29/12/2025
CHIARIMENTO DEFINITIVO SUL COLLEGAMENTO CASSA POS NON FISICO MA TELEMATICO.
Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole sui pagamenti elettronici e sulla certificazione dei corrispettivi. Il cambiamento principale riguarda l’obbligo di collegare registratori di cassa telematici e strumenti di pagamento elettronico, come i Pos. La misura, prevista dalla legge di Bilancio e resa operativa da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate di fine ottobre 2025, punta a rendere più immediato il confronto tra scontrini emessi e incassi tracciati. Nello stesso pacchetto rientrano anche procedure accelerate per la liquidazione dell’Iva e per i pignoramenti presso terzi.
Come funziona il collegamento tra Cassa e Pos
Dal 2026 gli esercenti dovranno registrare online l’abbinamento tra il registratore telematico e i Pos utilizzati. Non è previsto alcun collegamento fisico: l’operazione avviene nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. L’esercente, anche tramite un intermediario, associa la matricola del registratore già censito in Anagrafe tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui è titolare.
Procedura e trasmissione dei dati
Per semplificare l’adempimento, la piattaforma mostrerà l’elenco dei Pos già comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. I pagamenti elettronici dovranno essere registrati al momento dell’operazione, indicando nel documento commerciale la modalità di pagamento e l’importo. I dati saranno poi trasmessi all’Agenzia in forma aggregata giornaliera, con le stesse modalità già previste per i corrispettivi telematici.
Scadenze e fase transitoria
I Pos attivati o modificati dovranno essere registrati tra il sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Per gli strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio online.
Iva e pignoramenti “sprint”
Dal 2026 l’Agenzia potrà calcolare l’Iva dovuta in caso di dichiarazione omessa utilizzando fatture elettroniche e scontrini. Se il contribuente non risponde entro 60 giorni, l’imposta viene iscritta a ruolo con una sanzione del 120 per cento. La Manovra introduce anche pignoramenti più rapidi: grazie ai dati della fatturazione elettronica, la Riscossione potrà individuare i clienti delle imprese debitrici e bloccare i pagamenti in arrivo prima dell’accredito.