18/06/2026
Dal 2025/2026 la legge dice che l'esame di maturità deve valutare anche il "grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità" di chi lo affronta, non solo conoscenze e competenze disciplinari.
È una previsione normativa forse troppo ambiziosa.
La maturità di una persona non si forma soltanto a scuola, e soprattutto non si misura in un colloquio di pochi minuti davanti a una commissione.
Dipende da relazioni, famiglia, contesto sociale, tempo: variabili che nessuna griglia di valutazione può contenere.
Cambiare nome ed estendere cosa l'esame dichiara di valutare è un intervento sulla forma.
La sostanza si costruisce altrove: nella qualità della relazione educativa durante l'anno, in una scuola che punta al benessere collettivo e che lavora davvero per essere accogliente, critica e aperta, non in un articolo di decreto.
Per te la parola maturità è adeguata per questi esami?