17/06/2026
Se il tuo cliente dà già per scontato che cederai sul prezzo, il problema non è lui.
Ero seduta in macchina fuori da un banco di materiale ITS, mentre aspettavo che arrivasse l’orario dell’appuntamento.
Non avevo niente di meglio da fare che guardare il titolare nel suo ufficio a vetri (se mi stai leggendo sai che sto parlando di te!).
Stava al telefono visibilmente innervosito, continuava a scattare in piedi e girare intorno alla scrivania..
Ad un certo punto nota che ero arrivata, mi fa un cenno come a dire: “arrivo che mi fumo una sigaretta!”
E dopo i saluti mi dice: “Devo richiamare un cliente. Gli ho fatto un prezzo e adesso mi dice che un altro gliene fa uno più basso."
Gli ho chiesto quanto stesse guadagnando su quell'ordine.
Ha alzato le spalle. "Poco. Ma non posso permettermi di perderlo."
Da lì in poi, mi racconta tutto: ormai pretendere lo sconto era diventato un automatismo per i clienti, ma anche concederlo era diventato praticamente la prassi.
I distributori ITS che stanno consolidando quanto costruito negli ultimi anni hanno smesso di rispondere così. Alcuni hanno iniziato a rifiutare ordini sottocosto.
Potrebbero anche subirli di tanto in tanto, ma hanno capito che certi clienti costano più che perderli.
Il punto è che sono pochi gli imprenditori che sanno cosa bisogna fare per liberarsi dalla zavorra della competizione a suon di sconti.
La risposta, ogni volta che ci lavoro, è la stessa.
Cosa si fa?
Si comincia guardando cosa succede tra la sede e la rete agenti.
E tra gli agenti e i clienti.
Quanto scorrono fluide le informazioni.
Quante si perdono nel passaggio e quante inefficienze impediscono realmente di fornire al cliente un servizio che non sia uguale a quello che offrono gli altri concorrenti in zona.