SMC Consulting

SMC Consulting SMC Consulting è una Digital Company con base a Carpi, nel cuore dell’Emilia-Romagna.

SMC Consulting nasce dall'esperienza di un team di professionisti che da più di 10 anni sviluppano soluzioni di commercio elettronico in ambito B2C e B2B

Il brand medio lavora oggi con sei reti di retail media diverse. Entro la fine del 2026 saranno undici.Lo indica un nuov...
01/09/2026

Il brand medio lavora oggi con sei reti di retail media diverse. Entro la fine del 2026 saranno undici.

Lo indica un nuovo report internazionale sullo stato del retail media, pubblicato nelle scorse settimane sulla base di un'indagine condotta tra oltre 160 tra brand e agenzie. Più della metà degli inserzionisti sta già spostando budget dagli spazi pubblicitari del web aperto verso i canali retail media, spinta soprattutto dalla misurazione a ciclo chiuso che il digital advertising tradizionale fatica a garantire.

Il nodo, per chi si occupa di in un e-commerce, non è più decidere se investire in retail media, ma come reggere la frammentazione che ne deriva: più reti da gestire, più dashboard da presidiare, più creatività da adattare a formati e regole diverse. Solo il 41% dei brand utilizza oggi l'intelligenza artificiale per ottimizzare le campagne, un margine di efficienza ancora in gran parte inesplorato.

Prima di aprire un nuovo canale, vale la pena chiedersi se il team ha già gli strumenti per misurare in modo coerente i risultati su quelli esistenti. Aggiungere una rete senza un livello di misurazione unificato rischia di produrre più rumore che risultati utili. Per una revisione della tua strategia di budget e misurazione sul retail media, contattaci https://bit.ly/4qESOdI

Il 12 agosto segna una data da ricordare per chi vende online: da questo giorno l'imballaggio smette di essere un dettag...
06/08/2026

Il 12 agosto segna una data da ricordare per chi vende online: da questo giorno l'imballaggio smette di essere un dettaglio logistico e diventa un prodotto regolato per legge.

Il Regolamento europeo (UE 2025/40), in vigore dal febbraio 2025, entra in applicazione generale dal 12 agosto 2026. Da questa data scatta il divieto di PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti, con soglie precise fissate a 25 ppb per singola sostanza e 250 ppb per il totale, senza alcun periodo di smaltimento delle scorte esistenti. Contestualmente diventa vincolante il principio di minimizzazione del packaging, e ogni produttore o importatore dovrà emettere una Dichiarazione di Conformità per ciascuna tipologia di imballaggio immessa sul mercato europeo.

Il nodo riguarda la definizione di "produttore" secondo il regolamento. Chi vende con il proprio marchio su un imballaggio, anche affidandosi a un fornitore esterno per la produzione, viene considerato responsabile della conformità agli occhi della normativa. Molti B2B e B2C italiani si trovano quindi a dover verificare direttamente i materiali usati dai propri fornitori, richiedendo documentazione tecnica prima ancora di ricevere la merce.

Il tema si inserisce in un percorso normativo europeo più ampio sulla digitale, che nei prossimi anni introdurrà classi di riciclabilità e limiti più stringenti sullo spazio vuoto nei pacchi, con scadenze scaglionate fino al 2038. Le aziende che iniziano oggi a mappare i propri imballaggi arrivano più preparate a ogni fase successiva del regolamento.

Per chi gestisce un canale , agosto è il momento giusto per verificare fornitori, materiali e processi di imballaggio prima che i controlli diventino operativi. Parliamone insieme per capire a che punto si trova la tua :https://tinyurl.com/bdz93ucw

Le aziende B2B italiane usano l'intelligenza artificiale soprattutto per lavorare meglio, non ancora per vendere di più....
04/08/2026

Le aziende B2B italiane usano l'intelligenza artificiale soprattutto per lavorare meglio, non ancora per vendere di più.

I dati dell'Osservatorio Marketing B2B 2026 mostrano che l'adozione dell' nei processi di marketing si concentra su creazione di contenuti, materiali creativi e analisi documentale. Sono attività che velocizzano il lavoro quotidiano dei team, ma restano lontane dal cuore della relazione commerciale. L'impatto sulla produttività interna supera nettamente quello sulla generazione di nuovi ricavi.

Il nodo riguarda la maturità del percorso di adozione. Molte aziende si fermano al primo livello, quello dell'efficientamento operativo, senza arrivare a integrare l'IA nei processi che toccano direttamente il cliente: dalla qualificazione dei lead alla personalizzazione delle proposte commerciali. Il potenziale economico dell'IA in ottica di business resta quindi in gran parte inespresso.

Il tema si inserisce in un percorso di maturazione tecnologica che altri settori hanno già attraversato: prima l'automazione dei compiti ripetitivi, poi l'integrazione nei processi decisionali e commerciali. Le aziende italiane si trovano nella prima fase, con margini ampi di crescita nella seconda.

Chi vuole trasformare l'IA da strumento di efficienza a leva di crescita deve ripensare i processi commerciali, non solo i tool utilizzati. Un percorso che parte dalla mappatura della Customer Journey e dall'integrazione dei dati tra marketing e vendite. Confrontiamoci su come strutturare questo passaggio nella tua azienda: https://tinyurl.com/bdz93ucw

440 punti vendita. La rete agenti non è stata sostituita. È stata potenziata.Quando un'azienda B2B lancia un e-commerce,...
29/07/2026

440 punti vendita. La rete agenti non è stata sostituita. È stata potenziata.

Quando un'azienda B2B lancia un e-commerce, c'è sempre qualcuno in azienda che teme la stessa cosa: che il sito finisca per scavalcare gli agenti sul territorio. È la paura più ricorrente e anche la più legittima di ogni progetto di digitalizzazione B2B. Nel progetto di Elex Italia è successo l'opposto.

Nell'ecosistema costruito con SMC Consulting su piattaforma BigCommerce, gli agenti hanno guadagnato uno strumento in più, non un concorrente. Un modulo dedicato permette loro di monitorare il portafoglio clienti, intervenire sugli ordini in corso e accorgersi di un'anomalia prima che diventi un problema, mentre la piattaforma gestisce in autonomia cataloghi, disponibilità e ordini ricorrenti.

Non è una promessa di marketing: il potenziamento della rete agenti compare tra i benefici operativi misurati nel progetto, insieme a una maggiore visibilità sui portafogli clienti e a una gestione degli ordini più rapida.

Per un consorzio con 440 punti vendita sul territorio italiano, la domanda non era "digitale o agenti". Era come farli lavorare fianco a fianco, invece che in competizione.

Tutti i dettagli, comprese le testimonianze dirette di Elex Italia e SMC Consulting, sono nel case study completo.

Scarica il case study: https://tinyurl.com/cdwd695e

Un chatbot ha inventato una politica aziendale che non esisteva. Un tribunale ha dato ragione al cliente.Il caso riguard...
28/07/2026

Un chatbot ha inventato una politica aziendale che non esisteva. Un tribunale ha dato ragione al cliente.

Il caso riguarda Air Canada, il cui assistente virtuale ha fornito nel 2024 informazioni errate su una politica di rimborso per lutto. Il tribunale ha stabilito che l'azienda restava responsabile delle informazioni fornite dal proprio sistema automatico, anche quando generate in autonomia. Anche Zillow, piattaforma statunitense di compravendita immobiliare, ha chiuso la propria divisione di acquisto automatizzato di case dopo perdite stimate in 500 milioni di dollari, perché l'algoritmo continuava a comprare a prezzi gonfiati ignorando il rallentamento del mercato. Target ha affrontato un eccesso di scorte nel 2022 dopo previsioni di domanda basate su dati distorti dal periodo della pandemia.

Il filo comune tra questi casi riguarda la qualità dei dati e dei processi alla base di un sistema automatico. Un algoritmo amplifica gli errori già presenti nei dati o nei processi. Lo fa più rapidamente di quanto farebbe un team umano.

Aziende come Nike hanno incontrato difficoltà simili quando i sistemi digitali sono rimasti separati dai dati dei canali fisici e all'ingrosso, perdendo una visione unificata della domanda reale.

Prima di affidare a un sistema di una decisione che coinvolge prezzo o livelli di scorta, conviene verificare che i dati sottostanti siano aggiornati e coerenti tra i diversi sistemi aziendali. È un controllo che richiede poco tempo e previene gli errori più costosi nella gestione di un . Per una verifica della qualità dei tuoi dati prima di automatizzare decisioni importanti, contattaci: https://bit.ly/4wkdyJl

Aggiungere un'azienda al consorzio non è più un progetto. È un'operazione ordinaria.La maggior parte dei consorzi che di...
22/07/2026

Aggiungere un'azienda al consorzio non è più un progetto. È un'operazione ordinaria.

La maggior parte dei consorzi che digitalizza parte da un errore quasi invisibile: tratta ogni azienda associata come un progetto a sé. Risultato prevedibile – tempi che si allungano, costi che si moltiplicano, un sistema diverso per ogni store, nessuna economia di scala.

C'è un ordine diverso in cui far accadere le cose, ed è quello che cambia l'esito: prima si definiscono le regole comuni (architettura, componenti, flussi approvativi). Solo dopo si costruiscono le personalizzazioni per ciascuna realtà del gruppo. Non il contrario.

Lo chiamano metodo standard-first, e la differenza si vede nel momento in cui conta davvero: quando arriva un nuovo consorziato. Non parte da un foglio bianco. Entra in un modello già rodato, pensato fin dall'inizio per crescere senza accumulare debito tecnico.

Lo stesso principio guida anche la scelta della tecnologia. La piattaforma non si sceglie per notorietà di brand, ma per coerenza architetturale: multi-store nativo, approccio API-first, tenuta su cataloghi di grandi dimensioni. La domanda non è "qual è la piattaforma più conosciuta", ma "quale architettura regge la complessità che abbiamo davanti".

Applicato a un consorzio di 11 aziende, questo approccio ha trasformato l'aggiunta di un nuovo socio da un progetto da reinventare ogni volta a un'operazione ordinaria, governata da un modello già esistente.

Il metodo conta più della piattaforma. La piattaforma conta più del brand. In questo ordine.

Scarica il case study: https://tinyurl.com/4bn2kdbc

Solo 3 persone su 10 si fidano davvero dei risultati di una ricerca guidata dall'intelligenza artificiale.Lo rileva uno ...
21/07/2026

Solo 3 persone su 10 si fidano davvero dei risultati di una ricerca guidata dall'intelligenza artificiale.

Lo rileva uno studio internazionale di HubSpot e SurveyMonkey su oltre 15.000 consumatori, citato dalla newsletter Agentic Commerce Review. Il 30% degli intervistati si fida molto o completamente dei risultati di una ricerca AI, mentre l'82% preferisce comunque parlare con una persona quando ha un problema da risolvere. Il 28% ha già smesso di acquistare da un brand per il modo in cui utilizza l'intelligenza artificiale. Una rilevazione separata di Stord conferma il quadro: il 30% dei consumatori non lascerebbe mai a un sistema la gestione di un acquisto o l'accesso ai propri dati di pagamento.

Per chi vende online, il nodo riguarda la . Un assistente automatico che risponde senza margine di errore percepito rischia di generare diffidenza invece di fiducia, soprattutto nei momenti delicati del percorso d'acquisto.

La fiducia diventa quindi un vantaggio competitivo concreto. Le aziende che spiegano con chiarezza quando un cliente sta interagendo con un sistema automatico, e che offrono sempre la possibilità di parlare con una persona, riducono il rischio di perdere clienti per un uso poco trasparente dell' .

Vale la pena verificare i punti del percorso d'acquisto dove un cliente potrebbe avere bisogno di un contatto umano, dal preventivo personalizzato alla gestione di un problema dopo la vendita, e progettare lì un passaggio rapido verso una persona reale. Per rivedere insieme questi passaggi, contattaci oggi stesso: https://bit.ly/3QT0Fqy

Entro il 2027 il 95% delle ricerche fatte dai venditori partirà da uno strumento di intelligenza artificiale.Lo segnala ...
16/07/2026

Entro il 2027 il 95% delle ricerche fatte dai venditori partirà da uno strumento di intelligenza artificiale.

Lo segnala Gartner, citato nel report Digital Trends 2026 di Intershop: oggi la quota è inferiore al 20%. La stessa ricerca prevede che entro il 2028 il 60% del lavoro dei venditori B2B passerà attraverso interfacce basate su intelligenza artificiale generativa, contro meno del 5% nel 2023.

Il copilota affianca il venditore nelle attività a basso valore aggiunto. Genera una panoramica rapida di un account e segnala rischi e opportunità. Prepara anche bozze di email o di proposte, lasciando alla persona la decisione finale su prezzo e relazione con il cliente.

Un sondaggio Gartner del 2024 riporta che il 41% dei venditori ha già percepito un risparmio di tempo grazie all'automazione delle attività ripetitive. Il diventa quindi uno strumento operativo concreto nei team commerciali B2B più maturi.

Le aziende che introducono un copilota per i venditori partono dalle attività a basso rischio, come la sintesi delle interazioni con un cliente o la preparazione delle note prima di un incontro. È un buon punto di partenza per misurare i risultati prima di estendere l'uso ad attività più delicate come il . Per capire da quali attività iniziare con un copilota per il tuo team commerciale, contattaci: https://bit.ly/4gyKYzp

11 aziende. 800.000 referenze. Un solo ecosistema che non sacrifica la governance.Se gestisci la trasformazione digitale...
15/07/2026

11 aziende. 800.000 referenze. Un solo ecosistema che non sacrifica la governance.

Se gestisci la trasformazione digitale di un gruppo strutturato, il problema lo conosci già: ogni azienda ha il proprio ERP, le proprie condizioni commerciali, la propria identità di mercato. E nella maggior parte dei progetti multi-azienda si finisce per scegliere tra due compromessi: uniformare tutto e perdere l'autonomia locale, oppure lasciare libertà totale e perdere coerenza, scalabilità, controllo del dato.
C'è un terzo modello, meno raccontato, che parte da una sequenza precisa: prima si definiscono le regole comuni, come l’architettura, i flussi approvativi, la struttura del catalogo, e solo dopo si costruiscono le personalizzazioni di ogni singola realtà. Non il contrario.

Il risultato è un'architettura central-hub con autonomia locale: ciò che deve essere coerente su tutto il gruppo (catalogo, integrazione ERP, governance del dato) resta centralizzato. Ciò che è specifico di ogni azienda, le promozioni, le pagine prodotto e le campagne, restano in mano a chi lo conosce meglio, senza passare per lo sviluppo tecnico ogni volta.

Applicato a un consorzio con 11 aziende indipendenti e oltre 800.000 referenze prodotto, questo modello ha eliminato gli aggiornamenti manuali del catalogo, sincronizzato in tempo reale 11 ERP differenti, e reso ogni nuovo on-boarding un'operazione ordinaria invece che un nuovo progetto da zero.

La domanda giusta non è se centralizzare o decentralizzare.
È dove tracciare il confine, prima di scrivere una riga di codice.

Scarica il case study: https://tinyurl.com/3t85vxy2

Nel B2B, il prossimo ordine di ricambi potrebbe arrivare da un algoritmo, non da una persona.Il report Digital Trends 20...
14/07/2026

Nel B2B, il prossimo ordine di ricambi potrebbe arrivare da un algoritmo, non da una persona.

Il report Digital Trends 2026 di Intershop indica negli ordini ricorrenti e nei ricambi industriali il primo terreno dove gli agenti di intelligenza artificiale iniziano a completare acquisti per conto di un'azienda, perché velocità e precisione contano più della preferenza estetica. Il fenomeno viene chiamato e prevede sia agenti acquirenti che cercano e comparano prodotti, sia agenti venditori che espongono dati e disponibilità in formato leggibile dalle macchine.

Per i venditori il nodo riguarda la struttura dei dati. Un agente acquirente legge prezzi e disponibilità tramite formati come Schema.org o JSON-LD, oppure recupera le specifiche tecniche tramite API dedicate, senza passare dalla navigazione classica di un sito.

Sul piano normativo, il regolamento europeo sull' dovrebbe imporre agli agenti di intelligenza artificiale di identificarsi quando visitano un negozio online. I venditori potranno quindi decidere in quali categorie di prodotto ammettere gli acquisti automatizzati.

Le aziende che strutturano oggi i propri dati prodotto in formato leggibile dalle macchine partono con un vantaggio quando il fenomeno si diffonderà su scala più ampia. Vale la pena iniziare dal catalogo dei ricambi e degli articoli a riordino frequente, dove l'adozione sembra destinata ad arrivare prima. Per capire se i tuoi dati prodotto sono pronti per gli agenti di acquisto, contattaci: https://bit.ly/4v51BpE

Indirizzo

Via Della Meccanica 5
Carpi
41012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393703452506

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