07/05/2026
DALLA SCRIVANIA
In Un Altro Studio il progetto è un atto culturale: non disegniamo solo segni, ma relazioni. Che si tratti di un museo, una biblioteca, un’istituzione o uno spazio rigenerato, non facciamo branding, ma costruiamo relazioni tra le persone e il loro mondo.
Il complesso dell’Abbazia di Pomposa offre l’opportunità di ridefinire la propria identità per rendere più accessibile e fruibile un luogo già straordinario. Il progetto non nasce dall’esigenza di inventare nuovi segni, ma dal desiderio di sostenere la lettura del sito attraverso dispositivi comunicativi — analogici e digitali — capaci di rendere l’esperienza più chiara, continua e coerente.
L’obiettivo è costruire un ambiente che dialoghi con il visitatore, accompagnandolo lungo un percorso che può estendersi per l’intera giornata e intrecciare storia, cultura e paesaggio naturale. Per questo immaginiamo un sistema identitario aperto, in grado di includere e riconoscere tutti i luoghi del complesso: non solo quelli monumentali, ma anche gli spazi naturali e di attraversamento.
Il linguaggio progettuale si compone di strutture leggere e riconoscibili, in parte realizzate con materiali di recupero, capaci di inserirsi nello spazio con una presenza contemporanea, discreta e rispettosa del contesto. Piccole architetture metalliche, tra loro in relazione, sono disseminate nell’area esterna e costruiscono un nuovo livello narrativo: un sistema leggibile a colpo d’occhio che si appoggia al tessuto esistente, lo integra e restituisce al visitatore un insieme di segnali chiari, rassicuranti e coerenti.
Un progetto di identità visiva applicata alla segnaletica ha come scopo quello di semplificare e guidare l’esperienza di visita, sostenendola di fronte alla complessità e alla vertigine generate da tanta bellezza, in un’ottica di accessibilità e inclusione sempre maggiori.