06/05/2026
Insieme al collega Gerolamo Cangiano, ho presentato un’interrogazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze sui cosiddetti “velocizzatori fiscali”, strumenti tecnologici utilizzati nella gestione e trasmissione dei corrispettivi.
Detto in modo semplice: quando si parla di dati fiscali, ricevute e corrispettivi, non possono esserci scorciatoie né zone grigie.
Il sistema deve funzionare attraverso strumenti certificati, tracciabili e controllati dall’Agenzia delle Entrate, perché sono in gioco tre cose fondamentali: legalità fiscale, sicurezza dei dati e concorrenza leale.
Chi lavora rispettando le regole non può essere penalizzato da chi utilizza sistemi non certificati, non autorizzati o comunque opachi.
La segnalazione è arrivata anche dal Comitato Anti-Elusione Tecnologica POS-RT, che ha posto all’attenzione delle istituzioni alcune criticità legate alla diffusione di soluzioni tecnologiche non pienamente tracciabili nel ciclo dei corrispettivi.
Per questo abbiamo chiesto al Governo di fare chiarezza e di verificare se siano necessari interventi per tutelare gli operatori corretti e garantire regole uguali per tutti.