13/05/2013
Sdraiato sul bagnoasciuga ascoltavo il rumore del mare.
Il sole del primo mattino si affacciava sul mondo quasi volesse riscaldare il freddo lasciato dalla notte.
Accanto a me una tavola da serf, da sempre compagna d'avventure.
Sognavo quell'onda da sempre...il serf era la mia più grande passione.
Spesso fantasticavo sulla famosa "onda perfetta", così la chiamavano gli abitanti del posto, e immaginavo come potesse essere cavalcare quell'onda: lambire la superficie del mare avendo la sensazione di camminare, quasi volare...sulla mia passione...lasciandomi trasportare da una forza della natura, ma allo stesso tempo usando la forza di un uomo, la mia.
Ciò che mi affascinava del serf era la solitudine, il sentirsi un essere talmente fragile dinanzi ad un'immensa forza della natura qual era il mare.
Ho sempre creduto che per serfare occorresse essere folli, e io lo ero abbastanza.
Sono caduto tante volte per poter imparare a non cadere, ho provato a rialzarmi più volte per poter imparare a rialzarmi.
Una continua lotta di equilibri e stati d'animo.
Spinto da un'innata voglia di vivere, combattere, lottare contro le avversità.
L'essere giovane e forte ti spinge molto spesso a rischiare, senza alcuna paura.
Consideravo quell'onda come un traguardo...una sorta di sfida con il mio vero io, come se volessi mettermi alla prova.
Un braccio di ferro, senza un reale vincitore.
Tutt'un tratto sentii qualcosa di strano dentro me, come un presentimento...
Improvvisamente volsi il mio sguardo verso il mare..."Eccola!!! L'onda perfetta!!! Ora è qui, di fronte a me...sento il sangue bollire nelle vene, il cuore palpita e la mente libera da ogni pensiero.
La forza nel corpo, lo spirito giusto, il sole perfetto.....voglio cavalcarla fino all'ultima cresta, sentire il brivido di chi finalmente sta per realizzare il suo sogno...sono pronto, e tu ora sei mia..."