Almacom Servizi Informatici

Almacom Servizi Informatici La ricerca della soddisfazione del cliente è stato per noi un elemento principale nella gestione della nostra attività.

La continua ricerca di soluzioni sempre più innovative e funzionali ha permesso alla nostra azienda di offrire proposte operative con elevati livelli di qualità, in linea con la nostra mission aziendale: la soddisfazione del cliente. Al.Ma.com Srl nasce nel 2008 dopo una lunga esperienza maturata nel settore informatico, si presenta sul mercato come partner aziendale per tutte le esigenze legate a

ll’informatizzazione. La professionalità, la ricerca delle migliori soluzioni ed il contiunuo innovamento hanno conferito negli anni un' esperienza tale da permettere un eccellente servizio ai nostri clienti. La qualità delle realizzazioni è garantita inoltre dalle partnership certificate con i più importanti marchi del settore. I Marchi che trattiamo, infatti, sono leader nel settore. Tutte le conoscenze maturate e le competenze acquisite negli anni di attività garantiscono sempre i più alti livelli di efficienza e di qualità, sia dei prodotti che dei servizi


Il nostro obiettivo è l'ulteriore sviluppo del cammino già intrapreso: la realizzazione, insieme ai vendor e ai nostri clienti, di progetti organizzati, chiari e trasparenti, finalizzati a mettere a disposizione del mercato una struttura solida in grado di soddisfare a 360° le esigenze dell'utente finale.

LA TUA AZIENDA E' SICURA E TU PUOI PENSARE ALLA RIPARTENZA!La sicurezza informatica, è spesso sottovalutata dalle aziend...
20/05/2020

LA TUA AZIENDA E' SICURA E TU PUOI PENSARE ALLA RIPARTENZA!
La sicurezza informatica, è spesso sottovalutata dalle aziende quale elemento di importanza secondaria.
Mai come ora, invece, la tutela del proprio patrimonio informatico si impone come una sfida fondamentale per il posizionamento aziendale sul mercato. Dopo anni di esperienza siamo in grado di offrire sistemi di sicurezza avanzati e affidabili in modo da garantire l’integrità e la riservatezza dell’intera infrastruttura informatica aziendale.

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05/08/2019

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COMPUTER DELL A RISCHIO, CORRETE AD AGGIORNARE DELL SUPPORTASSIST!Una vulnerabilità grave nell’utility Dell SupportAssis...
06/05/2019

COMPUTER DELL A RISCHIO, CORRETE AD AGGIORNARE DELL SUPPORTASSIST!

Una vulnerabilità grave nell’utility Dell SupportAssist a bordo dei portatili e desktop dell’azienda statunitense permette a malintenzionati di prendere il controllo del sistema ed eseguire codice con i permessi di amministratore.
Il problema riguarda la versione del software antecedente al 23 aprile: Dell ha infatti creato una nuova versione del software che risolve il problema, ma trattandosi di uno strumento preinstallato sui sistemi Dell con sistema operativo Windows, il numero di utenti a rischio dovrebbe ancora essere decisamente elevato – i computer Dell senza OS sono al sicuro.
SupportAssist è un software che svolge debugging, diagnosi e soprattutto l’aggiornamento automatico dei driver Dell. Come spiegato da Bill Demirkapi, ricercatore di sicurezza statunitense di 17 anni che ha scoperto il problema, il tool fornisce in determinate circostanze una via semplice per prendere il controllo del PC.
L’attacco consiste nel dirottare l’utente su una pagina maligna, dove del codice JavaScript può ingannare Dell SupportAssist, inducendolo a scaricare e avviare file da una posizione controllata dal malintenzionato. Dato che il software gira con privilegi amministrativi, i malintenzionati avranno pieno accesso al sistema, se riescono a inserirsi nella posizione corretta per eseguire questo attacco.
Per portare a compimento l’intrusione è necessario che il malintenzionato si intrufoli sulla rete della vittima per seguire un attacco di spoofing ARP e DNS sul PC della vittima al fine di eseguire il codice da remoto.
Per quanto possa sembrare uno scenario improbabile, negli ultimi mesi vi sono stati casi che hanno dimostrato quanto possa in realtà rivelarsi semplice bucare la sicurezza di un router, in particolar modo sulle reti pubbliche o aziendali dove è più semplice trovare un PC compromesso, come spiegato da Demirkapi a ZDNet.
L’elemento più preoccupante di tutta la vicenda è che per portare a termina tale violazione, non è richiesta alcuna azione da parte dell’utente, se non l’accesso alla pagina web maligna. Il problema è che tale accesso può essere sovrapposto a una pagina web sicura (tramite iframe pubblicitari per esempio), Nel caso specifico, il codice JavaScript veniva nascosto in un sottodominio di dell.com.
Ad ogni modo, Dell si è immediatamente messa in moto per risolvere il problema, tanto che già la settimana scorsa è stata rilasciata la nuova versione del software che risolve la vulnerabilità e che quindi, consigliamo caldamente di installare se avete un sistema Dell.

OCTOBER 2018 UPDATE INSTALLATO SU MENO DEL 30% DEI DISPOSTIVI WINDOWS 10Secondo quanto indicato da AdDuplex nel suo repo...
02/05/2019

OCTOBER 2018 UPDATE INSTALLATO SU MENO DEL 30% DEI DISPOSTIVI WINDOWS 10

Secondo quanto indicato da AdDuplex nel suo report mensile, il Windows 10 October 2018 Update è installato solo sul 29,3% dei dispositivi Windows 10. Il report mostra i dati delle varie versioni di Windows ottenuti in base all’uso di app che adottano AdDuplex SDK v2 o versioni successive.
Seppur in aumento, la quota dell’October 2018 Update cresce con un ritmo molto lento: il 29,3% è un modesto miglioramento rispetto al 26,4% fatto segnare lo scorso mese. La maggior parte dell’aumento deriva dal passaggio degli utenti dall’April 2018 Update, che a sua volta è sceso dal 66,3% al 63,2%. L’altra versione ad assistere a un calo è il Fall Creators Update, sceso dal 3,5% al 3,3%.
Le versioni 1703 e precedenti sono ora raggruppate in un’unica categoria e sono passate dal 3,4% al 3,5%. Infine, la quantità di computer analizzati che sta invece usando una build per Insider è raddoppiata dallo 0,4% allo 0,8%, un dato abbastanza normale quando si è così vicini all’uscita di una public release (May 2019 Update, versione 1903).
In definitiva, il report ci mostra che l’aggiornamento di Windows 10 di ottobre 2018 si è diffuso a un ritmo decisamente più lento rispetto a tutti gli altri update precedenti. Bisogna però anche considerare che la distribuzione della versione 1809 fu interrotta quasi subito, al momento del rilascio, per circa 5 settimane a causa della presenza di numerosi bug, salvo poi riprendere con una “re-release” a metà novembre.
Evidentemente però molti utenti ancora non si fidano e probabilmente aspettano l’aggiornamento di maggio per rinnovare il proprio sistema.
#1809

Memoria RAM: 8, 16 o 32 GB?I prezzi delle RAM stanno calando vertiginosamente. Una situazione del genere non si registra...
30/04/2019

Memoria RAM: 8, 16 o 32 GB?

I prezzi delle RAM stanno calando vertiginosamente. Una situazione del genere non si registrava dal 2011 (come vi abbiamo raccontato qui) e il merito è tutto di una domanda sempre più bassa, che porta ad avere maggiori scorte da smaltire.
Con dei prezzi così favorevoli è un ottimo momento per ampliare la quantità di memoria presente nel proprio PC, ma qui sorge una domanda fondamentale: quanta RAM serve davvero? Bastano 8 GB o è meglio averne 16, se non addirittura 32?
Col passare del tempo il quantitativo di RAM necessario è aumentato, non solo in ambito videoludico: anche programmi e siti web utilizzano più memoria rispetto a qualche anno fa.
Ecco che quindi gli 8 GB del vostro PC, più che sufficienti quando lo avete acquistato o assemblato, potrebbero non bastare più, in quanto vengono facilmente riempiti da un unico gioco in esecuzione, da un pesante programma di rendering o perfino da un browser con molte schede aperte.
Solitamente quando la RAM è satura il computer ricorre al file di paging, ma anche se utilizzate un SSD il sistema risulta essere esponenzialmente più lento. Per questo motivo è sempre meglio aumentare la quantità di memoria RAM a disposizione.
Ampliare troppo la memoria è però solamente spreco di denaro. Qui vi daremo alcuni consigli per capire quanta RAM vi serve effettivamente e poter quindi risparmiare dei soldi da reinvestire in altri componenti del vostro PC.

8GB: il minimo indispensabile

Innanzitutto, meglio dimenticarsi dei 4 GB. A meno che non stiate “riesumando” un vecchio computer oppure non stiate acquistando un Chromebook, il minimo indispensabile per un computer moderno sono 8 GB di RAM. Oggi infatti un computer con solamente 4 GB di memoria è relegato ad utilizzi come navigazione web, gestione email e gaming estremamente leggero.
Senza avviare nessun programma, Windows occupa circa 2,7 GB di memoria. I giochi utilizzano tra i 6,6 GB e gli 11,3 GB di RAM, quindi 8 GB sono sufficienti in alcuni casi ma non in tutti: se volete un PC per giocare, il nostro consiglio è di optare sempre per 16 GB di memoria RAM.
8 GB sono sufficienti per chi fa un uso base del computer, incentrato principalmente sulla produttività e sull’utilizzo della suite Office. Anche in questo caso però se utilizzate più programmi contemporaneamente potreste arrivare al punto di saturare tutti gli 8 GB.

16GB: il giusto compromesso

Ad oggi, 16 GB di RAM sono il giusto compromesso tra prezzo e capacità per la maggior parte dei videogiocatori e degli appassionati: permettono di utilizzare più programmi contemporaneamente, senza preoccuparsi di doverne chiudere alcuni per liberare memoria.
Per fare un esempio, tenendo aperti Word e un browser con 14 schede mentre giocavamo ed eseguivamo uno streaming su Twitch abbiamo utilizzato circa 14 GB di RAM.
Ci siamo avvicinati ai 16 GB totali, è vero, ma quanto spesso vi capiterà una situazione in cui tenete tutti i vostri programmi in background mentre state giocando?
Qui abbiamo una piattaforma con 32 GB di memoria installati, ma utilizzando giochi, suite Office, programmi di fotoritocco e browser con una dozzina di schede aperte raramente ci siamo ritrovati con più di 16 GB occupati.
A meno che non siate professionisti o creatori di contenuti che renderizzano file di grosse dimensioni e sfruttano a dovere grossi quantitativi di RAM, non c’è davvero motivo – ad oggi – di superare i 16 GB.

32GB: esagerati?

Avere 32 GB di RAM permette di lasciare in esecuzione programmi e browser con diverse schede aperte senza porsi troppi problemi. Anche per quanto riguarda i giochi, nessuno di quelli testati si è avvicinato a occupare 16 GB, quindi con 32 GB dormirete sonni tranquilli.
Come detto, se vi serve una macchina per la produttività, maneggiate file di grosse dimensioni e magari ne gestite più di uno alla volta, fareste bene a considerare un sistema con 32 GB (o più) di RAM.

Conclusioni

Concludendo, la risposta alle domande “8 GB bastano?” e “32 GB sono necessari?” è semplicemente “no”, quantomeno nella maggior parte dei casi.
Come vi abbiamo raccontato, per alcuni utenti 8 GB potrebbero essere sufficienti, ma se si vuole giocare a titoli moderni oppure si utilizzano programmi di produttività che hanno bisogno di più risorse è meglio optare per 16 GB.
Con questo quantitativo di RAM è possibile utilizzare diversi programmi contemporaneamente e anche lasciarne un paio in background mentre si gioca, magari per riprendere il lavoro una volta terminato lo svago.
32 GB non sono quasi mai necessari, se non per chi fa editing di immagini RAW o di video ad altissima risoluzione e, in generale, utilizza programmi che hanno bisogno di grossi quantitativi di RAM. Gli altri utenti (compresi quelli enthusiast) difficilmente riusciranno a riempire anche solo la metà di quei 32 GB.
Se il vostro attuale sistema non si avvicina ai 16 GB nemmeno a pieno carico, non ha nessun senso ampliare la memoria e passare a 32 GB. Se al contrario vi ritrovate spesso con tutta la RAM occupata, questo è un buon momento per saltare sul carro dei 32 GB, dal momento che i prezzi dei kit sono i più bassi degli ultimi anni.
Visto l’andamento del mercato, se avete una scheda madre ATX con almeno quattro slot DIMM, utilizzate un kit 2×8 GB e volete passare a 32 GB, secondo noi dovreste aspettare che i prezzi calino ancora e abbinare un altro kit da 16 GB a quello che già avete, pagandolo il meno possibile.

AMD RYZEN 3000: +15% NELL'IPC E FREQUENZE DI CLOCK IN CRESCITAUna delle novità attese nel corso del 2019, nel settore de...
29/04/2019

AMD RYZEN 3000: +15% NELL'IPC E FREQUENZE DI CLOCK IN CRESCITA

Una delle novità attese nel corso del 2019, nel settore dei componenti hardware, è sicuramente il debutto dei processori AMD Ryzen della famiglia 3000. Si tratta di modelli basati su architettura Zen 2 e costruiti con tecnologia produttiva a 7 nanometri, che saranno compatibili anche con le schede madri Socket AM4 attualmente in commercio previo aggiornamento del bios ma che troveranno nelle future piattaforme con chipset AMD X570 il miglior abbinamento.

Nelle ultime ore sono emerse alcune indicazioni sulle prestazioni attese da questi processori, rispetto a quelli Ryzen 2000 attualmente in commercio. Le novità introdotte da AMD con l'architettura Zen 2 dovrebbero permettere di ottenere un incremento dell'IPC, cioè del numero di istruzioni processate dalla CPU per ogni ciclo di clock, pari al 15%. Si tratta presumibilmente dello scenario di misura migliore per questa metrica, ma a prescindere è ujn balzo in avanti significativo considerando che nel passaggio dalle CPU Ryzen 1000 a quelle Ryzen 2000 l'aumento dell'IPC era stato di circa il 3%.

Non solo: le prestazioni complessive dovrebbero beneficiare anche di un balzo in avanti della frequenza di clock. Nei sample attualmente a disposizione dei produttori di schede madri per i test la frequenza di clock massima raggiunge i 4,5 GHz, un valore non toccato dalle precedenti versioni di CPU Ryzen 2000 e che potrebbe anche essere leggermente più elevata nei prodotti destinati alla commercializzazione. Per questi processori, inoltre, si attendono versioni che andranno oltre il numero di 8 core integrati nelle proposte Ryzen ora in commercio. Pare ormai certo che alcune versioni offriranno 12 core, ma non è da escludere che si possa arrivare sino a 16.

Un ruolo importante in tutto questo è sicuramente rivestito dalla tecnologia produttiva a 7 nanometri adottata per queste CPU, capace di fornire una maggiore densità oltre a incrementare l'efficienza energetica complessiva. Il debutto di questi processori potrebbe avvenire nel corso del mese di Luglio ma sapremo sicuramente di più al Computex 2019 di Taipei, alla fine del mese di Maggio. In quella sede AMD terrà una conferenza stampa nella quale, crediamo, verranno anticipate alcune informazioni sulle nuove CPU Ryzen oltre che sulle future GPU della famiglia Radeon.

Una delle novità delle CPU Ryzen 3000 riguarda l'integrazione di controller PCI Express 4.0, capace di fornire una bandwidth raddoppiata a parità di numero di linee. Per sfruttare questa caratteristica sarà necessario utilizzare una scheda madre basata su chipset AMD X570, quindi una di nuova generazione sempre dotata di socket AM4. Le informazioni attualmente disponibili indicano un totale di 40 linee PCI Express 4.0 supportate quale massimo da questo chipset, proposta che dovrebbe essere l'unica della famiglia 500 a essere dotata di pieno supporto al controller PCI Express 4.0.

Come segnalato le CPU Ryzen 3000 saranno compatibili anche con schede madri socket AM4 già in commercio, previo aggiornamento del bios. Faranno eccezione quelle basate su chipset AMD A320, che non dovrebbero ricevere questo tipo di supporto per via del loro posizionamento nel segmento entry level e dei requisiti delle CPU Ryzen 3000 legati alla circuiteria di alimentazione.

EX STUDENTE FRIGGE 66 COMPUTER CON USB KILLER. ORA RISCHIA IL CARCERELe cosiddette USB Killer sono all’apparenza semplic...
19/04/2019

EX STUDENTE FRIGGE 66 COMPUTER CON USB KILLER. ORA RISCHIA IL CARCERE

Le cosiddette USB Killer sono all’apparenza semplici chiavette USB, ma al loro interno nascondono un sistema progettato per mettere fuori uso in maniera permanente il computer a cui sono collegate. Caricando e scaricando ripetutamente i condensatori causano un sovraccarico di corrente nel sistema e danneggiano in maniera seria e irreversibile tutti i componenti.

Sono facilmente reperibili online e disponibili in diverse versioni, compatibili anche con smartphone Android e iPhone. Se si hanno sufficienti conoscenze di elettronica possono anche essere “fatte in casa” utilizzando ionizzatori d’aria e parti del flash di una fotocamera.

Anche se inizialmente erano state progettate per verificare la protezione dei componenti da scariche elettriche e rapide variazioni di tensione, le USB Killer sono diventate famose soprattutto per l’utilizzo malevolo che se ne può fare. Sono perfette ad esempio se volete fare qualche scherzo (decisamente di cattivo gusto), oppure vendicarvi di qualcuno “friggendo” il suo PC.

Non sappiamo se Vishawanath Akuthota sia stato mosso dal desiderio di vendetta, ma l’ex studente del Saint Rose College ha deciso di acquistare uno di questi dispositivi e fare un bello scherzo alla scuola. Al grido di “I’m gonna kill this guy” (ucciderò questo ragazzo), riprendendosi con il suo iPhone Akuthota ha inserito la USB Killer in ben 66 computer, per un danno complessivo di 58 mila dollari.

Uno dei dispositivi USB Killer acquistabili online
Akuthota ha origine indiane ma vive da tempo negli Stati Uniti. Anni fa ha ottenuto un Master in Business Administration proprio al Saint Rose. Non è chiaro – come detto – cosa l’abbia spinto a compiere questo gesto.
L’incidente è avvenuto lo scorso 14 febbraio e quando interrogato dall’FBI Akuthota si è subito dichiarato colpevole. L’ex studente ora rischia fino a 10 anni di prigione, una multa pari a 250 mila dollari e un periodo di supervisione di tre anni una volta scontata la pena.

Avete problemi di Temperature sul vostro processore? Raggiunge picchi infernali in overclock e vi state chiedendo se sia...
18/04/2019

Avete problemi di Temperature sul vostro processore? Raggiunge picchi infernali in overclock e vi state chiedendo se sia possibile ridurre le temperature con un metodo economico? Beh, se avete abbastanza esperienza alle spalle e vi sentite abbastanza intrepidi non vi resta che Deliddare il vostro processore. Ma cos' è il Delidding?

Sostanzialmente il delidding è l’operazione di smontaggio del nostro processore per rimuovere la pessima pasta termica stock tra chip in silicio e placchetta dissipante, e sostituirla con una di buona qualità o ancora meglio con del metallo liquido.
Ma facciamo un passo indietro…
Una CPU è strutturata in due parti, un IHS (Integrated Heat Spreader), uno o piu dies (chip in silicio) saldati su una basetta di sottostarto che consente il contatto con il socket della scheda madre. Tale assemblaggio pone un problema di fondo. Come collegare il dissipatore integrato al die in modo da assicurare un trasferimento del calore efficiente?
A questo punto vi sono due soluzioni: l’applicazione di uno strato di pasta termica o materiale termoconduttivo, oppure la saldatura del die al dissipatore integrato.
La seconda opzione tuttavia è molto complicata poichè per effettuare la saldatura si utilizza solitamente l’indio, che normalmente non fa presa con il nickel e silicio. Per questo motivo il micro-dissipatore e il die vengono pre-trattati con materiali tra cui oro, vanadio e rame.
Per semplificare i processi produttivi, contenere i costi solitamente si opta per la pasta termica.
Tra i due colossi del silicio, AMD si distingue per le sue Cpu con IHS saldato, Intel ha abbandonato tale pratica dall’era Sandy Bridge (Tuttavia alcuni leaks parlano di IHS saldati su i9-9700K e i9-9900K). Sfortunatamente la pasta termica utilizzata da Intel è di qualità infima, le temperature spesso ne risentono, e di molto.
Il Delidding si pone come soluzione a questo problema.

Metodo

Per quanto riguarda l’esecuzione possiamo scegliere due strade diverse per rimuovere il dissipatore, delle due che vederemo la seconda è la più consigliata:

Metodo 1: Utilizzare una o più lame di un taglierino o cutter, inserirle parallelamente al die e al dissipatore e iniziare a fare pressione sulla lama. E’ possibile utilizzare una pi***la termica per facilitare il lavoro. E’ importante fermarsi a qualche millimetro di taglio e non eccedere assolutamente. Lentamente dovremmo riuscire a separare le due parti. ATTENZIONE: questo è un procedimento altamente rischioso. Non ne si consiglia assolutamente l’esecuzione.
Metodo 2: Per ovviare ai problemi e ai rischi del metodo con lamette e talglierini, sono stati inventati alcuni Kit che sfruttano dei meccanismi basilari che consentono di rimuovere facilmente l’IHS dal die. Dr. Delid ne è un esempio, ma nel caso aveste una stampante 3D potete stamparlo anche per conto vostro con l’aggiunta di un bullone e una vite delle giuste dimensioni. Vi basterà inserire il processore nello scomparto predisposto, avvitare e “pop”, il gioco è fatto.

Complimenti, ora che sarete riusciti a separare l’IHS dal Die vi basterà rimuovere i residui della vecchia pasta termica con il solito alchool o solvente di fiducia, rimuovere i residui di silicone, applicare la nuova pasta termica o metallo liquido, applicare il nuovo silicone (resistente alle temperature), chiudere il tutto, e il gioco è fatto.

Alcuni preferiscono utilizzare il bracket del socket per tenere l’IHS in posizione senza l’utilizzo di silicone, tuttavia quest’ultimo assicura un risultato professionale e duraturo.

Non vi resta che attendere che il silicone faccia presa, nel caso aveste optato per l’opzione del Dr Delid o meccanismi simili solitamente c’è un sistema che consente di tenere le due metà sotto pressione e assicurare una tenuta perfetta.

SVANTAGGI

I rischi sono abbastanza ovvi. L’operazione se fatta da mani inesperte potrebbe risultare fatale per la vostra CPU. Dimenticate inoltre ogni traccia di garanzia residua.

VANTAGGI

La procedura aumenta il potenziale di dissipazione della coppia processore/dissipatore.
Di recente alcune aziende stanno sviluppando sitemi per sostituire completamente l’IHS con un dissipatore principale a contatto diretto con il Die.
Per gli amanti dell’overclock, queste nuove soluzioni riuscirebbero a sottrare ancora qualche grado alle temperature di massima.

GOOGLE HA SABOTATO FIREFOX SECONDO UN EX DIRIGENTE DI MOZILLAUn ex dirigente di Mozilla di alto livello ha accusato Goog...
17/04/2019

GOOGLE HA SABOTATO FIREFOX SECONDO UN EX DIRIGENTE DI MOZILLA

Un ex dirigente di Mozilla di alto livello ha accusato Google di aver intenzionalmente e sistematicamente sabotato Firefox negli ultimi dieci anni in modo da permettere a Chrome di diventare il browser di riferimento.
Non è il primo membro del team di Firefox che avanza simili accuse, ma in questo caso l’ex dirigente ripercorre quanto successo nel tempo, accusando Google di aver portato avanti un piano coordinato per affossare Firefox, con una strategia che avrebbe implicato tra le diverse cose anche l’introduzione di piccoli bug nei propri siti in grado di manifestarsi solo agli utenti del browser di Mozilla.
Johnathan Nightingale, ex direttore generale e vicepresidente del gruppo Firefox di Mozilla, si è sfogato su Twitter con una serie di post. “Quando iniziai a lavorare per Mozilla nel 2007, Google Chrome non esisteva ancora e la maggior parte delle persone con cui avevamo contatto in Google erano fan di Firefox”.
“Quando Chrome venne lanciato le cose si complicarono, ma non nel modo che probabilmente vi aspettereste. Avevano un prodotto concorrente al nostro, ma non tagliarono i legami, rompendo il nostro accordo sulla ricerca – niente di questo. Infatti, continuavano a dirci che eravamo dalla stessa parte, che volevamo le stesse cose”.
“Penso che i nostri amici all’interno di Google lo credessero davvero. A livello individuale i loro ingegneri avevano le stesse priorità che avevamo noi. I ragazzi che si occupavano del design e del prodotto presero alcune decisioni molto simili e imparammo osservandoci l’uno con l’altro. Google come azienda è tuttavia molto differente dai singoli ingegneri”, spiega Nightingale.
“Pubblicità riguardanti Google Chrome iniziarono ad apparire accanto ai termini di ricerca legati a Firefox. Gmail e Google Docs iniziarono ad avere problemi prestazionali e bug selettivi su Firefox. Capitava che alcuni siti demo risultassero incompatibili con Firefox, nonostante non fosse assolutamente vero”.
“Tutte cose assolutamente comprensibili quando si tratta di due prodotti in competizione, certamente. Ma al tempo ci consideravamo ancora partner, dunque li contattavamo per chiedere cosa stesse succedendo ed ogni volta la risposta era sempre la stessa: oops, si tratta di un incidente, lo sistemeremo nelle prossime due settimane”.
Episodi che secondo Nightingale si sarebbero verificati a centinaia, tanto che per il famoso detto “a pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina” potrebbe risultare azzeccato. “Non è nella mia filosofia attribuire della malizia a quello che potrebbe essere spiegato con l’incompetenza, ma allo stesso tempo non posso credere che un’azienda come Google possa mai raggiungere questo livello di incompetenza”.
“Penso volessero ostacolarci, e intanto noi perdevamo utenti ad ogni incidente. Abbiamo sprecato il nostro tempo sui loro errori, dilapidando energie al posto di usarle per migliorare il nostro browser. Abbiamo perso il controllo per un po’ e quando abbiamo iniziato a capire, molto del danno era già stato fatto”.
Google oggi detiene più del 60% del mercato browser e Firefox è scivolato al 4% secondo Statcounter.

SCHEDE VIDEO AMD NAVI ALL'E3 2019, C'E' CHI NON HA DUBBISecondo le ultime indiscrezioni pubblicate da Tweaktown, AMD pot...
16/04/2019

SCHEDE VIDEO AMD NAVI ALL'E3 2019, C'E' CHI NON HA DUBBI

Secondo le ultime indiscrezioni pubblicate da Tweaktown, AMD potrebbe annunciare le nuove GPU Navi all’E3 2019, manifestazione che si terrà in quel di Los Angeles tra l’11 e il 14 giugno. La fiera più importante dei videogiochi sembra essere un ottimo palcoscenico per presentare nuove soluzioni grafiche, forse addirittura meglio del Computex (28 maggio – 1 giugno), tanto che non è la prima volta che viene indicata come location ideale per svelare la nuova gamma di schede video.
AMD potrebbe iniziare a introdurre i primi dettagli sulle nuove GPU proprio alla fiera asiatica, dove il CEO Lisa Su interverrà durante la conferenza d’apertura, per poi sviscerare tutti i dettagli del caso una decina di giorni più tardi.
Navi dovrebbe essere l’architettura grafica alla base delle prossime console di Microsoft e Sony e proprio la prima dovrebbe svelare all’E3 i suoi piani per il futuro, per cui si farà un gran parlare di AMD in quella manifestazione.
Secondo Tweaktown, ma la voce era già circolata, le schede arriveranno sul mercato il 7 luglio, ovvero il 7/7: numero non casuale, perché legato al processo produttivo, i 7 nanometri, con il quale saranno realizzate le GPU Navi.
Leggi anche: HwiNFO inizia a supportare le nuove GPU AMD Navi
AMD potrebbe quindi tenere banco per una buona parte del mese di giugno, con l’annuncio delle CPU Ryzen 3000 atteso per il Computex, luogo azzeccato visto che Taiwan è la casa di molti produttori di schede madre e computer, e poi Navi all’E3 2019.
Quanto ai dettagli tecnici, per ora non ci sono informazioni certe, ma possiamo fare una breve sintesi di quanto circolato sinora: le nuove GPU Navi dovrebbero puntare a offrire un ottimo rapporto tra prezzo e prestazioni, con consumi contenuti, andando a garantire con Navi 10 un frame rate vicino alla RTX 2080.
Nvidia dovrebbe conservare lo scettro prestazionale, ma nel 2020 AMD potrebbe introdurre Navi 20, GPU più potente capace di esprimere prestazioni maggiori. Per ora la voce di corridoio più “specifica”, almeno all’apparenza, è quella dello scorso dicembre lanciata dal canale AdoredTV, ma finora non sono emerse né conferme né smentite.

WINDOWS 10, TERMINATO IL SUPPORTO DELLA VERSIONE 1709 (FALL CREATORS UPDATE)A partire dal 9 Aprile 2019 è cessato il sup...
15/04/2019

WINDOWS 10, TERMINATO IL SUPPORTO DELLA VERSIONE 1709 (FALL CREATORS UPDATE)

A partire dal 9 Aprile 2019 è cessato il supporto di una delle meno recenti versioni di Windows 10. Ci riferiamo a Windows 10 1709, noto come il Fall Creators Update. Le SKU Windows 10 Home, Windows 10 Pro, Windows 10 Pro for Workstations e Windows 10 IoT appartenenti alla 1709 non verranno più supportate ed è caldamente consigliabile eseguire l'aggiornamento. Le SKU Windows 10 Enterprise ed Education della versione 1709 verranno ancora supportate per un anno.
Per lo stesso motivo scadono adesso le SKU Windows 10 Enterprise ed Education della versione 1607. Queste release di Windows 10, infatti, godono di un periodo di supporto esteso rispetto alle altre, per un totale di 30 mesi dal debutto ufficiale. Alla scadenza della data, però, le installazioni potranno comunque ricevere supporto all'interno del Long-Term Servicing Channel (LTSC). La 1607 è ancora supportata inoltre per chi dispone di PC con CPU Intel Clover Trail, che non hanno mai ricevuto supporto pieno a partire dalla versione 1703.
Altri prodotti Microsoft hanno raggiunto la "end-of-life" il 9 Aprile. Fra questi System Center Virtual Machine Manager 2008, 2008 R2, Windows Embedded POSReady 2009. Abbiamo inoltre altri prodotti che hanno raggiunto la fine del supporto mainstream (ma godono ancora di quello esteso) e sono: Deployment Agent 2003, Diagnostics and Recovery Toolset 8.1, User Experience Virtualization 2.0, Visual Studio 2013, Team Foundation Server 2013, Release Management Server for Team Foundation Server 2013, Test Agent e Test Controller.
Il cessato supporto arriva poco dopo il rilascio della RTM di Windows 10 May 2019 Update, noto fino a pochi giorni fa come Windows 10 19H1. Si tratta dell'aggiornamento con feature dellla prima metà dell'anno: trovate ulteriori informazioni attraverso il link poco sopra.

FRENATA DEL MERCATO PC, LA CARENZA DI CPU INTEL E' UNA BELLA BOTTAIl mercato PC è ancora in calo. A dirlo le analisi di ...
12/04/2019

FRENATA DEL MERCATO PC, LA CARENZA DI CPU INTEL E' UNA BELLA BOTTA

Il mercato PC è ancora in calo. A dirlo le analisi di Gartner e IDC relative al primo trimestre di quest’anno. Entrambe le aziende di ricerca affermano che le consegne di PC hanno raggiunto 58,5 milioni di unità nel trimestre, un calo che stimano tra il 3% (IDC) e il 4,6% (Gartner) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“Abbiamo visto l’inizio di un rimbalzo nelle consegne di PC a metà 2018, ma l’arrivo della carenza delle CPU Intel ha impattato su tutti i segmenti, con i produttori che hanno allocato verso i business a più alto margine e al segmento dei Chromebook”, ha dichiarato l’analista Mikako Kitagawa, senior principal analyst di Gartner.
“A fronte di un mercato consumer che è rimasto debole, anche la disponibilità non omogenea potrebbe aver ostacolato la domanda. Al contrario, le spedizioni di Chromebook sono aumentate di due cifre rispetto al primo trimestre del 2018, nonostante la carenza di CPU entry-level. Includendo le spedizioni dei Chromebook, il calo del mercato PC mondiale si sarebbe attestato al 3,5% nel primo trimestre del 2019″.
Kitagawa afferma che la poca disponibilità di CPU Intel ha portato i principali produttori ad allocare meglio la domanda di chip e iniziare a usare in modo più massiccio CPU AMD.
“I primi tre fornitori al mondo sono stati nuovamente in grado di aumentare le spedizioni, nonostante la limitata disponibilità, concentrandosi sui prodotti di fascia alta e sottraendo quote dai piccoli produttori che hanno faticato a ottenere le CPU. Le aziende hanno inoltre spostato il loro mix di prodotti nel segmento di fascia alta per far fronte alla poca disponibilità – il che, insieme a tendenze favorevoli sui prezzi dei componenti, dovrebbe aumentare i loro margini di profitto”.
Gartner vede al vertice del mercato nel primo trimestre 2019 la cinese Lenovo con il 22,5%, seguita dalla statunitense HP con il 21,9% e da Dell con il 17,6%. Insieme raggiungono una quota del 61,5%, in aumento sul 56,9% dello scorso anno. IDC, da par suo, inverte le prime posizioni e mette HP al vertice del mercato con il 23,2%, seguita da Lenovo con il 23% e Dell con il 17,7%.
E se da una parte la domanda consumer è calata, “quella dei PC aziendali è rimasta sostenuta per tutto il primo trimestre del 2019 nella maggior parte delle regioni chiave”.
L’aggiornamento dei PC, guidato da Windows 10, è stato una forza trainante nella crescita dei PC aziendali negli ultimi tre anni, ma Gartner prevede che il 2019 sarà l’ultimo anno in cui le consegne saranno influenzate dal passaggio all’ultimo SO di Microsoft.

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Via G. Mazzini 2
Borgosatollo

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:30
Martedì 09:30 - 17:30
Mercoledì 09:30 - 17:30
Giovedì 09:30 - 17:30
Venerdì 09:30 - 17:30

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