17/02/2026
C'era una volta... chissà cosa sarà domani ❤🎶🙏
Correva l'anno 2008 e questa immagine di Villa Monteleone (già Villa Gigia Macario) accompagnava la primissima campagna pubblicitaria di MAG Studio , la mia agenzia di comunicazione.
Il payoff riportava "Prova ad Immaginare”, c’era entusiasmo e tanta curiosità: ancora una volta scommettevo su me stesso, sulla mia inguaribile voglia di crederci sempre, anche e soprattutto davanti alle sfide più difficili.
Riuscii ad intercettare dei fondi regionali (POR-Puglia 2006), mi recai in banca e chiesi un prestito per ristrutturare l’intero primo piano della Villa di famiglia. Avevo scelto nuovamente la mia “sede di condivisione” proprio lì dove avevo trascorso gran parte del mio tempo tra studi e musica e dove avevo vissuto con i miei genitori Flora e Tanino, ma anche con i nonni Luigi (il Commendatore) e Chiara, gli zii, i cuginetti, gli amici.
Eh già, non solo parenti ma anche amici, tanti amici!! L’ho sempre concepita così quella Villa, nel mio cuore come nella mia testa, con tanta “vita e voglia di stare insieme”.
Negli anni 70, in estate, si giocava a nascondino fino a tardi, nel giardino circostante; mentre sul retro, nel cortile, le partite di calcetto pomeridiane erano all’ordine del giorno ed avevamo persino le porte… quella del garage da un lato e poi il cancello verde dall’altro, tra le due colonne antiche che delimitavano la proprietà.
In cantina invece, negli 80 e 90, si faceva musica insieme, si fabbricavano sogni… e non sto qui a dirvi quante band e quanti musicisti hanno potuto condividere quegli spazi.
Son passati da qui persino i miei “fratelli” Poohlover, per qualche mese, in una stanza del primo piano, esattamente dopo quel primissimo “Live in Adelphia” del Settembre 2005, giusto in tempo per “scaldare i motori” ed essere prontissimi per l’esibizione davanti ai mitici POOH (Ponte di Legno - Febbraio 2006).
Ma in quella gelida serata del 17 Febbraio 2008, alle ore 19:30 circa, il paese di Adelfia sembrava essere completamente deserto.
I comunicati stampa, gli articoli sui giornali, le newsletter, i manifesti 6x3… non avevano forse sortito alcun effetto.
Mi affacciai lì dov’è il cancello d’ingresso principale della Villa, quello posizionato su Via Vittorio Veneto: sostai per una decina di minuti… non ci fu traccia di un passante, faceva davvero tanto freddo…
Le “padelle romane” accese resistevano al vento e indicavano il percorso lungo il viale del giardino. Lasciai il cancello e cominciai a percorrere quel viale… per un attimo pensai al più classico e naturale dei “flop”… e invece no, da lì a poco, cominciarono ad arrivare centinaia su centinaia di visitatori, da ogni dove…
Non avevo mai visto tanta di quella gente… in quella Villa!!
- Gianni Mennuni -