02/09/2026
Prima delle vacanze estive mi sono dedicato a un progetto che mi ha riportato indietro nel tempo, ai tempi del liceo, quando il disegno era forse il mezzo espressivo più potente che avessi a disposizione.
Per l’identità della Cantina Ennio Pilia sono tornato quindi a lavorare con il segno e con l’illustrazione, lasciandomi ispirare dall’arte giapponese e dal suo particolare rapporto tra sintesi, materia e vuoto.
Ho cercato di costruire le illustrazioni partendo da una base quasi istintiva, fatta di macchie e campiture apparentemente casuali, per poi riordinarla attraverso un’applicazione lineare pulita e sintetica. È proprio il contrasto tra questi due elementi a dare carattere alle immagini. Da una parte la componente più libera e materica, dall’altra un segno preciso che seleziona, definisce e semplifica.
Quello che può sembrare un tratto spontaneo è in realtà il risultato di un lavoro molto preciso. Ogni linea, ogni spazio e ogni millimetro è stato studiato per trovare il giusto equilibrio tra espressività e leggibilità. Il disegno è solo uno degli strumenti utilizzati, insieme a griglie, proporzioni, tipografia e composizione.
L’identità nasce dalla storia della famiglia Pilia e dal territorio di Sadali. La foglia della Niedda Carta, vitigno autoctono del territorio, diventa il simbolo della cantina. Le due etichette raccontano invece due storie diverse ma profondamente legate alle loro origini. Una è dedicata a nonno Valentino, figura centrale nella storia della famiglia, mentre l’altra racconta le cascate di Sadali, uno dei luoghi più riconoscibili del paese.
Ho cercato di trasformare questi elementi in un linguaggio visivo semplice e contemporaneo, mantenendo però quel senso di autenticità e di appartenenza che rende questo progetto particolarmente personale.
In fondo, è stato anche un modo per tornare a disegnare come quando ero ragazzo, ma con tutti gli strumenti e la consapevolezza che ho costruito negli anni.