24/02/2020
24 FEBBRAIO 1950,
NASCE STEVE McCURRY
“Ragazza afgana” è la celebre fotografia scattata da Steve McCurry nel 1984.
È uno dei ritratti fotografici più famosi al mondo. Fu pubblicato sulla copertina di National Geographic nel giugno del 1985, lo scatto su pellicola Kodachrome, utilizzata per decenni da McCurry. Nel giugno 2009 la Kodak annunciò che avrebbe ritirato la pellicola dal mercato e chiese a McCurry di esporre le immagini dell’ultimo rullino. Queste sarebbero state donate al George Eastman House Museum di Rochester, New York.
Dal 1935 la Kodachrome ha fatto la storia della fotografia: utilizzata dai più grandi fotografi, specie quelli naturalisti, per l'altissima qualità dei dettagli e dei colori. La pellicola era destinata anche al grande pubblico, persino a coloro che si dedicavano alle immagini in movimento (8 mm.).
Il 30 Novembre 2010 era l’ultima data entro la quale le pellicole Kodachrome potevano essere inviate al trattamento presso i laboratori Kodak. Ricordiamo che in esse erano racchiuse tre pellicole in B/N e che i cromogeni venivano aggiunti in sede di sviluppo. In gergo, quelle DIA venivano definite a “sviluppo pagato”, perché all’atto di acquisto si pagava anche il processo chimico successivo.
La storia finisce giovedì 30 Dicembre 2010, a mezzogiorno (le 19 in Italia), quando è stato sviluppato l'ultimo rullino Kodachrome della storia, nell’unico laboratorio fotografico rimasto al mondo capace di mettere le mani su quella pellicola. Siamo a Parsons, nel Kansas, una cittadina di undicimila abitanti. Là si trova la Dwayne's Photo, che ha continuato ostinatamente a trattare Kodachrome.
Nelle settimane precedenti il 30 Dicembre, decine di fotografi, con migliaia di rullini, sono arrivati in quello sperduto angolo degli USA. Uno di questi era Jim DeNike, 53 anni, un ferroviere che ha pagato 15.798 dollari per far sviluppare 1.580 rullini per un totale di quasi 50 mila diapositive, tutte di treni.
Dwayne's Photo si è tenuto l’ultimo scatto, che ha riguardato una foto di gruppo, con tutto lo staff davanti all'ingresso del negozio.
Mosé Franchi