Kimo Srl

Kimo Srl Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Kimo Srl, Azienda di software, fraz. San Giovanni Battista, 82, Arcevia.

Siamo artigiani del software e ci sentiamo realizzati quando il nostro lavoro aiuta le imprese e le persone a migliorare la serenità e la qualità della loro vita, rendendo i loro processi aziendali più semplici, facili, snelli e veloci

08/08/2026

Eh si, alla fine è accaduto!
“Mi sono fatto il portale B2B da solo”.

Bene. Anzi benissimo: vuol dire che il mercato ha capito che la UI, la parte "che si vede", oggi la fa chiunque in pochi giorni.

Il punto è che il portale non è mai stato il problema.

Il problema è farlo dialogare con il gestionale,

con le logiche di listino,
con gli sconti a scaglioni e le scatole in omaggio sopra i 10 pezzi,
con le anagrafiche,
le descrizioni di prodotto,
le schede tecniche da tenere aggiornate,
che in un settore di distribuzione nessuno ha mai davvero voglia di mettere in ordine.

L’AI su questo non ti aiuta. Ti illude, che è diverso.

Il vero tema è: cosa succede il giorno in cui qualcosa si rompe?

Perché quando un gestionale cambia tracciato, quando un fornitore modifica un listino, quando serve un'integrazione che ieri non c'era, l'AI che ti ha scritto il codice non risponde al telefono.

E lì qualcuno deve rientrare in quel codice, capirlo, e sistemarlo.

Significa avere a disposizione una persona, che entra in un codice che non ha scritto lei e cerca di farlo funzionare.

Da zero, ogni volta.

Il portale lo fa chiunque, oggi, forse.

Tenerlo in vita nel tempo, quando cambia tutto intorno, è un altro lavoro.

Noi siamo quelli che sanno dove mettere le mani.

Noi siamo quelli che da 24 anni restano: quando decidi di cambiare le tue logiche di business, o quando cambiano loro indipendentemente da te.

Gabriele Ottaviani
Veronica Verona


29/07/2026

Ci sono due paure che frenano l'apertura di un portale B2B in edilizia, ferramenta e ITS.

Il titolare pensa: se do ai clienti la possibilità di ordinare da soli, i miei agenti troveranno il modo di sabotarlo…

L'agente pensa: se il cliente compra senza di me, non ci guadagno e perdo peso in azienda.

Sono paure ragionevoli, per ca**tà. Il problema è che nascono da un equivoco su cosa sia realmente un portale B2B.

Quando le provvigioni sugli acquisti da portale restano dell'agente, lui non ci perde proprio nulla.

Anzi: ci guadagna!
Evita una telefonata,
un giro in più in zona,
un'ora di macchina
per un ordine che il cliente avrebbe comunque fatto.

Quel tempo recuperato può iinvestirlo dove conta davvero.

Chi ordina rondelle, guaine o materiale elettrico di domenica sera da solo non sta tradendo l’agente.

Sta solo comprando nel momento in cui l'agente, semplicemente, non c'è.

Il giorno dopo quella relazione può concentrarsi su tutto quello che un portale non saprà mai fare:
- consigliare la soluzione giusta per un cantiere fuori standard,
- risolvere un problema tecnico,
- dare un parere che vale un preventivo.
Nelle nostre aziende clienti il portale funziona davvero e a spingerlo sono gli agenti stessi.

Perché sono loro i primi a fare due conti e a capire che possono seguire più clienti, con meno km addosso, senza lasciare sul tavolo un centesimo di provvigione.

La trasformazione digitale in questi settori si gioca lì: nella testa della rete commerciale, prima ancora che nel software.

Finché un agente guarda il portale come una minaccia, lo saboterà, in un modo o nell'altro, anche senza volerlo.

Nel momento in cui capisce che gli conviene, diventa il suo miglior alleato.

E a quel punto il cliente ha finalmente quello che voleva fin dall'inizio: comprare quando gli pare, e trovare la persona giusta quando gli serve davvero.

Veronica Verona
Gabriele Ottaviani


18/07/2026

Fra 5 anni avremo ancora bisogno dei nostri agenti?

È una domanda che Luca, titolare di una distribuzione ITS in Lombardia, non ha mai scritto da nessuna parte.

Non l'ha messa nell'ordine del giorno di nessuna riunione, ma ci pensa da mesi, ogni volta che guarda il costo della sua rete commerciale e poi guarda i margini che si assottigliano.

Ha undici agenti.

Li paga, li forma, li porta in fiera.

E si chiede quanto di quello che fanno ogni giorno potrebbe farlo una piattaforma e-commerce con un motore di ricerca decente e un chatbot che risponde alle domande tecniche alle undici di sera.

La risposta onesta è: una parte, sì, potrebbe tranquillamente farla la tecnologia.

Gli ordini ricorrenti, il materiale di consumo, il riordino dello stock che l'installatore fa ogni mese, sempre uguale (o quasi).

Quella parte già oggi potrebbe girare su una piattaforma senza che nessuno se ne accorga.

Anzi, probabilmente girerebbe meglio, più veloce, senza errori di trascrizione, e senza dover aspettare che l'agente sia libero e, soprattutto, ad ogni ora del giorno e della notte.

Quello che Luca ha capito nel tempo, però, è che i suoi migliori agenti non passano le giornate a fare quello.

I migliori passano le giornate ad accorgersi di cose.

Che quell'installatore ha cambiato il modo di lavorare e ha bisogno di un fornitore diverso da quello che usava.

Che quel cantiere ha una specifica fuori standard che nessun catalogo copre e qualcuno deve trovargli una soluzione.

Che quel cliente storico ha risposto in modo strano all'ultima visita e forse sta guardando altrove.

Queste cose non stanno nei dati.

Non le vede nessun algoritmo.

Le vede una persona che conosce il cliente da anni e sa distinguere una giornata storta da un segnale vero.

Il settore ITS nei prossimi cinque anni non eliminerà la rete vendita: selezionerà in modo brutale chi nella rete vendita sa fare solo una cosa, da chi sa sfruttare la tecnologia per automatizzare azioni che il cliente può fare da solo, così da dedicare tempo di miglior qualità alla relazione.

E si sa, il cliente predilige sempre la persona con cui si trova meglio, spesso indipendentemente dal prezzo.


Gabriele Ottaviani
Veronica Verona

[Intelligenza Artificiale] Magia o bugia?Scopri come la pensa il nostro Gabriele Ottaviani nel video realizzato dalla sq...
10/07/2026

[Intelligenza Artificiale] Magia o bugia?

Scopri come la pensa il nostro Gabriele Ottaviani nel video realizzato dalla squadra di Cultura Digitale all'AI Week di quest'anno.

Link nel 1° commento

Veronica Verona

17/06/2026

Se il tuo cliente dà già per scontato che cederai sul prezzo, il problema non è lui.

Ero seduta in macchina fuori da un banco di materiale ITS, mentre aspettavo che arrivasse l’orario dell’appuntamento.

Non avevo niente di meglio da fare che guardare il titolare nel suo ufficio a vetri (se mi stai leggendo sai che sto parlando di te!).

Stava al telefono visibilmente innervosito, continuava a scattare in piedi e girare intorno alla scrivania..

Ad un certo punto nota che ero arrivata, mi fa un cenno come a dire: “arrivo che mi fumo una sigaretta!”

E dopo i saluti mi dice: “Devo richiamare un cliente. Gli ho fatto un prezzo e adesso mi dice che un altro gliene fa uno più basso."

Gli ho chiesto quanto stesse guadagnando su quell'ordine.

Ha alzato le spalle. "Poco. Ma non posso permettermi di perderlo."

Da lì in poi, mi racconta tutto: ormai pretendere lo sconto era diventato un automatismo per i clienti, ma anche concederlo era diventato praticamente la prassi.

I distributori ITS che stanno consolidando quanto costruito negli ultimi anni hanno smesso di rispondere così. Alcuni hanno iniziato a rifiutare ordini sottocosto.

Potrebbero anche subirli di tanto in tanto, ma hanno capito che certi clienti costano più che perderli.

Il punto è che sono pochi gli imprenditori che sanno cosa bisogna fare per liberarsi dalla zavorra della competizione a suon di sconti.

La risposta, ogni volta che ci lavoro, è la stessa.

Cosa si fa?

Si comincia guardando cosa succede tra la sede e la rete agenti.

E tra gli agenti e i clienti.

Quanto scorrono fluide le informazioni.

Quante si perdono nel passaggio e quante inefficienze impediscono realmente di fornire al cliente un servizio che non sia uguale a quello che offrono gli altri concorrenti in zona.

12/06/2026

Mi stavo bruciando il palato con un caffè incandescente quando ho assistito ad una lezione di marketing di un ruvido installatore bergamasco nei confronti di un ragazzo al banco idraulico.

Faccio un passo indietro.

Settimana scorsa ero da un cliente, la formazione degli agenti non era ancora cominciata.

Stavo ingannando il tempo nello showroom assieme a Gabriele e a un caffè davvero troppo amaro, quando si apre la porta.

Entra un uomo sulla cinquantina. Camminata decisa, di chi non ha tempo da perdere.

Prende in mano il telefono e con le sue mani enormi cerca di aprire un link che il suo cliente gli ha mandato su whatsapp e dice:

"Fammi vedere questa. Ma dammi già l’ultimo prezzo senza tante b***e."
Il venditore guarda qualche minuto il pc. Poi gli fa un prezzo.

L'uomo annuisce. Non contratta nemmeno.

Poi fa la domanda vera:
"Quante ne hai in magazzino?"
Quattro. Le vuole tutte e quattro. Sul momento.

"Se settimana prossima settimane ho bisogno delle valvole di bilanciamento per completare l'impianto, le hai?"

Quel cliente stava tenendo una lezione di marketing nel settore idrotermosanitario senza volerlo.

Il prezzo lo dava per acquisito, una condizione minima, non un vantaggio.
Nel settore idrotermosanitario siamo stati bravi, negli anni, a livellarci sui prezzi.
Forse troppo bravi.

Il mercato ormai non premia più la convenienza (minimo sindacale per stare in piedi), ma la certezza delle informazioni.

Perché da queste dipendono pianificazione del lavoro e quindi capacità di livellare i costi del cantiere e aumentare salvaguardare il proprio margine.

L'installatore non ha tempo per sorprese.

Non può permettersi di scoprire a cantiere aperto che il pezzo non c'è, o che le specifiche tecniche erano incomplete.

Ogni errore che subisce lui, arriva al suo cliente finale.

[SHOWROOM] Quanti preventivi vengono realmente trasformati in ordini?La maggior parte degli showroom in Italia si limita...
01/06/2026

[SHOWROOM] Quanti preventivi vengono realmente trasformati in ordini?
La maggior parte degli showroom in Italia si limita a misurare il fatturato.
Per punto vendita e per venditore.

Non è abitudine consolidata invece parlare di tasso di conversione,
ovvero quanti preventivi vengono fatti e quanti di questi vengono trasformati in ordine.

Nell’articolo pubblicato su Commercio IdroTermoSanitario di questo mese il nostro Gabriele Ottaviani parla proprio di questo:

il preventivo non è un documento amministrativo,
ma uno strumento di vendita.

E quando viene inviato senza un metodo di gestione,
senza follow-up e senza una guida strutturata per il venditore,
rischia di diventare un’opportunità persa.

È proprio da questa consapevolezza che è nato Metodo Accademia:
la prima soluzione per venditori progettata specificamente per il mondo showroom,
sviluppato da Kimo insieme a L'Accademia dello Showroom.

Il fatto è che digitalizzare non significa semplicemente sostituire la carta con uno schermo.
Significa aiutare venditori, responsabili di showroom e imprenditori a governare il processo commerciale,
trasformando ogni contatto in un’opportunità concreta di fatturato.

Il futuro dello showroom passa da metodo, dati e tecnologia.
Se vuoi approfondire, trovi il link nel primo commento.

Gabriele Ottaviani
Veronica Verona
Andy Gee

28/05/2026

Mentre camminavo con Veronica tra gli stand dell’AI Week, di fronte all’ennesimo slogan vago del tipo “Cambiamo la tua azienda con l’IA”, ho provato un forte senso di scollamento dalla realtà.

Si parla di algoritmi futuristici come se fossero la panacea di ogni male, ma poi, confrontandomi ogni giorno con gli imprenditori del settore ITS e del materiale elettrico, mi scontro con uno scenario completamente diverso.

Come sottolineo in questo video, il mercato si sta concentrando nelle mani di pochi grandi player che fanno acquisizioni aggressive e hanno il capitale per spingere verso l'innovazione.

Di contro, le aziende tradizionali restano pericolosamente ancorate alla comfort zone dell'"abbiamo sempre fatto così".

Per questo molte reti commerciali continuano a muoversi come semplici “raccoglitori d’ordine”, focalizzati esclusivamente sul prezzo o sulla presentazione dell’offerta del momento.

Da qui parte un cortocircuito: tanto entusiasmo per la tecnologia spinge verso strumenti sempre più sofisticati, ma la base commerciale è rimasta indietro.

Non serve a nulla farsi impressionare da cosa può fare oggi l’intelligenza artificiale se non lavoriamo prima sui metodi e sugli approcci di vendita.

I nostri agenti sul campo devono avere gli strumenti digitali per fare upselling e cross-selling in modo proattivo, andando ad anticipare i bisogni del cliente e proponendo articoli complementari ancor prima che vengano richiesti.

Per questo motivo, credo che la vera urgenza per il nostro settore non sia rincorrere l’ultima novità di marketing, ma digitalizzare con buon senso i metodi di vendita tradizionali, trasformando i venditori da figure reattive a veri consulenti proattivi.

Gabriele Ottaviani
Veronica Verona

21/05/2026

[AI WEEK]
Siamo tornati da AI WEEK Milano con una convinzione ancora più forte: l’Intelligenza Artificiale ha senso solo quando produce valore reale.

Per i clienti. Per le vendite. Per il lavoro quotidiano delle persone.

Sul Maxi Stage, insieme ai nostri partner di Ellycode, abbiamo mostrato come stiamo integrando l’AI dentro il portale Kimo B2B.

Uno strumento progettato per aiutare i clienti B2B a lavorare meglio… e vendere di più.

Insieme a Elly abbiamo creato una chat conversazionale che non parte dalla ricerca articolo, ma dallo scopo del cliente.

Il cliente non deve sapere:
- il codice articolo,
- la marca e la serie/collezione,
- la categoria,
- il nome tecnico del prodotto.

Può semplicemente spiegare cosa deve fare.

Dietro quella risposta c’è un enorme lavoro di integrazione:
1. dati provenienti dai gestionali,
2. contenuti presenti nelle schede tecniche,
3. informazioni sparse in server e archivi aziendali,
e soprattutto il know how costruito in anni di esperienza sul campo.

Abbiamo insegnato all’AI a rispondere alle vere domande che un installatore o un professionista si pone ogni giorno:
- quale prodotto scegliere,
- cosa cambia tra due o più articoli,
- come risolvere un problema di spazio o dimensionamento,
- quali componenti servono per completare una soluzione,

fino ad accompagnarlo a riempire il carrello con un click.

Perché secondo noi il futuro dell’AI nel B2B è ridurre attrito, aumentare velocità e generare fatturato.

Un enorme grazie ai nostri partner di EllyCode, a Michele Aponte per la visione condivisa e per il percorso che stiamo costruendo insieme.

Perché “le innovazioni più importanti nascono dal fare sistema”.
Cit. Gabriele Granato

Grazie a DIANFLEX per essere stato protagonista della nostra case history.

Gabriele Ottaviani
Veronica Verona
Diego Zunino
Gianluca Di Mieri
GIOVANNI VARUZZA

[AI WEEK]Il 19 e 20 maggio saremo all’AI WEEK di Milano, uno degli appuntamenti di riferimento per l'innovazione tecnolo...
25/04/2026

[AI WEEK]

Il 19 e 20 maggio saremo all’AI WEEK di Milano, uno degli appuntamenti di riferimento per l'innovazione tecnologica in Italia. Sarà l’occasione perfetta per presentare in anteprima le nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale dedicate ai professionisti del settore.

Sul palco, ospite del nostro partner Elly code, salirà l’amministratore di Kimo Gabriele Ottaviani, per mostrare le novità nell’utilizzo del portale Kimo B2B.

Nei prossimi giorni inizieremo a svelare tutti i dettagli.


Michele Aponte

Indirizzo

Fraz. San Giovanni Battista, 82
Arcevia
60011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00

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