro Di Battista
29/08/2026

Amico mio caro…
ti aspettiamo presto.
❤️

Alessandro Di Battista

Sperando sia tutto finto e di cattivo gusto… aspettando che Ale risponda al messaggio inviatogli e che ci rassicuri a tu...
29/08/2026

Sperando sia tutto finto e di cattivo gusto… aspettando che Ale risponda al messaggio inviatogli e che ci rassicuri a tutti .
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A presto bimbo bello.

28/08/2026

Paolo Bellini, niente archiviazione: il gip di Caltanissetta riapre il confronto sulle stragi

27 agosto 2026 – Nessuna archiviazione per l’ex di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, condannato per essere uno degli esecutori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980 e difeso dagli avvocati Antonio Capitella del foro di Roma e Manfredo Fiormonti del foro di Latina.
Il gip di Caltanissetta Santi Bologna, come riporta il Decreto di Fissazione dell’udienza Camerale N. 1588/2022 R.G.N.R, ha respinto la richiesta della procura nissena guidata da Salvatore De Luca decidendo di reintegrare il contraddittorio e dare la parola ai legali delle persone offese, in primis l’avvocato Fabio Repici, difensore di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso il 19 luglio 1992 in via d’Amelio.

Bellini, ricordiamo, è indagato per le stragi del 1992 in Sicilia.
Ad oggi sono due i procedimenti riguardanti l’ex avanguardista a Caltanissetta: nel primo è indagato con richiesta di archiviazione, mentre nell’altro non risulta indagato.
Nel fascicolo iscritto dal 2017 contro ignoti (non ancora archiviato) il gip competente, Graziella Luparello, aveva rigettato due volte la richiesta di archiviare avanzata della Procura.

Luparello aveva chiesto ai pm di eseguire una serie di attività di indagine ma, per tutta riposta, De Luca chiese alla Cassazione di dichiarare ‘abnorme’ l’ordinanza della gip. Nelle carte si ordinava di fare delle indagini anche su Bellini. La Cassazione diede torto al procuratore scrivendo che “il ricorso del Pubblico Ministero è inammissibile in quanto proposto fuori dei casi previsti dalla legge”. La Cassazione non solo afferma che la “progettazione non riesce a configurare la dedotta abnormità”, ma aggiunge anche che “l’iscrizione di Paolo Bellini, effettuata dall’Ufficio di Procura anche in relazione alla strage di Via D’Amelio, successivamente alla prima ordinanza di rigetto, non nell’ambito del presente procedimento ed in conseguenza delle indagini demandate dal Giudice per le indagini preliminari, ma autonomamente e a seguito di atto di impulso adottato dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, non appare idonea a determinare alcuna abnormità, neanche parziale, del provvedimento qui impugnato”. Ora il Gip Bologna, titolare del fascicolo che vede indagato Bellini, ha acquisito l’atto della Cassazione e scrive nel decreto che fissa l’udienza: “Alla luce di quanto osservato nel provvedimento” della Suprema Corte “pare opportuno ripristinare il contraddittorio tra tutte le parti coinvolte” ha scritto la Gip Santi Bologna fissando l’udienza per il prossimo 14 settembre. La decisione sulla richiesta di archiviazione avverrà quindi con il pieno confronto delle parti.

Redazione AMDuemila

MARINA DI CARRARA E “LO YACHT DI PUTIN”Lo Scheherazade se ne va? E il conto chi lo paga?Questa mattina, a Marina di Carr...
28/08/2026

MARINA DI CARRARA E “LO YACHT DI PUTIN”
Lo Scheherazade se ne va? E il conto chi lo paga?

Questa mattina, a Marina di Carrara, lo yacht Scheherazade, da anni fermo nel cantiere, ha mollato gli ormeggi e si è posizionato fuori dal porto (almeno ciò è quanto ho visto alle ore 8,30).

Non sappiamo ancora se si tratti di una partenza, di uno spostamento tecnico o semplicemente di una manovra temporanea.

Ma questo movimento mi ha fatto tornare in mente una domanda che, a mio avviso, merita una risposta.

Chi pagherà, alla fine, il conto di tutti questi anni?

Già nel maggio 2022, quando lo Scheherazade era stato congelato, Il Sole 24 Ore scriveva che lo Stato avrebbe stanziato 10,7 milioni di euro per la gestione e la manutenzione dei beni sequestrati agli oligarchi russi e che avrebbe potuto rivalersi successivamente sui proprietari, fino ad arrivare, in caso di mancato pagamento, alla vendita dei beni.

E proprio per lo Scheherazade si parlava allora di circa 6 milioni di euro di lavori di manutenzione e ammodernamento già effettuati nel cantiere di Marina di Carrara.

Oggi, secondo quanto riportato pochi giorni fa dalla stampa, la cifra complessiva per la permanenza e la manutenzione dello yacht sarebbe arrivata a circa 40 milioni di euro.

Quarantamilioni.

Per uno yacht fermo da anni.

E allora la domanda diventa inevitabile:

chi ha pagato questi soldi?
Chi li sta pagando?
E soprattutto, chi li pagherà alla fine?
La crisi del cantiere ha cambiato le carte in tavola?

Perché se nel 2022 si prevedeva che lo Stato potesse recuperare le spese sostenute rivalendosi sul proprietario o, in caso di mancato pagamento, attraverso la vendita del bene, oggi sarebbe interessante sapere a che punto siamo con questo recupero e quale sarà il destino delle somme già spese.

Lo yacht potrà anche mollare gli ormeggi.

Ma il conto degli anni trascorsi a Marina di Carrara resta.

E quel conto, prima o poi, qualcuno dovrà pagarlo.

Sarebbe bello sapere chi.

🤬

Indirizzo

Carrara
54033

Sito Web

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