21/07/2022
Chiesa di San Leonardo Abate a Colli a Volturno.
"L’edificio risale al XIV secolo, ma alcuni studi pregressi e la facciata che raffigura un labirinto unicursale, scoperto dallo studioso Franco Valente, ci spingono ad anticipare la sua datazione tra il IX e X secolo. La Chiesa ha assunto una posizione geografica strategica nel corso del Medioevo e dell’età moderna, rappresentando un cosiddetto luogo biolaicale, ovvero un centro di accoglienza per i forestieri e per i pellegrini. L’interno dell’edificio ospita il ciclo di affreschi datato e firmato da Pietro Brunetti (1719-27). Dal punto di vista iconografico la cupola rappresenta “la Gloria in Paradiso” e nei pennacchi i quattro santi evangelisti. Nelle cappelle laterali troviamo l’Adorazione dei Re Magi, l’Adorazione dei Pastori.
La Dottoressa Ester Incollingo, dell’associazione CISAV (Centro Indipendente Studi Alta Valle del Volturno), durante i suoi studi, afferma “Alcune informazioni riguardanti il ciclo di affreschi, venivano fornite da Don Lucio Ragozzino, attento studioso della storia dell’alta Valle del Volturno, tramite Lo Zampognaro Pellegrino del 1993. Nel contributo egli affrontava il tema delle rappresentazioni iconografiche delle zampogne nel Molise, fornendo un’accurata descrizione della scena dell’Adorazione dei Pastori, denominata anche Notte, in cui compare la figura, a quel tempo particolarmente insolita, proprio di uno zampognaro. Ho potuto constatare una analogia dal punto di vista iconografico e stilistico con quanto rappresentato nella Basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma tra il 1621 e il 1625 da Giovanni Lanfranco e il domenichino. Questo mi ha spinto a supporre l’utilizzo all’interno di questa Chiesa di alcuni modelli che sono stati impiegati per la decorazione della Chiesa romana circa un secolo prima. Non si tratta, in realtà, di un caso isolato, in quanto in Molise altri cicli pittorici hanno usufruito per la loro realizzazione di modelli e cartoni preparatori, e questo ci spinge anche a contrastare quell’idea di isolamento e di marginalità che dal 900 a questa parte è stata affidata anche alla produzione artistica della nostra Regione”. FONTE: SAPERI TERRITORIALIZZATI, CISAV a cura di Di Sandro M., Incollingo E., Ranieri Tomeo E., Rossi G.
Sulla facciata della chiesa, troviamo un labirinto, di dubbia provenienza.
Un contributo sul labirinto di Colli viene dato da uno scrittore e studioso di simbologie Giancarlo Pavat, il quale sostiene: "Per prima cosa è un labirinto “unicursale”. Ovvero (al contrario dei labirinti “multicursali”) ha un solo ingresso, un solo percorso ed una sola uscita, sempre al centro.
Dal punto di vista iconografico è classificabile come labirinto “classical” (o “cretese”) oppure “Baltico”. “Classico” o “cretese” in quanto è stato rinvenuto su monete o in mosaici greci e romani. “Baltico” perchè simili esemplari si trovano a centinaia sulle coste del Mar Baltico, in Germania, Russia, Paesi Baltici, Finlandia, Svezia, ma pure in Scozia ed in Norvegia. Tra l’altro gli esemplari più antichi finora accertati (risalgono alla preistoria) sono quelli presenti in Svezia, Finlandia e Russia 8in Russia sono studiati dagli archeologi soprattutto quelli della Carelia, della pen*sola di Kola, del Mar Bianco e dell’Arcipelago delle Solowetsky, datati a 3000 anni fa).
Mentre i labirinti “classici” possono essere anche quadrati o rettangolari, quelli “Baltici” sono esclusivamente circolari (o meglio spiraliformi).
Inoltre, graficamente, il labirinto “baltico” viene tracciato partendo proprio da un croce (ricordo che quello della croce è un simbolo molto più antico del Cristianesimo) , che nel caso di Colli a Volturno è comunque molto più evidenziata di quanto lo sia normalmente.
Trovare un esemplare di labirinto “Baltico” in Italia è davvero una cosa straordinaria (potrei sbagliarmi, ma credo che sia il primo caso documentato). Generalmente in labirinti italiani (ovviamente sto parlando dei labirinti antichi) o sono romani (musivi pavimentali o grafitti di forma rettangolare, quadrata, circolare ecc), oppure, quelli medievali sono riconducibili allo “Chartres type” (modello Chartres) come , appunto, quello di Alatri (FR), S. Maria in Aquiro e Santa Maria di Trastevere a Roma (entrambi oggi scomparsi) , Lucca, Pontemoli (MS), e Pavia. Quello di S. Vitale a Ravenna, pur essendo di ispirazione bizantina è stato realizzato nel Rinascimento.
Concordo nell’ipotesi che il labirinto di Colli a Volturno abbia un significato allegorico del pellegrinaggio, dell’ “itinerario gerosolimitano”.
Sarebbe interessante poterlo datare con precisione (anche se, a naso, credo sia medievale) e scoprire il motivo per il quale l’ignoto artefice abbia scelto quella particolare forma di labirinto.
Al mondo ci sono migliaia e migliaia di appassionati e studiosi di labirinti. Credo che si debba far conoscere l’esemplare di Colli a Volturno.
Quindi grazie ancora a Franco Valente e a coloro che mi hanno segnalato il suo sito e l’articolo in questione.
Giancarlo Pavat" FONTE: https://www.francovalente.it/2012/09/16/il-labirinto-di-gerusalemme-a-colli-a-volturno/
CISAV - Centro Indipendente Studi Alta Valle del Volturno Ester Incollingo