02/01/2015
Tra venti anni al massimo, di Avola rimarranno solo case abusive, stradoni inutili, aiuole abbandonate, alberi secchi e palazzine costruite sopra i resti archeologici.
Tutti noi cittadini non abbiamo alcuna cura di quello che abbiamo ereditato dal passato, da popoli che hanno costruito la nostra città nei secoli.
Oggi tutti a fare discorsi, discussioni; a scrollarsi di dosso le responsabilità o a puntare il dito; a farsi le foto con quello che rimane e andare a vedere le macerie, come pellegrini a La Mecca.
La verità è che la colpa è di tutti. E' della politica, che non si cura affatto di quello che abbiamo, ma solo di far pubblicare titoloni sui giornali, sul turismo e il rilancio "fantasma" della città; la colpa è della sovrintendenza, che ostacola con ogni mezzo i progetti di recupero, ma non si cura di ciò che è in serio pericolo; la colpa è dei giornali, che danno troppo poco spazio alle notizie sullo stato del nostro patrimonio paesaggistico e storico.
Ma la più grande colpa è di noi tutti cittadini, io per primo, che invece di muoverci in massa e sottoscrivere petizioni, fare manifestazioni, proteste, per salvare la tonnara, (se non restaurandola, quantomeno mettendola in sicurezza) ce ne siamo dimenticati, lasciando soltanto il clamore delle prime ore, che passerà appena ci saremo abituati al nuovo paesaggio del molo. E intanto tanti altri beni preziosi sono a rischio di scomparsa, come il Portale dell'Arena Moderna, o la Fontana delle Tartarughe (sita alla stazione) e noi continuiamo a fare clamore su ciò che non c'è più, fin quando cadrà il prossimo monumento cittadino, e allora, ancora una volta, non sarà colpa nostra!
Vincenzo Dugo