Ticino7

Ticino7 Settimanale distribuito il sabato con il quotidiano laRegione.

Ticino7 tratta tematiche e racconta storie legate al territorio della Svizzera italiana, ma non solo!

In posta, in banca, al cinema (forse meno), alla cassa del supermercato: a tutti sarà capitato di dover fare la coda, in...
27/04/2026

In posta, in banca, al cinema (forse meno), alla cassa del supermercato: a tutti sarà capitato di dover fare la coda, in attesa del proprio turno… Che sia per le bollette (sempre meno) o per acquistare l’ultimo gingillo di grido in edizione limitata, stare incolonnati può essere un fastidio, ma anche un momento di socializzazione con le sue regole di convivenza.

Articolo di Mariella Dal Farra

Home / Ticino7 / Antropologia dello stare in filaAntropologia dello stare in fila DiMariella Dal Farra 26/04/202626/04/2026 Il fenomeno psicologico della FOMO ci fa metter in code infinite per un acquisto… Al contempo può rivelarsi un momento di socializzazione Di Mariella Dal Farra In posta, in ...

«Tornerò qui, quando sarò grande, con mio cugino e farò un trekking sul ghiacciaio. Saremo come Shackleton e cercheremo ...
22/04/2026

«Tornerò qui, quando sarò grande, con mio cugino e farò un trekking sul ghiacciaio. Saremo come Shackleton e cercheremo la chimera patagonica: testa di puma, ali di condor e coda di guanaco», dice P., cinque anni e un buon passo nelle gambe (quando vuole), mentre avanziamo nel dedalo chilometrico di passerelle che permettono ai turisti di ammirare da più angolazioni il Perito Moreno, monumentale ghiacciaio nella Patagonia argentina.

Articolo e foto di Clara Storti

Home / Ticino7 / Perito Moreno. Un’avventura ‘re bárbara’Perito Moreno. Un’avventura ‘re bárbara’ DiClara Storti 19/04/202619/04/2026 Con occhi di bambino, alla scoperta del ghiacciaio nella Patagonia argentina, minacciato come numerosi ecosistemi del Paese da una modifica di legge Di ...

Dalle vignette sui robot che graziano chi è stato gentile con loro alla guerra in Iran: le IA sono diventate parte della...
20/04/2026

Dalle vignette sui robot che graziano chi è stato gentile con loro alla guerra in Iran: le IA sono diventate parte della macchina militare senza bisogno di ribellioni fantascientifiche. E la realtà si è confermata più inquietante del nostro immaginario.

Articolo di Ivo Silvestro

Home / Ticino7 / L’intelligenza artificiale e l’arte della guerraL’intelligenza artificiale e l’arte della guerra DiIvo Silvestro 19/04/202619/04/2026 Le IA sono diventate parte della macchina militare senza bisogno di ribellioni fantascientifiche Di Ivo Silvestro Dalle vignette sui robot ch...

Immaginiamo di tenere tra le mani una tazza di cioccolata calda. Per raffreddarla utilizziamo il respiro: inspiriamo pro...
13/04/2026

Immaginiamo di tenere tra le mani una tazza di cioccolata calda. Per raffreddarla utilizziamo il respiro: inspiriamo profondamente dal naso ed espiriamo lentamente dalla bocca, lasciando che il soffio la raffreddi poco alla volta. Attenzione però a non soffiare troppo forte, altrimenti la cioccolata potrebbe debordare e rischieremmo di scottarci. È con immagini ed esercizi semplici e concreti come questo che la mindfulness viene spiegata e praticata con i bambini. Proprio recentemente questa pratica di consapevolezza ha iniziato a entrare anche nelle scuole. Un progetto pilota è stato avviato due anni fa nella scuola dell’infanzia e nelle Elementari di Arbedo-Castione dalle docenti promotrici Alessandra Decarli Giang e Sabrina Minola, che nel frattempo lo hanno portato anche in altre sedi scolastiche del cantone.

Articolo di Katiuscia Cidali

Home / Ticino7 / Mindfulness a scuola. Tra respiro ed emozioniMindfulness a scuola. Tra respiro ed emozioni DiKatiuscia Cidali 05/04/202605/04/2026 Con Alessandra Decarli Giang e Sabrina Minola scopriamo ConosciAMOci, un percorso formativo per docenti da applicare in classe Di Katiuscia Cidali Quest...

Le foglie giocano con la luce sul marciapiede della scuola. Macchie circolari che tremolano, spariscono, riappaiono. Un ...
02/04/2026

Le foglie giocano con la luce sul marciapiede della scuola. Macchie circolari che tremolano, spariscono, riappaiono. Un bimbo piange in silenzio su un gradino, la madre gli porge un fazzoletto. I piedi uniti nelle scarpette da ginnastica bianche. Un ragazzo vende spremute, un signore dolcetti, sul suo sgabellino. Genitori e venditori, bambini che si trattengono nell’atrio, che escono. Venti metri quadri di marciapiedi. Venti metri della città di Salta che, spuntati i fiori del lapacho e della jacaranda, assume a mezz’aria un colore tra giallo scuro, rosa e violetto. Fra poco la vegetazione troverà ogni tono di verde. Soprattutto il cerro. Salta è circondata da una bassa cordigliera che la raccoglie e la protegge. Scorgi la montagna alla fine di una strada, nel verde che cambia con la luce. I monti come una difesa senza punte, senza cime. Una difesa disarmata.

Martel è nata nel 1966 a Salta, in Argentina. ‘La ciénaga’ (2001), è il suo primo lungometraggio e anche il primo capitolo della trilogia salteña con ‘La niña santa’ e ‘La mujer sin cabeza’, presentati a Cannes (2004 e 2008). La regista è stata presidente della giuria alla Mostra del cinema di Venezia nel 2019 e il Locarno Film Festival ha premiato il suo ‘Chocobar’ nel 2020 come miglior progetto internazionale che è germinato in ‘Nuestra tierra’, presentato a Venezia lo scorso anno.

Articolo di Marco Stracquadaini

Home / Ticino7 / Lucrecia Martel. Una difesa disarmataLucrecia Martel. Una difesa disarmata DiMarco Stracquadaini 29/03/202629/03/2026 Intervista con la regista argentina, premiata nel 2020 a Locarno per il progetto ‘Chocobar’ germinato nel suo ultimo film ‘Nuestra tierra’ (2025) Di Marco St...

Arrivi che Malacca è un nome, fortemente evocativo, che sa di pirati, spade affilate, mercanti, avventure alla Salgari. ...
30/03/2026

Arrivi che Malacca è un nome, fortemente evocativo, che sa di pirati, spade affilate, mercanti, avventure alla Salgari. Te ne vai ed è diventata un colore: rosso, rosso acceso, rosso mattone, rosso Malacca, appunto.
C’è qualcosa di ipnotico nella piazza cittadina, un magnetismo tutto suo dovuto al colore dello Stadthuys, il palazzo comunale, costruito nel 1650, in cui per oltre tre secoli si è succeduto il potere, che fosse olandese, inglese, giapponese e infine malese. Rosso è il museo accanto, rossa la torre dell’orologio al centro della piazza, rossa la chiesa (con la grossa scritta bianca “Christ Church Melaka 1753” a fare da contrasto) e i palazzi accanto.
Tutto quel riverbero quasi accecante ti dice “a me gli occhi”. E gli occhi, per una volta, non sembrano solo vedere un colore, ma toccarlo, scontrarcisi, sentirne la consistenza. Difficile staccarsi, pensare che ci possa essere qualcosa di meglio da vedere nei paraggi. Il rosso Malacca è una sorpresa dei sensi che ti fa pensare a come possa essere la meraviglia di qualcuno che ha vissuto tutta una vita in bianco e nero e all’improvviso scopre i colori.
Resti lì, imbambolato, a contemplare i confini della percezione che si spostano più in là.

Articolo e fotografie di Roberto Scarcella

Home / Ticino7 / Rosso Malacca, estasi del coloreRosso Malacca, estasi del colore DiRoberto Scarcella 29/03/202629/03/2026 C’è qualcosa di ipnotico nella piazza cittadina, un magnetismo tutto suo dovuto al colore: un riverbero quasi accecante che ti dice “a me gli occhi” Di Roberto Scarcella ...

Atterrato a Singapore avrei potuto prendere una multa quando ancora, tecnicamente, non ero uscito dall’aeroporto. La vio...
23/03/2026

Atterrato a Singapore avrei potuto prendere una multa quando ancora, tecnicamente, non ero uscito dall’aeroporto. La violazione? Aver bevuto acqua da una bottiglietta di plastica sul vagone della metropolitana che mi stava portando in centro. Fanno dai 150 ai 500 dollari di Singapore (tra i 90 e i 300 franchi). Al primo sorso, una signora mi ha guardato come se stessi strangolando un gatto. Al secondo ho sentito attorno a me lo stesso disagio di chi si ritrova a condividere lo spazio con un uomo n**o. Ma giuro che ero vestito. Il terzo non c’è stato, perché ho dato un’occhiata alle regole appiccicate accanto al finestrino e capito che non si può bere nemmeno l’acqua sulla metro di Singapore.

E così ho messo via la bottiglia immaginando che non l’avrei comunque scampata, che uno dei miei compagni di viaggio fosse un agente in borghese messo lì per far rispettare i centomila divieti locali…

Articolo e fotografie di Roberto Scarcella

Home / Ticino7 / Singapore, la capitale dei divietiSingapore, la capitale dei divieti DiRoberto Scarcella 15/03/202615/03/2026 Eccomi sull’isola città-stato nel sud della Malesia, centro finanziario e crocicchio multietnico… dove si paga una multa per bere acqua sulla metro Di Roberto Scarcella...

In una sala comunale del Canton Ticino, un’attrice danza con un padre invisibile, la cui figura è evocata attraverso un ...
20/03/2026

In una sala comunale del Canton Ticino, un’attrice danza con un padre invisibile, la cui figura è evocata attraverso un accenno mimico. Nel corso della rappresentazione, un pubblico decisamente coinvolto la ascolta raccontare una storia che parla di malattia e parole, di memoria e disgregazione.
Lei, Isabella Giampaolo, sulla scena si mostra estremamente padrona del mestiere; con un piglio deciso, come sospeso fra il femminile e il maschile, cattura l’attenzione di tutti. Mentre lo spettacolo va avanti, pochi altri elementi accompagnano il racconto: un busto bianco, uno scialle rosso, una lavagna, candidi coriandoli e barchette di carta.
Questo è ‘E tu chi sei?’, spettacolo sull’Alzheimer e la demenza presentato per la prima volta un paio di anni fa all’interno dell’iniziativa gARTen della Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro, e grazie al quale, con Isabella, ci diamo appuntamento per fare due chiacchiere.

Articolo di Daniele Bernardi

Home / Ticino7 / A colloquio con Isabella Giampaolo. Attrice, performer e artista visivaA colloquio con Isabella Giampaolo. Attrice, performer e artista visiva DiDaniele Bernardi 15/03/202615/03/2026 ‘Quando da piccola mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo: voglio emozionare le per...

Preparati, respira, stai per entrare in un luogo vivo. Spazio Fervida, dal latino fervĭdus (ardente, intenso, caloroso) ...
16/03/2026

Preparati, respira, stai per entrare in un luogo vivo. Spazio Fervida, dal latino fervĭdus (ardente, intenso, caloroso) e fervere (bollire, ardere), significa passione, energia e vitalità: questa intensità ha ispirato il nome dello spazio di Molino Nuovo a quattro artiste.
Fervida è atelier e luogo di produzione culturale. È un terreno comune dove le idee germogliano, si intrecciano e dialogano con chi lo attraversa, coltivando relazioni autentiche. Oggi conosciamo questo terreno con la voce di chi lo ha creato…

Articolo di KKeri Gonzato

Home / Ticino7 / Spazio Fervida. Libero luogo di creazione culturaleSpazio Fervida. Libero luogo di creazione culturale DiKeri Gonzato 15/03/202615/03/2026 Nel quartiere di Molino Nuovo a Lugano c’è uno spazio, messo in piedi da quattro artiste, di creatività, dialogo e comunità. Lo scopriamo. ...

Quando giocava a “chi vuoi essere da grande” era direttrice di banca (ode all’indipendenza economica), avvocata (ode all...
12/03/2026

Quando giocava a “chi vuoi essere da grande” era direttrice di banca (ode all’indipendenza economica), avvocata (ode alla giustizia) o maestra (ode all’educazione).

Oggi è consulente finanziaria e per lei la finanza permette di dar voce ai sogni e scrivere la propria storia di indipendenza economica.

La emozionano i tramonti e la risata di sua nipote Noemi, a cui ha dedicato il suo libro ‘Il potere dell’indipendenza. Guida per le donne alla libertà economica e personale’.

Articolo di Natascia Bandecchi

Home / Ticino7 / Il potere dell’indipendenza economica, secondo SoniaIl potere dell’indipendenza economica, secondo Sonia DiNatascia Bandecchi 08/03/202608/03/2026 Ama il basket, i viaggi e di mestiere è consulente finanziaria: Lombardo sa che il denaro è potente, perciò indirizza le persone ...

Piccole lezioni orticole (e di vita agreste indipendente) insieme a Marco Pagani, giornalista di Rete Due (RSI) con la p...
02/03/2026

Piccole lezioni orticole (e di vita agreste indipendente) insieme a Marco Pagani, giornalista di Rete Due (RSI) con la passione per l’orto. Ecco un calendario semiserio denso di lezioni d’esperienza: dal decotto all’aglio e peperoncino fino alla luffa delle spa, passando per la regola azteca e la farina di zeolite. Scopriremo che l’orto, tutt’altro che una romantica simbiosi, somiglia più a un terreno di battaglia all’ultima lu**ca, dove anche se non c’è pacifismo vige una gran voglia di collaborare.

Articolo di Valentina Grignoli.

Home / Ticino7 / Fare l’orto: una vera battaglia, ma che soddisfazioneFare l’orto: una vera battaglia, ma che soddisfazione DiValentina Grignoli 01/03/202601/03/2026 Fra lumaconi, afidi e parassiti, una guida alla preparazione delle piccole coltivazioni casalinghe per districarsi fra semi, terre...

I marciapiedi sono viscidi, ma chi nel momento del blackout si trovava a piedi in giro per il Quadrilatero, San Salvario...
17/02/2026

I marciapiedi sono viscidi, ma chi nel momento del blackout si trovava a piedi in giro per il Quadrilatero, San Salvario o Vanchiglia, adesso guarda in basso e non li vede più. Non vede più nulla, solo un buio profondo e c’è chi a tentoni ha cercato il pilastro di un portico o la base di un monumento e ci si è aggrappato, rimanendo immobile ad occhi chiusi, bisognoso di un riferimento solido. Pare di fluttuare nell’ignoto. È in corso una lotta fra la luce e il buio e ogni essere vivente sembra accorgersene. Nel buio pesto si perdono le tracce degli schiamazzi, che diventano bisbigli. Nessuno osa bucare quelle tenebre con effimeri fasci luminosi, per timore di guardarci dentro.

Gli elettricisti del comune non comprendono l’origine del guasto e non ne vengono a capo. Chiamati a un orario assurdo dall’ingegnere capo hanno raggiunto la centrale elettrica. Nessuna spia indicatrice, nessun fusibile esploso. Eppure né i lampioni sulle vie, né i comodini degli insonni sono illuminati nel raggio di chilometri. Gli elettricisti avvertono un inspiegabile senso di smarrimento. Loro, solitamente logici risolutori, si guardano attoniti.

Racconto e foto di Matteo Beltrami

Home / Ticino7 / L’ultimo canto del magoL’ultimo canto del mago DiMatteo Beltrami 15/02/202615/02/2026 Sono passate da alcuni istanti le 2 di notte, oggi Lui compie 98 anni. Respira forte. Bisbiglia antiche formule magiche… Di Matteo Beltrami Errare, o andare per via senza meta, è una rubrica...

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