24/06/2021
“We love villains”
Subiamo il fascino del male, del lato oscuro, ma siamo attratti dai villain anche per la loro abilità e intelligenza nell’escogitare, pianificare, compiere azioni negative. Il tutto arricchito da un pregresso della vita del villan fatto di abusi, esclusioni, sfruttamenti, che alla fine hanno trasformato una vittima in un predatore.
Gli elementi che completano il personaggio, che fanno provare pena per lui, sono quegli attimi di autoriflessione, gli sguardi truci che diventano tristi, i sentimenti che emergono da un’esteriorità nata per essere inquietante. Più il villain viene raccontato, più viene conosciuto e più viene accolto e apprezzato.
Darth Vader, probabilmente il cattivo più famoso, o il cattivo più cattivo secondo alcune statistiche, raccoglie tutti i principali aspetti di un perfetto villain. Il Joker, interpretato per lo più magnificamente da diversi grandi attori, dopo esser stato il maniaco, il pazzo, lo squilibrato, ha chiuso il cerchio con una pellicola che mette a n**o la storia personaggio, motivando il “perchè” è così. Un personaggio sicuramente dalla dubbia moralità ma che ha conseguito una grande approvazione da parte del pubblico: è la risposta di una persona emarginata, esclusa, a una società ostile, un cattivo che vive in un ambiente di altrettanti cattivi.
Ed è qui che, spesso inconsciamente, lo spettatore può arrivare a identificarsi nel villain: un pò come ammirazione verso una persona che ha dato un calcio al suo passato; un pò come una voglia di vendetta verso le azioni subite; un pò come punitore o giustiziere che agisce secondo la propria morale, secondo la propria esperienza.
Dal dolore all’invidia, dall’invidia alla vendetta, dalla vendetta alla redenzione. Così possiamo riassumere i passi compiuti dal nostro Loki hollywoodiano (saga Avengers), dal Dio dell’inganno, meschino ma anche ironico e divertente, come piace a noi.