Raimondo.Bruschi

Guardalo. Resterai stupito. Questo spezzone di Storia dura 25 minuti.Nel 2010 servivano 70.000€ per girarlo. Oggi con AI...
09/06/2026

Guardalo. Resterai stupito.

Questo spezzone di Storia dura 25 minuti.

Nel 2010 servivano 70.000€ per girarlo.
Oggi con AI: 300€ di token.
Tempo: 30-60 ore dall’idea al video finito.

👉 Link completo nel primo commento

Io a scuola non odiavo storia.
Ma con un prof così, sarei stato il primo della classe.

La domanda vera è: tra 2 anni, che senso avranno i libri di testo?

Dimmi la tua: l’AI ucciderà la scuola o la salverà? 👇

Credit genio: https://www.instagram.com/max_de_films/reels/ Demchenko https://www.facebook.com/profile.php?id=100065669980536

In questo film storico in stile vlog cinematografico seguiamo i pri...

Noi boomer passavamo ore a costruire con i LEGO.Interi pomeriggi. Castelli, città, astronavi, mondi immaginari. Nessuno ...
06/06/2026

Noi boomer passavamo ore a costruire con i LEGO.

Interi pomeriggi. Castelli, città, astronavi, mondi immaginari. Nessuno si preoccupava troppo. Anzi, spesso era considerato un passatempo intelligente: sviluppava creatività, logica, pazienza e capacità di progettazione.

Oggi milioni di ragazzi fanno qualcosa di molto simile su videogiochi come Minecraft.

Costruiscono case, città, ponti, circuiti logici, interi universi virtuali. Collaborano con altri giocatori, imparano a risolvere problemi, progettano e sperimentano.

Eppure spesso il giudizio cambia radicalmente solo perché i mattoncini sono diventati digitali.

La differenza è davvero il gioco oppure è il fatto che oggi sia più difficile interromperlo?

Quando giocavamo con i LEGO, a una certa ora si metteva tutto nella scatola e si facevano i compiti. Oggi basta un telefono, un tablet o un PC per continuare all'infinito.

Ma il problema è il "LEGO elettronico" oppure la capacità degli adulti di stabilire regole, tempi e limiti?

Perché, a ben vedere, togliere una scatola di LEGO, spegnere il Wi-Fi o staccare il cavo di alimentazione del computer producono lo stesso risultato: il gioco finisce e si passa ad altro.

Forse la vera domanda non è se il digitale sia peggiore dei mattoncini di plastica.

Forse la domanda è: stiamo giudicando lo strumento o la nostra difficoltà nel gestirlo?

Voi che ne pensate?

🚀 Vorresti avviare una nuova attività, ma pensi di non potertelo permettere?NuovAzienda.it permette di accedere a percor...
03/06/2026

🚀 Vorresti avviare una nuova attività, ma pensi di non potertelo permettere?

NuovAzienda.it permette di accedere a percorsi che possono aiutare a trasformare un'idea in una vera attività, senza dover sostenere direttamente i costi e gli investimenti per creara, di formazione, orientamento e accompagnamento previsti dalle iniziative disponibili.

Roba da non credere?

Forse. Per questo è giusto fare domande.

❓ Posso partecipare?
❓ Ho i requisiti giusti?
❓ Devo aprire subito la Partita IVA?
❓ Quanto costa?
❓ Sono occupato, posso aderire?
❓ È davvero possibile?

Rispondiamo ad ogni tuo dubbio ancora prima di conoscerti.

👉 https://nuovazienda.it/?t=rb/ -domandare

NuovAzienda.it nasce per aiutare chi desidera avviare una nuova attività e trasformare un'idea, una competenza o un prog...
02/06/2026

NuovAzienda.it nasce per aiutare chi desidera avviare una nuova attività e trasformare un'idea, una competenza o un progetto in un lavoro.

L'obiettivo è ridurre gli ostacoli che spesso impediscono di partire, consentendo l'accesso a percorsi formativi, strumenti di accompagnamento e opportunità che permettano di avviare un progetto imprenditoriale senza dover sostenere direttamente i relativi costi.

È un'iniziativa realizzata da professionisti, tutor, imprenditori e formatori che hanno scelto di mettere esperienza e competenze al servizio di chi desidera trasformare un progetto in un lavoro, offrendo supporto, orientamento e accesso alle opportunità disponibili.

📌 https://nuovazienda.it

Trattandosi di un progetto appena avviato, sarei grato per eventuali osservazioni sincere, suggerimenti e critiche costruttive, anche in privato.

In particolare mi piacerebbe sapere:

🔹 Cosa avete capito del progetto?
🔹 Cosa non vi è chiaro?
🔹 Cosa manca?
🔹 Lo consigliereste a chi desidera avviare una nuova attività?

Se aveste oggi 20 o 25 anni, prendereste in considerazione un percorso come questo? Perché?

Anche una sola osservazione può fornire uno spunto prezioso.

Grazie a chi vorrà dedicare qualche minuto del proprio tempo per aiutarmi a migliorare questa iniziativa.

Formazione gratuita di 100 ore con un tutor di microcredito.gov.it, un contributo dopo la prova finale e un percorso che punta a coprire l'intero fabbisogno con la massima quota possibile a fondo perduto, più affiancamento nei primi passi. Posti limitati.

L’AI oggi produce analisi, alternative e simulazioni in pochi secondi. Ma decidere bene continua a richiedere qualcosa c...
16/05/2026

L’AI oggi produce analisi, alternative e simulazioni in pochi secondi. Ma decidere bene continua a richiedere qualcosa che una macchina non ha: tempo di maturazione, esperienza, responsabilità e contesto.

Più l’intelligenza artificiale diventerà veloce, più sarà importante la capacità umana di fermarsi a riflettere.

Il rischio non sarà più “non avere risposte”.
Sarà avere risposte immediate su tutto… e smettere di pensare abbastanza a lungo.

𝐋’𝐀𝐈 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐥 “𝐜𝐨𝐦𝐞”. 𝐋’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 “𝐬𝐞” 𝐞 𝐢𝐥 “𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́.

𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐈𝐍 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐀?alle soglie delle 24 ore senza sosta è Gary F03 di Figure AI , il robot lav...
14/05/2026

𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐈𝐍 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐀?
alle soglie delle 24 ore senza sosta è Gary F03 di Figure AI , il robot lavoratore: al link live del video allegato

Non dorme. Non sciopera. Non si lamenta. Non chiede ferie. Non ha mutuo, figli o mal di schiena.

Il problema è che, di questo passo, finiranno prima i pacchi da spedire per estinzione della manovalanza che li riceva per ciò che comprava con il proprio stipendio.

E a quel punto anche il padrone dovrà fare una domanda scomoda:

“Chi compra ciò che produco, se nessuno lavora più?”

Paradossalmente, il primo a rischiare il posto potrebbe essere proprio Gary.

Per un po’ lavoreranno ancora:

i tecnici dei robot, chi sviluppa AI, chi possiede le infrastrutture, e soprattutto il padrone dell’azienda.

Ma la storia insegna anche altro.

Ai calessi e alle carrozze l’arrivo dell’automobile non ha portato solo disoccupazione.
Ha creato meccanici, gommisti, autisti, distributori, carrozzieri, autostrade, assicurazioni, scuole guida e intere industrie nuove.

Il problema non è l’invenzione dell’auto.
Il problema è accorgersi troppo tardi che era arrivato il tempo di prendere la patente.

Per comprare l’auto, forse, un po’ di tempo c’è ancora.

https://www.youtube.com/watch?v=luU57hMhkak .

Watch a team of humanoid robots running a full 8-hr shift at human performance levels. This is fully autonomous running Helix-02

«Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son...
13/05/2026

«Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere “veramente bene informati".
Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione di movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno.»

1953 Ray Bradbury, “Fahrenheit 451"

10/05/2026

Ciò che mi ha fatto maggiormente riflettere è stato vedere un vecchio video dove si parlava di “cervello elettronico”, riferendosi a uno dei primi computer.

Una definizione che oggi ci fa quasi sorridere.

Eppure, probabilmente, stiamo facendo la stessa identica cosa con il termine “intelligenza artificiale”.

Perché, razionalmente, ciò che oggi chiamiamo AI è ancora un elaboratore di informazioni, dati, correlazioni e probabilità. Straordinariamente avanzato, certo. Ma comunque diverso da ciò che culturalmente associamo alla parola “intelligenza”.

Forse tra 30 anni i nostri figli guarderanno gli attuali sistemi AI come noi oggi guardiamo quei giganteschi mainframe degli anni ’60.

E magari diranno:
“Davvero pensavano che quella fosse intelligenza?”

Alla fine, i nomi che diamo alle tecnologie raccontano spesso più i limiti culturali della nostra epoca che le tecnologie stesse.

Nell’articolo al link https://www.linkedin.com/posts/raimondobruschi_cervello-elettronico-intelligenza-ugcPost-7458286879482892288-2t2e provo ad approfondire questa riflessione.

01/05/2026

C’è stato un tempo in cui l’Italia decideva di costruire. Non opinava. Non si preoppupava solo di fare leggi. Correva rincorrendo al crescita del sistema paese investendo e promuovendo la crescita.

Nel dopoguerra ha creato industria, infrastrutture, energia. Ha reso produttivo un Paese che non aveva nulla. Non era solo crescita economica: era autonomia.

Oggi la partita è cambiata.
Non è più acciaio. È calcolo. È energia. È dati.

E mentre altrove costruiscono le “fabbriche” dell’intelligenza artificiale, data center sempre più grandi, interconnessi, trattati come infrastrutture strategiche, noi si resta fermi su dibattiti teorici e possibili norme (ben venga l'attenzione all'etica e alla privacy o all'occupazione che deriva dalla AI, ma basta solo parlarne per vietare e multare per fare incassi passivi dall'esenzione erariale)

Il problema non è tecnologico o filosofico. È industriale e strategico.
(Non è manco antiecologico: la dismissione industriale offre ampi spazi riconvertibili senza consumo di nuovo territorio, e l’energia può essere prodotta in modo sostenibile.)

Perché la realtà è semplice:

Le terre rare sono diventate il nuovo petrolio del XXI secolo
La loro disponibilità è al centro della competizione globale (e anche del conflitto in Ucraina)
L’energia continua a essere un’arma geopolitica (Iran, stretto di Hormuz, forniture globali)
E le risorse petrolifere, dal Medio Oriente al Venezuela, restano leve politiche prima ancora che economiche

Tradotto: chi controlla infrastrutture e risorse, controlla le scelte.

E qui arriva il punto che interessa davvero.

Un data center oggi è esattamente questo:
Non è “tecnologia”. È sovranità operativa.

Chi non costruisce infrastruttura, usa quella degli altri.
E chi usa quella degli altri, accetta le loro condizioni.

Lo abbiamo già visto con:

il gas russo
il petrolio mediorientale
le filiere delle terre rare

Ogni volta la stessa dinamica: dipendenza → crisi → rincorsa.

Eppure, su questo, l’Italia sembra cieca.

Non manca la capacità.
Non manca il capitale.
Manca la scelta.

Lo dico anche per esperienza diretta.
Quando in Italia si costruivano i primi data center e servizi di hosting & housing, c’era una visione: portare infrastruttura dove non c’era. (Ne ero primario e attento attore: Fondatore Servizi Internet Srl (1996-2015, exit 2013) - Esperienza ventennale in infrastrutture digitali, cloud e servizi internet. 👉 Contributore nella governance https://whois.bruschi.com/governance-internet.php o in più ampi ambiti https://whois.bruschi.com)

Oggi quella visione si è persa proprio mentre diventava centrale.

Perché oggi non si tratta più di fare solo" hosting & housing” e sostituire "rame con fibra". Si tratta di decidere dove girerà l’intelligenza artificiale. Gli anbienti dove i servizi lavoranno e governeranno.

E questa è una scelta industriale, non tecnologica. Ma sopratutto strategica.

Su questo tema ho scritto una riflessione più ampia (con dati, scenari e implicazioni concrete): 👉 link ad articolo su LinkedIn https://www.linkedin.com/pulse/ai-data-center-e-potere-chi-governer%25C3%25A0-il-valore-raimondo-bruschi-ojlmf

Se non torniamo a costruire infrastruttura, non resteremo indietro.

Diventeremo dipendenti.

Nel video:

Il nuovo data center Microsoft di Fairwater è già operativo, in anticipo sui tempi, come parte di una strategia più ampia di espansione delle infrastrutture AI .
Un’infrastruttura per l’intelligenza artificiale progettata su scala industriale.

Parliamo di oltre 120.000 metri quadrati distribuiti su più edifici, con centinaia di migliaia di GPU interconnesse come un unico calcolatore .
Un investimento enorme, in altre parole tanti soldi.

E qui si apre una partita che non è solo tecnologica, ma economica e politica. Se queste infrastrutture vengono lasciate esclusivamente a logiche private, il valore generato resta concentrato.

Se invece si introducono modelli di partecipazione pubblica, concessioni ben strutturate e una fiscalità coerente, possono diventare asset strategici per i territori. Entrate certe, come avviene per alcune note partecipate.

Non si tratta solo di ospitare data center, ma di costruire rendite infrastrutturali moderne: canoni, compartecipazioni, ritorni indiretti su filiere locali, occupazione qualificata, servizi collegati.

La differenza la fanno le regole: chi governa questi insediamenti decide se saranno semplici “consumatori di risorse” oppure generatori di valore condiviso.

E non è un caso isolato: altri hub sono già attivi o in arrivo, collegati tra loro per costruire una rete globale dedicata all’AI:

Il punto è semplice: farne parte o subirla.

Indirizzo

Brescia

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393355282887

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