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Sono felice di non essere l'unico a pensarla così.Mi sono preso una pausa caffé (o meglio dire "pausa granita") in uno d...
15/06/2026

Sono felice di non essere l'unico a pensarla così.

Mi sono preso una pausa caffé (o meglio dire "pausa granita") in uno dei miei bar preferiti della città.

Mentre aspetto la mia brioche calda e la mia "mandorla e cioccolato" ho deciso di guardare i risultati dell'ultimo anno del mio profilo Linkedin.

Qui, spesso, pubblico pensieri, riflessioni o idee sul mio lavoro o sul mondo imprenditoriale. E ho riscontrato qualcosa di molto interessante...

Tutti i post di maggior successo, con più visualizzazioni e che hanno generato scambi di riflessioni con persone fantastiche fanno leva tutte su un singolo aspetto:

L'importanza della stretta di mano fisica in un mondo sempre più digitale.

Lo so, sembra quasi paradossale (visto che mi occupo di digitalizzazione aziendali 😂). Ma credo che la chiave stia racchiusa in questa logica:

Noi siamo umani e vogliamo interagire con gli umani.

La tecnologia serve per ottimizzare, migliorare e velocizzare.
In sostanza: è uno strumento.

Credo che molte volte perdiamo di vista questo piccolo particolare e rendiamo "lo strumento" perno fondamentale della nostra vita.

Oggi è più semplice fare una videocall che spostarsi da una città all'altra. Ma niente sostituisce il peso di quella stretta di mano con chi ha scelto di fidarsi di te.

Il business è uno scambio di fiducia ed empatia "uomo a uomo". E nulla potrà mai sostituire ciò

Sono felice di non essere l'unico a pensarla così.

In certi momenti, guardando un panorama così, la mente va da sola.Nel 2019 ho lasciato un ruolo manageriale per aprire l...
13/06/2026

In certi momenti, guardando un panorama così, la mente va da sola.

Nel 2019 ho lasciato un ruolo manageriale per aprire la mia attività. Un settore che mi appassionava fin dagli studi, anni di esperienza sul campo, e la consapevolezza che era il momento giusto per costruire qualcosa di mio.

Oggi il mondo è diverso. Guerre, mercati che cambiano ogni sei mesi, un'instabilità che nel 2019 non avremmo immaginato.

E mi chiedo: se dovessi prendere quella decisione oggi, la riprenderei?

Sì. Senza esitare.

Perché in un mondo senza una direzione chiara, stringere forte qualcosa che non hai costruito tu è solo un'illusione di sicurezza.

Voi che avete fatto una scelta simile: la rifareste oggi, nonostante le instabilità geopolitiche che opprimono i mercati mondiali?

Ci sono cose che non si capiscono da remoto.Sono arrivato da un cliente. Questa foto è scattata appena sceso dalla mia a...
11/06/2026

Ci sono cose che non si capiscono da remoto.

Sono arrivato da un cliente. Questa foto è scattata appena sceso dalla mia auto.

Capannoni, magazzino, uffici. Una realtà che lavora ogni giorno con documenti, ordini, dati di produzione — e che fino a qualche settimana fa gestiva tutto su PC locali, cartelle condivise a metà, backup improvvisati.

Potevo fare una call, fare qualche domanda, mandare un preventivo.

Ma stare lì, camminare nell'azienda, capire come lavorano le persone, dove perdono tempo, cosa temono di perdere — questo è il punto di partenza reale di qualsiasi analisi.

Solo così si costruisce una strategia che funziona davvero. Non una soluzione standard venduta a catalogo, ma qualcosa che si adatta a quell'azienda specifica, ai suoi processi, alle sue esigenze.

La tecnologia giusta, nel posto giusto, per le persone giuste.

C'è un luogo comune che sento spesso: basta il software giusto, il macchinario giusto, e il problema è risolto.

Non funziona così.

Quello che va bene per un'azienda può essere completamente sbagliato per un'altra. Processi, persone, abitudini, criticità: sono elementi che non emergono da una chiamata o da un questionario. Si capiscono stando lì.

Per questo preferisco stare dentro l'azienda, insieme all'imprenditore. Non per trattarlo come "uno dei tanti", ma per dargli l'attenzione che la sua realtà specifica merita.

10/06/2026

Nel 2025 gli attacchi ransomware nel mondo sono cresciuti del 42%.

In Italia +14%, con 166 casi registrati.

166 aziende, strutture, organizzazioni che a un certo punto si sono trovate bloccate, ricattate, con i propri dati in mano a qualcun altro.
I settori più colpiti? Manifatturiero e servizi professionali.

La cosa che mi colpisce di più, però, non sono i numeri. È che dietro questa accelerazione non c'è solo la bravura di singoli hacker, ma un vero processo di industrializzazione del cybercrime. Strumenti accessibili, automatizzati, progettati per colpire in modo sistematico.

E le conseguenze di un attacco ransomware non si esauriscono nel riscatto. Si fermano i sistemi, si blocca la produzione, si perdono dati, si violano le normative GDPR con tutto ciò che ne consegue. Alcune aziende non riaprono più.

Cosa si può fare concretamente, prima che succeda:

- Fare un backup reale, testato e separato dai sistemi principali. Non su una chiavetta in ufficio.

- Limitare gli accessi. Non tutti i dipendenti devono accedere a tutto. Aggiornare i software. Le vulnerabilità note sono ormai oltre 48.000 e crescono del 20% ogni anno.

- Formare le persone. La maggior parte degli attacchi entra da un'email aperta da qualcuno che non sapeva riconoscerla.

- Affidarsi a degli esperti esterni che ti garantiscono tutele e sicurezza.

Sapere cosa fare nei primi 60 minuti dopo un attacco fa la differenza tra bloccarsi una settimana o rientrare operativi nel giro di ore.

La cybersecurity non è più un tema per i grandi. È una responsabilità di chiunque abbia un'azienda da proteggere.

Oggi si parte per Bari.Formazione sulla cybersecurity. Due giorni di aggiornamento su scenari che, onestamente, cambiano...
09/06/2026

Oggi si parte per Bari.

Formazione sulla cybersecurity. Due giorni di aggiornamento su scenari che, onestamente, cambiano più velocemente di quanto riusciamo ad aggiornarci.

E no, non è retorica.

L'AI ha trasformato il panorama degli attacchi informatici in modo radicale. Non parliamo più solo di hacker con cappuccio nero in una stanza buia. Parliamo di strumenti accessibili a chiunque, capaci di trovare vulnerabilità nei sistemi in modo autonomo, in pochi minuti, senza competenze tecniche particolari.

Nel 2024 gli attacchi alle PMI italiane sono aumentati del 23%. Il costo medio di un data breach ha superato i 4 milioni di euro. E la maggior parte delle aziende colpite non lo scopre subito.

Aggiornamento continuo non è un lusso. È parte del lavoro.

E non lo faccio solo perché "devo". Lo faccio perché voglio. Perché quando un imprenditore decide di affidarmi la sicurezza della sua attività, voglio essere in grado di garantirgli quella sicurezza. Prendendomi tutte le responsabilità del caso.

P.S.
Mi sono appena accorto che preso dalla fretta di partire, la qualità dell'immagine non è delle migliori 😂, ma il panorama compensa.

Non so ancora bene come raccontarlo, perché quando ci provi davvero ti rendi conto che sette anni sono tantissimi — e al...
29/05/2026

Non so ancora bene come raccontarlo, perché quando ci provi davvero ti rendi conto che sette anni sono tantissimi — e allo stesso tempo sembrano passati in un soffio.

Prima di arrivare al 5 maggio 2019, ho lavorato a lungo come dipendente.

Ho gestito reparti, preso responsabilità, commesso errori e imparato — spesso dalle due cose insieme. Quel periodo non lo cambierei con niente, perché è lì che ho costruito il bagaglio che mi sono portato dietro quando ho deciso di fare il passo più grande.

Dare le dimissioni e aprire la mia azienda.

Da quel giorno sono stati sette anni ad altissima intensità. Chilometri bruciati per raggiungere i clienti, strette di mano, contratti firmati, imprenditori che hanno scelto di farmi entrare nel loro quotidiano e di lasciarmi affiancarli.

Progetti andati fortissimo, altri un po' meno — e anche quelli fanno parte del racconto, perché senza di loro non sarei qui a scrivere questo.

C'è una cosa, però, che mi ha dato una soddisfazione diversa da tutte le altre.

Il momento in cui ho capito che l'azienda camminava da sola. In autonomia, indipendentemente dal mio nome sul logo. Avevo smesso di essere io il centro — e quello, stranamente, è stato il momento in cui mi sono sentito davvero imprenditore.

Oggi mi guardo indietro e il panorama è completamente diverso rispetto a quel 5 maggio 2019.

Voglio ringraziare tutti coloro che, direttamente o indirettamente, sono stati parte di questa avventura. Chi c'è dall'inizio, chi è entrato per un tratto e chi è ancora qui. Questo traguardo appartiene anche a voi.

Non è un punto di arrivo. È solo una prospettiva nuova da cui ripartire.

Oggi TLMF Solution compie 7 anni.

E mentre il mondo si concentra sul criticare la nuova Ferrari Luce...la BCE ha convocato una riunione d'urgenza con tutt...
27/05/2026

E mentre il mondo si concentra sul criticare la nuova Ferrari Luce...
la BCE ha convocato una riunione d'urgenza con tutte le banche europee.

Non per i tassi. Non per l'inflazione.
Per paura di attacchi informatici.

Il motivo si chiama Mythos — l'ultimo modello di intelligenza artificiale di Anthropic. Un sistema capace di individuare vulnerabilità nei sistemi informatici con una velocità mai vista prima.

Frank Elderson, membro del board della BCE, lo ha spiegato in modo cristallino al Financial Times:

Una volta rilasciata una patch di sicurezza, fare il reverse engineering della vulnerabilità sottostante richiede oggi 30 minuti. Non settimane. 30 minuti.

Questo significa che le banche più strutturate d'Europa non hanno più tempo di reagire con i ritmi di sempre.

Ora immagina cosa significa per una PMI italiana che ancora oggi gestisce i propri dati su un server fisico in ufficio, condivide file via email e non ha un piano di emergenza se qualcosa va storto.

C'è chi pensa che questi attacchi arrivino solo alle grandi banche. È esattamente qui che si sbaglia.

Nel 2025, il 60% delle PMI italiane ha dichiarato di aver ricevuto almeno un attacco informatico.

Non è più una questione di "se". È una questione di "quando" — e di quanto sei pronto a reagire.

Quando la BCE corre ai ripari, il segnale è chiaro: è il momento di fare un'analisi onesta della propria azienda e capire dove si è davvero esposti.

Se vuoi delegare l'analisi ad un esperto in materia, scrivimi in DM.

"Ti devo ringraziare, perché il tuo essere pragmatico ma allo stesso tempo umano mi ha aiutato a scalare la mia carriera...
25/05/2026

"Ti devo ringraziare, perché il tuo essere pragmatico ma allo stesso tempo umano mi ha aiutato a scalare la mia carriera"

Se vedi nella foto, io sono la persona di fronte.
(Si, stavo mettendo dello zucchero nel caffé. Non mi fa impazzire amaro).

Stavamo facendo briefing aziendale davanti ad una buona colazione.

Alle battute finali della nostra conversazione, il mio collaboratore mi colpisce al fianco come si fa durante un incontro di boxe:

"Mi sei stato vicino fin dai miei primi passi come professionista. Abbiamo avuto tante esperienze insieme e mi piace prendere spunto dalle tue esperienze di vita e professionali. Ti devo ringraziare, perché il tuo essere pragmatico ma allo stesso tempo umano mi ha aiutato a scalare la mia carriera"

Senza rendermene conto...
Stavo aiutando una persona a raggiungere i suoi obiettivi attraverso delle semplici chiacchierate.

Una colazione come le altre si è trasformata in una grande soddisfazione personale.

Io amo il mio lavoro e mi piace essere parte attiva della crescita dei miei collaboratori e clienti.

Ma questo può accadere solo ad una condizione:
Devi essere genuinamente interessato al rapporto con la persona che ti sta di fronte.

Se decido di lavorare insieme a te, non penso alle difficoltà o agli errori (quelli fanno parte del percorso).

Piuttosto cerco di comprendere come, insieme, possiamo raggiungere gli obiettivi prefissati, nonostante i vari ostacoli che si presentano durante il percorso.

Perché?

Perché se non fosse così, io non inizierei mai una collaborazione.

Questo è il mio approccio.

Ecco perché ho un rapporto di massima fiducia con tutti i miei collaboratori e con tutti i miei clienti.

Scrivo questo breve post per ricordare (in primis a me stesso) che ogni singola interazione con una persona potrebbe stravolgergli la vita.

Quindi sfruttiamo al meglio ogni opportunità che ci si presenti davanti per far del bene al prossimo.

Questo sorriso racconta la mia mattina.Un cliente visitato, un problema risolto, un altro appuntamento in agenda.Ogni gi...
20/05/2026

Questo sorriso racconta la mia mattina.

Un cliente visitato, un problema risolto, un altro appuntamento in agenda.

Ogni giorno mi sveglio e metto in macchina. Da un imprenditore all'altro. Da una città all'altra.

Voglio essere lì, in prima persona, vicino a chi si fida di me.

Il mio lavoro è semplice, nel senso più profondo del termine.

Permettere a chi costruisce un'azienda ogni giorno di farlo con serenità. Senza preoccuparsi di dati, normative, sistemi che potrebbero smettere di funzionare nel momento sbagliato.

Tu concentrati sul tuo sogno.
A proteggere le fondamenta ci penso io.

E questo, credimi, vale ogni chilometro.

Tu preferisci gestire tutto internamente o preferisci affidarti ad un partner esperto che segue la tua azienda dall'esterno?

Due giorni fa mi ha contattato una signora in preda al panico.Temeva di essere stalkerizzata. Aveva già fatto la cosa gi...
15/05/2026

Due giorni fa mi ha contattato una signora in preda al panico.

Temeva di essere stalkerizzata. Aveva già fatto la cosa giusta: si era rivolta alla polizia postale. Ma aveva ancora tanta paura, e soprattutto tante domande a cui nessuno aveva risposto.

Ho ascoltato. Ho spiegato. Ho rassicurato nei limiti di quello che potevo fare.

Il mio intervento, in una situazione del genere, è inevitabilmente limitato. Le autorità stanno facendo il loro lavoro, e questo è fondamentale.

Ma quella telefonata mi ha fatto riflettere su una cosa.

I nostri figli nascono e crescono immersi nella tecnologia. Smartphone, social, app, messaggi. La usano ogni giorno, in modo naturale, quasi istintivo.

Ma nessuno insegna loro a riconoscere una trappola. A capire quando qualcosa non va. A sapere cosa fare se si trovano in pericolo.

Sono convinto che nelle scuole debba essere introdotta una materia dedicata all'utilizzo consapevole della tecnologia. Non informatica nel senso classico del termine. Qualcosa di più concreto e umano: come navigare in sicurezza, come riconoscere i rischi del digitale, come comportarsi quando la tecnologia smette di essere uno strumento e diventa una minaccia.

Quella signora non era una ragazzina. Eppure si sentiva persa.

Immaginate quanti, ogni giorno, si trovano nella stessa situazione senza sapere a chi rivolgersi.

La tecnologia porta con sé opportunità straordinarie. Ma porta anche insidie che non possiamo più permetterci di ignorare.

La prevenzione inizia dall'educazione. E l'educazione inizia da scuola.

Voi cosa ne pensate? È arrivato il momento di introdurre questa materia nei programmi scolastici? 👇

Indirizzo

Str. ProVia S. Demetrio/Villa S. Angelo, 6
San Demetrio Ne' Vestini
67028

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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