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La tecnologia migliore, spesso, è quella a cui non dobbiamo pensare.Una rete che funziona. Un accesso che viene gestito ...
24/09/2026

La tecnologia migliore, spesso, è quella a cui non dobbiamo pensare.

Una rete che funziona. Un accesso che viene gestito correttamente. Un problema individuato prima che diventi un problema. Una scelta tecnica che, anche a distanza di mesi, può essere ricostruita e verificata.

È il lavoro quotidiano di Alessio Sopranzi e Tommaso Vezeni, reparto IT di Intrawelt.

Dal 2024 hanno lavorato su oltre 150 interventi che attraversano rete, sicurezza, server, sistemi, accessi e intelligenza artificiale, accompagnando anche la crescita di scenia® fin dalle sue prime fasi.

Ma parlando con loro emerge un punto interessante: il risultato più importante non è avere un’infrastruttura semplicemente più veloce. È avere più controllo.

Sapere cosa accade, intervenire quando serve, documentare le decisioni e costruire sistemi capaci di evolvere senza perdere solidità e leggibilità. Lo stesso approccio vale per la sicurezza, che non dipende da una singola soluzione ma da livelli diversi di protezione, procedure e attenzione quotidiana.

Ed è un principio che arriva fino a scenia®: una piattaforma che lavora con documenti e dati dei clienti deve poggiare su fondamenta solide, verificabili e costruite per durare.
Il risultato, per chi lavora con Intrawelt, Alessio e Tommaso lo riassumono con una parola: tranquillità.

Nel carosello abbiamo raccolto le prime 5 domande per raccontare una parte di Intrawelt che difficilmente si vede, ma sulla quale si costruisce molto di ciò che facciamo ogni giorno.

Scorri per entrare dietro le quinte della nostra infrastruttura.
E non abbiamo ancora finito: part 2 coming soon.

22/09/2026

In 35 anni abbiamo visto cambiare molte cose.

Abbiamo visto evolvere mercati, linguaggi, esigenze e modi di comunicare. E abbiamo imparato che stare al passo non significa reagire a ogni novità, ma saper riconoscere quali trasformazioni meritano davvero di cambiare il nostro modo di pensare e di lavorare.

Le evoluzioni più importanti di Intrawelt sono sempre arrivate così: osservando il contesto, facendoci domande, mettendo in discussione ciò che poteva essere migliorato e conservando ciò che continuava ad avere valore.

Negli ultimi anni questo processo ci ha portati a guardare Intrawelt con occhi nuovi. Sono cresciute le competenze, si sono ampliate le prospettive e anche il nostro modo di interpretare il ruolo di un Language Service Provider è diventato più ampio.

Era naturale che, prima o poi, cambiasse anche il modo di raccontarlo.

Non perché 35 anni di storia avessero bisogno di essere riscritti, ma perché ciò che siamo oggi meritava una forma capace di rappresentarlo meglio.

Una nuova identità sta prendendo forma.
E da ora iniziamo a mostrarvela, un dettaglio alla volta.

Non tutto ciò che può essere automatizzato dovrebbe esserlo. La vera domanda non è quante attività possiamo affidare all...
17/09/2026

Non tutto ciò che può essere automatizzato dovrebbe esserlo. La vera domanda non è quante attività possiamo affidare all’intelligenza artificiale.

È quali. E soprattutto: secondo quali criteri?

Nella seconda parte della nostra conversazione con Attilio Trovato, Digital Transition Manager di Intrawelt, spostiamo il focus dalla tecnologia alle persone che devono sceglierla, utilizzarla e governarla.

Parliamo dell’evoluzione delle competenze linguistiche, dell’utilizzo di AI non tracciata nei processi aziendali, dei limiti dei sistemi generativi nei contesti più sensibili e di cosa significhi introdurre realmente una nuova tecnologia all’interno di un team.

Il punto di vista di Attilio è chiaro: la tecnologia genera valore quando aumenta la capacità delle persone di lavorare, valutare e decidere. Non quando le esclude dal processo.
È anche il principio alla base dello Human-in-the-Loop di scenia®.

→ Scorri il carosello per leggere le cinque domande.

La trasformazione digitale non inizia quando un’azienda adotta l’AI. Inizia quando cambia il modo in cui decide di utili...
15/09/2026

La trasformazione digitale non inizia quando un’azienda adotta l’AI. Inizia quando cambia il modo in cui decide di utilizzarla.

Per Intrawelt questo non ha significato abbandonare competenze linguistiche consolidate per inseguire una nuova tecnologia.
Ha significato capire come integrarla.

È uno dei compiti di Attilio Trovato, Digital Transition Manager di Intrawelt, una figura nata proprio dall’incontro tra competenze linguistiche e tecnologiche.

Gli abbiamo fatto cinque domande per capire cosa accade quando la transizione digitale entra davvero nei processi di un Language Service Provider.

Dalla ricerca e sviluppo che ha portato alla nascita di scenia®, fino al rapporto tra AI generalista, dati, competenze specialistiche e Human-in-the-Loop.

Perché innovare non significa sostituire ciò che funziona.
Significa costruire strumenti capaci di farlo funzionare meglio.

Nel carosello abbiamo raccolto cinque passaggi della nostra conversazione.

Più corto = più engagement? Non proprio.Sui social siamo abituati a pensare che, per conquistare l’attenzione, un conten...
10/09/2026

Più corto = più engagement? Non proprio.

Sui social siamo abituati a pensare che, per conquistare l’attenzione, un contenuto debba essere sempre più breve, immediato, veloce da consumare. Ma i dati raccontano qualcosa di più interessante.

Uno studio pubblicato nel 2026 su Technological Forecasting & Social Change ha analizzato circa 67 milioni di contenuti, pubblicati da oltre 1.100 fonti di informazione su Facebook, Instagram, Reddit e YouTube tra il 2015 e il 2024.

I contenuti brevi sono quelli pubblicati più frequentemente. Eppure, non sono quelli associati al maggiore engagement.

La questione, quindi, non sembra essere semplicemente quanto scriviamo. È quanto ciò che scriviamo sia rilevante per chi ci legge.

Questo è un principio in cui ci riconosciamo anche nel modo di comunicare di Intrawelt.

Traduzione, interpretazione, localizzazione, AI, qualità e gestione dei contenuti sono temi complessi. Ridurli a formule veloci può renderli più semplici da consumare, ma non necessariamente più utili da comprendere.

Per questo scegliamo di raccontare anche i processi, spiegare le differenze, approfondire le trasformazioni del settore e condividere gli elementi necessari per permettere a chi ci legge di formarsi un’opinione più consapevole.

Non significa scrivere lungo a tutti i costi, ma dare lo spazio corretto ad ogni argomento e far sì che le persone abbiano un motivo per continuare a leggere.

Perché l’attenzione non si conquista soltanto togliendo parole.

Qualche mese fa parlavamo di AI Slop. Oggi il tema sta diventando molto più concreto.I social hanno introdotto la possib...
08/09/2026

Qualche mese fa parlavamo di AI Slop. Oggi il tema sta diventando molto più concreto.

I social hanno introdotto la possibilità di segnalare i contenuti che sembrano prodotti dall’AI senza un reale contributo umano. Anthropic, invece, sta lavorando sulla riconoscibilità dei testi generati da Claude attraverso un watermark invisibile e rilevabile.
Due risposte diverse allo stesso problema: mentre aumenta la quantità di contenuti prodotti con l’intelligenza artificiale, crescono anche le domande sulla loro qualità, provenienza e trasparenza.

Ma sapere che un contenuto è stato generato dall’AI risolve solo una parte della questione.
Un watermark può aiutarci a riconoscerne l’origine. Non può dirci automaticamente se quel contenuto sia corretto, pertinente, coerente con il contesto o adeguato all’utilizzo che ne verrà fatto.

Ed è qui che torniamo a un tema che avevamo affrontato nel nostro webinar dedicato all’AI Slop.
Il problema non è la presenza dell’AI nel processo. È l’assenza di governance.
Tutto questo significa sapere quali strumenti vengono utilizzati, con quali dati e per quali finalità. Significa definire il contesto in cui lavorano, controllare gli output e stabilire dove sia necessaria una supervisione professionale.

È lo stesso principio che applichiamo in scenia®, dove l’AI non opera come strumento isolato ma all’interno di workflow strutturati, insieme a knowledge base dedicate, risorse linguistiche validate e Human-in-the-Loop.

Perché produrre contenuti è diventato più semplice. Produrre contenuti affidabili, rilevanti e governati resta un’altra cosa.

Nel webinar dedicato all’AI Slop ne abbiamo parlato insieme al Prof. Emanuele Frontoni, Attilio Trovato, Alessia Nasini e Francesco Alborino.
Riguarda l’approfondimento completo al link qui sotto: https://webinar.scenia.it/

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Ci sono momenti in cui guardare la vetta è la cosa meno utile da fare.Un free climber raccontava che durante le salite p...
03/09/2026

Ci sono momenti in cui guardare la vetta è la cosa meno utile da fare.

Un free climber raccontava che durante le salite più difficili smetteva di pensare a quanto mancasse all’arrivo.
Non guardava il precipizio, non calcolava la distanza percorsa, ma si concentrava solo ed esclusivamente su una cosa sola: dove mettere la prossima mano.

A pensarla così sembrerebbe un’immagine semplice, ma dice molto su come affrontiamo la complessità.
Possiamo chiamarlo “essere torcia”: restringere il campo, illuminare il passaggio che abbiamo davanti e prendere la decisione giusta prima di affrontare quella successiva.
Succede anche nei processi aziendali.

Quando aumentano contenuti, lingue, persone, strumenti e livelli di controllo, la tentazione è cercare una soluzione capace di risolvere tutto insieme. Ma spesso è proprio lì che il processo si complica.

Serve invece scomporlo e quindi capire cosa può essere automatizzato e cosa invece necessita di una verifica più approfondita, quali informazioni sono necessarie e quando far entrare in gioco una competenza specialistica.

È anche uno dei principi su cui abbiamo costruito scenia®: non applicare la stessa risposta a ogni contenuto, ma configurare il workflow in funzione di ciò che serve davvero, passo dopo passo.

Perché raggiungere risultati complessi non significa necessariamente correre di più.
Significa sapere dove mettere la prossima mano.

Se un contenuto è stato generato dall’AI, dovremmo poterlo riconoscere?Sempre più spesso, la risposta è sì.Dal 2 agosto,...
01/09/2026

Se un contenuto è stato generato dall’AI, dovremmo poterlo riconoscere?
Sempre più spesso, la risposta è sì.

Dal 2 agosto, con l’applicazione dei nuovi obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act, la riconoscibilità dei contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale è diventata un tema ancora più concreto.

Non solo etichette visibili, infatti per determinati sistemi e contenuti, si parla anche di marcature leggibili dalle macchine, capaci di lasciare una traccia della loro origine artificiale.

Anthropic, ad esempio, sta applicando ai testi generati da Claude un watermark invisibile: un pattern non percepibile durante la lettura, ma rilevabile attraverso strumenti dedicati.

È un passaggio interessante che apre però il terreno ad una domanda ancora più importante: riconoscere che un contenuto è stato prodotto dall’AI significa poterci fidare di quel contenuto?
Non necessariamente.

Una filigrana può aiutarci a comprenderne la provenienza.
Non ci dice se le informazioni siano corrette, se il contesto sia realmente quello giusto o ancora se l’output sia stato verificato e sia adeguato alla sua destinazione d’uso.
In questo senso, la trasparenza è solamente un primo passo.

La governance è ciò che viene dopo.
Significa sapere quali strumenti utilizziamo, quali dati affidiamo loro, con quali finalità e dove è necessario mantenere un controllo professionale.

È un principio che applichiamo anche in scenia®: l’AI non come strumento isolato, ma come parte di un processo governato.

Perché rendere riconoscibile l’AI è importante, ma sapere come utilizzarla lo è ancora di più.

28/08/2026

La nostra identità non cambia per inseguire il futuro.
Cambia perché il futuro è già entrato nel nostro modo di lavorare.

Negli ultimi anni Intrawelt ha ampliato il proprio approccio, integrato nuove competenze e sviluppato soluzioni capaci di rispondere a una gestione dei contenuti multilingue sempre più complessa.

Sono cambiati gli strumenti, i processi e le esigenze delle aziende. È cambiato anche il modo in cui interpretiamo il nostro ruolo: non soltanto tradurre, ma aiutare le organizzazioni a governare tecnologia, contenuti e competenze.

Ora questo percorso sta per trovare una nuova espressione.
Una nuova identità, capace di raccontare ciò che Intrawelt è oggi e la direzione verso cui sta andando.

Non si tratta di cambiare ciò che siamo, ma di renderlo più chiaro, riconoscibile e contemporaneo.

Intrawelt sta evolvendo.
A settembre inizieremo a mostrarvi come.

Se stai scegliendo un partner per gestire i contentuti multilingue e organizzare un piano di localizzazione soltanto in ...
25/08/2026

Se stai scegliendo un partner per gestire i contentuti multilingue e organizzare un piano di localizzazione soltanto in base al prezzo per parola/cartella/battuta, stai confrontando il parametro sbagliato.

Il mercato non aspetta che tutte le versioni siano finalmente allineate.

Partiamo da un esempio concreto: se un prodotto cambia, il sito deve essere aggiornato e di conseguenza anche il catalogo. Poi ci sono schede tecniche, presentazioni, contenuti marketing e comunicazioni commerciali.

Tutto in più lingue.
Su più canali.
Con scadenze diverse.

Ed è spesso qui che il classico “poi allineiamo le altre versioni” inizia a creare problemi: i file si moltiplicano, le revisioni si sovrappongono, ma soprattutto la terminologia utilizzata cambia da un contenuto all’altro, perdendo di coerenza.
E così un aggiornamento semplice diventa un lavoro da ricostruire ogni volta.

Le aziende oggi non hanno soltanto bisogno di tradurre più velocemente. Hanno bisogno di mantenere sincronizzato ciò che comunicano.

Con scenia®, contenuti, terminologie e risorse linguistiche vengono gestiti all’interno di un processo integrato, dove le knowledge base conservano il contesto e le risorse validate mantengono una coerenza lungo tutto il percorso.
L’AI e le sue potenzialità vengono utilizzate per accelerare le attività automatizzabili, ma c’è sempre una supervisione professionale che interviene dove serve maggior controllo.

Il risultato?
Meno rilavorazioni.
Aggiornamenti più rapidi.
Più coerenza tra mercati, lingue e canali.

Perché espandere la propria comunicazione non dovrebbe significare rincorrerne continuamente le versioni.

Scopri con una demo come scenia® può rendere più integrata la gestione dei tuoi contenuti multilingue.

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