Valentina Smiriglia Artist

Valentina Smiriglia Artist Ciao a tutti, io sono Valentina e questo è la mia pagina. Tutto nasce da una mia passione che mi po

Ecco a voi una simpaticissima idea regalo per Natale 🎅Nel   barattolino verde troviamo al suo interno una candela profum...
21/11/2023

Ecco a voi una simpaticissima idea regalo per Natale 🎅
Nel barattolino verde troviamo al suo interno una candela profumata alla mandorla e thé verde.
Mentre nel barattolino rosso troviamo al suo interno una candela profumata ai frutti di bosco.
Entrambe le candele al di sopra riportano una decorazione trasparente a forma di fiocco di neve ❄️
Per qualsiasi informazione non esitate a contattatemi 🤍

Check out Valentina Smiriglia's video.

«Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato».Arthur SchopenhauerQuesta è una delle tante frasi celebri...
29/08/2022

«Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato».

Arthur Schopenhauer

Questa è una delle tante frasi celebri che si utilizzano sempre per far comprendere a tutti l'amore che si può ricevere e dare dai nostri amici a quattro zampe.
Questo è Jack, per gli amici Jacchino. Il suo padrone l'ha voluto immortalare proprio così, mentre si rilassa nella sua amata campagna.

Si è fatto un bel regalo, un ritratto è per sempre!!

Se sei interessato e ti piacciono le mie opere non esitare a contattarmi per chiedere maggiori informazioni.

Peggy cresce a New York e nel 1921 si reca in Europa. Sposa Laurence Vail (con cui avrà due figli, Sindbad e Pegeen), e ...
23/06/2022

Peggy cresce a New York e nel 1921 si reca in Europa. Sposa Laurence Vail (con cui avrà due figli, Sindbad e Pegeen), e grazie a lui si ritrova presto a frequentare la Parigi bohémienne e gli espatriati americani. Molte delle amicizie che stringe allora, ad esempio con Constantin Brancusi, Djuna Barnes e Marcel Duchamp, dureranno per tutta la vita.

Nel 1938 Peggy apre una galleria d’arte a Londra, Guggenheim Jeune, dando così inizio, a 39 anni, a una carriera che influenzerà significativamente il corso dell'arte del dopoguerra. L'amico Samuel Beckett insiste affinché si dedichi all'arte contemporanea poiché è “una cosa viva”, mentre Duchamp le fa conoscere numerosi artisti e le insegna, come lei stessa ammette, “la differenza tra l'arte astratta e surrealista”. La prima mostra della galleria è dedicata alle opere di Jean Cocteau, a cui fanno seguito la prima personale di Vasily Kandinsky in Gran Bretagna e, tra le altre, le personali di Yves Tanguy e Rita Kernn-Larsen.

Peggy acquista la sua prima opera, una scultura di Jean Arp, Testa e conchiglia (1933 c.), e nel 1939 decide “di aprire un museo d’arte moderna a Londra”, con lo storico dell’arte britannico Herbert Read a dirigerlo. Il museo deve ispirarsi a principi storici e l’elenco degli artisti che devono esservi rappresentati, redatto da Herbert Read e successivamente rivisto da Duchamp e Nelly van Doesburg (vedova dell’artista olandese Theo van Doesburg), formerà la base della collezione.

Nel 1939–40, abbandonato il progetto di un museo a Londra, Peggy ritorna a Parigi, dove si impegna nell’acquisto di opere per la sua collezione, determinata a “comperare un quadro al giorno”. In un momento storico di grandi difficoltà, acquista alcuni capolavori, come i quadri di Georges Braque, Salvador Dalí, Robert Delaunay, Piet Mondrian e Francis Picabia. Sorprende Fernand Léger acquistando il suo quadro Uomini in città (1919) nel giorno in cui Hi**er invade la Norvegia, e arriva ad acquistare Uc***lo nello spazio (1932-40) di Brancusi mentre i tedeschi si avvicinano a Parigi. Solo allora Peggy decide di fuggire dalla città e dirigersi verso il Sud della Francia. Nel luglio del 1941 lascia la Francia occupata dai nazisti per ritornare a New York, assieme ai figli e Laurence Vail (con la sua seconda moglie Kay Boyle e i figli), e Max Ernst, che sposerà pochi mesi dopo.

A New York, al numero 30 di West 57th Street, nell’ottobre del 1942 Peggy inaugura la galleria-museo Art of This Century. Progettata dall’architetto di origini austriache Frederick Kiesler, la galleria si compone di spazi espositivi innovativi, che la rendono subito una delle sedi espositive di arte contemporanea più stimolanti di tutta la città. Organizza inoltre mostre dei maggiori artisti europei e di molti giovani artisti all’epoca sconosciuti.

Nel 1943 offre a Jackson Po***ck la sua prima personale (ne organizzerà quattro in totale) e uno stipendio: lo promuove attivamente, vende le sue opere, e gli commissiona il suo dipinto più grande, Murale (1943), così organizza anche due importanti collettive di artiste donne e numerose personali dedicate proprio ad artiste, come Irene Rice Pereira e Janet Sobel.Insieme ad altri artisti esposti Po***ck è tra i pionieri dell’Espressionismo astratto americano, che affonda le radici nel Surrealismo, conosciuto proprio ad Art of This Century. E così Peggy e la sua collezione svolgono un ruolo chiave nello sviluppo del primo movimento artistico americano di importanza internazionale.

Nel 1947 Peggy decide di ritornare in Europa, dove la sua collezione viene esposta per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1948, nel padiglione della Grecia, in quel momento ancora afflitta dalla guerra civile. Non solo è la prima volta che in Europa si ha occasione di vedere le opere di artisti come Arshile Gorky, Po***ck e Rothko, ma la collezione racchiude opere cubiste, astratte e surrealiste e il padiglione diventa l’esposizione più completa e coerente del modernismo mai presentata fino ad allora in Italia.

A Venezia Peggy acquista Palazzo Venier dei Leoni, un edificio settecentesco incompiuto lungo il Canal Grande, dove si trasferisce definitivamente. Nel 1949 vi espone una mostra di scultura contemporanea. Nel 1950 organizza la prima personale di Po***ck in Europa, nell’Ala napoleonica del Museo Correr di Venezia. Espone inoltre la sua collezione a Firenze e a Milano, poi ad Amsterdam, Bruxelles e Zurigo. A partire dal 1951 Peggy inizia ad aprire la propria casa al pubblico, per alcuni pomeriggi alla settimana, dalla primavera all’autunno. Nel corso degli anni continua a collezionare e sostenere artisti, come Edmondo Bacci, Piero Dorazio, Tancredi Parmeggiani ed Emilio Vedova. Acquista inoltre le opere di Marina Apollonio, Karel Appel, Francis Bacon, Kenzo Okada, Graham Sutherland e altri ancora. Offre a Tancredi uno stipendio e uno studio nello scantinato del palazzo, dedicandogli inoltre una personale, sempre nel palazzo, nel 1954. Nel 1962 viene insignita della cittadinanza onoraria della città di Venezia.

Peggy muore all’età di 81 anni, il 23 dicembre 1979. Le sue ceneri sono custodite in un angolo del giardino del suo museo. Da allora, sotto la supervisione della Fondazione Solomon R. Guggenheim, la Collezione Peggy Guggenheim è diventata uno dei maggiori musei d’arte moderna al mondo.

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia sono un museo statale italiano. Si trovano nel sestiere di Dorsoduro ai piedi del ...
22/06/2022

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia sono un museo statale italiano. Si trovano nel sestiere di Dorsoduro ai piedi del ponte dell'Accademia, in quello che fino all'inizio del XIX secolo era il vasto complesso formato dalla chiesa di Santa Maria della Ca**tà, dal convento dei Canonici Lateranensi e dalla Scuola Grande di Santa Maria della Ca**tà (l'ingresso è per il portale di quest'ultima). Prendono il nome dall'Accademia di Belle Arti, che le ha aperte nel 1817 e ne ha condiviso la sede fino al 2004.

Raccolgono la migliore collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto legata ai dipinti del periodo che va dal XIV al XVIII secolo: tra i maggiori artisti rappresentati figurano Tintoretto, Giambattista Pittoni, Tiziano, Canaletto[2], Giorgione, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Cima da Conegliano e Veronese. Vi si conservano anche altre forme d'arte come sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci (esposto solo in occasioni particolari).

Sono di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali, che dal 2014 le ha annoverate tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.

128 anni di Biennale.La Biennale di Venezia si è posta all'avanguardia nella promozione delle nuove tecniche artistiche ...
11/06/2022

128 anni di Biennale.
La Biennale di Venezia si è posta all'avanguardia nella promozione delle nuove tecniche artistiche e organizza manifestazioni nelle arti contemporanee secondo un modello multidisciplinare unico.
La storia della Biennale ha radici lontane. Le origini risalgono al 1895 con la prima Esposizione Internazionale d'Arte che attraverserà tutto il '900 per arrivare, nel 2022, alla 59esima edizione. Nel 1932 La Biennale diede vita alla Mostra d'Arte Cinematografica, il primo festival cinematografico mai organizzato nel mondo, che assieme alla Musica (dal 1930), al Teatro (dal 1934), all'Architettura (dal 1980) e alla Danza (dal 1999) compongono la composita e peculiare offerta culturale della Biennale.

Le vicende della Serenissima sono state segnate da innumerevoli momenti di crisi e rotture, così come da altrettante fas...
08/06/2022

Le vicende della Serenissima sono state segnate da innumerevoli momenti di crisi e rotture, così come da altrettante fasi di rigenerazione e rinnovamento. La storia di Venezia, in altre parole, risulta punteggiata da molteplici nascite e rinascite, esempi concreti di come la città sia sempre stata in grado di affrontare le sfide poste dal mutare dei tempi. La mostra VENETIA 1600. Nascite e rinascite da settembre 2021 a Palazzo Ducale, propone una lettura inedita della storia della Serenissima che identifica nel concetto di nascita e rinascita un innovativo modello interpretativo del suo passato, per re-immaginarne un futuro possibile e ottimistico. Ad illustrare i momenti salienti della storia e dell’identità di Venezia, la mostra esporrà opere dei massimi artisti, architetti e uomini di lettere che operarono in laguna nell’arco di quasi un millennio. La mostra comprenderà importanti dipinti di Carpaccio, Tiziano, Veronese, Tiepolo, Canaletto, Guardi e molti altri, nonché una selezione di miniature, stampe, disegni, tessuti, sculture, ceramiche, modelli architettonici, oggetti in vetro e d’uso quotidiano. Particolare attenzione verrà data ad alcuni dei monumenti più rappresentativi della città, quali la basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Ponte di Rialto, il Fondaco dei Tedeschi, le chiese del Redentore e di Santa Maria della Salute, il Gran Teatro la Fenice e il Campanile di San Marco, fino a includere le maggiori istituzioni museali e culturali della Venezia contemporanea. Oltre ai grandi capolavori provenienti da musei e collezioni private italiane, la mostra intende valorizzare l’inestimabile patrimonio storico-artistico e culturale dei musei, chiese, biblioteche e archivi veneziani, primo fra tutti quello delle collezioni dei Musei Civici di Venezia.

La storia del Palazzo Ducale di Venezia inizia in epoca medievale e continua con numerosi ampliamenti, ristrutturazioni ...
03/06/2022

La storia del Palazzo Ducale di Venezia inizia in epoca medievale e continua con numerosi ampliamenti, ristrutturazioni e demolizioni volti ad adattare l'edificio alle nuove esigenze della città e in particolare alla necessità di dare una sede a quegli organi di governo che, aumentando il proprio numero, cominciarono ad affiancare il doge nell'amministrazione, privandolo di alcuni poteri e diminuendo gli spazi a sua disposizione.[1]

Nell'810, dopo che Venezia era divenuta capitale della Serenissima prendendo il posto di Eraclea e Metamaucum, vi venne edificata la sede del doge, probabilmente nella forma di un palazzo fortificato e turrito, presto affiancato da una basilica.

Il complesso rimase sostanzialmente invariato nel suo aspetto sino al XII secolo, quando, col dogato di Sebastiano Ziani, si inaugurò un'era caratterizzata da numerose ristrutturazioni, che coinvolsero tutte e tre le ali. Nell'ala meridionale, in quella occidentale e in quella orientale i lavori iniziarono rispettivamente prima del 1340, nel 1424 e nel 1483, in quest'ultimo caso in conseguenza di un incendio cui ne sarebbero seguiti altri due, che avrebbero comportato la distruzione di moltissime opere d'arte, prontamente sostituite grazie all'opera dei principali maestri veneti. Edificate le Prigioni Nuove e ristrutturato il pianterreno tra XVI e XVII secolo, il Palazzo non fu più oggetto di lavori importanti, ma piuttosto vittima di danneggiamenti che portarono all'asportazione di numerose opere d'arte.

Con l'annessione di Venezia al regno d'Italia l'edificio passò sotto la giurisdizione di quest'ultimo e divenne sede museale, funzione che continua a svolgere ospitando la sede del Museo civico di Palazzo Ducale, facente parte della Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE) e nel 2012 visitato da 1 319 527 persone.

La Chiesa è posizionata ad un centinaio di metri dalla più famosa chiesa di Santa Maria Novella. L'ingresso è COMPLETAME...
20/08/2021

La Chiesa è posizionata ad un centinaio di metri dalla più famosa chiesa di Santa Maria Novella. L'ingresso è COMPLETAMENTE gratuito, ma la Chiesa ha orari abbastanza rigidi e soprattutto non è visitabile in caso di funzioni religiose.
La famiglia Vespucci deve la notorietà in tutto il mondo ad uno dei suoi esponenti: il navigatore Amerigo Vespucci, da cui deriva il nome America. Questi, infatti, comprese, per primo, che le terre scoperte da Colombo non erano le Indie bensì un nuovo continente.
La chiesa, che ospita , tra l'altro, la tomba di Botticelli è ad una sola navata. All'interno vi sono due eccezionali affreschi: sulla destra si trova l'affresco del Botticelli, 'Sant'Agostino nello studio' (1480) ed a sinistra l'affresco del Ghirlandaio "San Girolamo nello studio"(1480). La somiglianza del soggetto ritratto nelle due opere permette un interessante confronto fra gli stili dei due grandi maestri rinascimentali.
Bisogna soffermarsi anche sul Crocifisso di Giotto e su altre opere e affreschi lì presenti.

American Art 1961-2001, una grande mostra che celebra l’arte moderna degli Stati Uniti d’America attraverso oltre 80 ope...
15/08/2021

American Art 1961-2001, una grande mostra che celebra l’arte moderna degli Stati Uniti d’America attraverso oltre 80 opere di 53 artisti come Andy Warhol, Mark Rothko, Louise Nevelson, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Bruce Nauman, Barbara Kruger, Robert Mapplethorpe, Cindy Sherman, Matthew Barney, Kara Walker, esposte a Firenze, alcune di esse per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione con il Walker Art Center di Minneapolis. L’esposizione propone uno straordinario percorso attraverso importanti e iconiche opere che hanno segnato l’arte americana dall’inizio della Guerra del Vietna
m fino all’attacco dell’11 settembre 2001.
In un percorso che propone le opere di 53 artisti, un’attenzione speciale è data ad alcune figure chiave di questi quarant’anni. Centrale è Andy Warhol, di cui sono presentate 12 opere tra cui la celebre Sixteen Jackies (1964), dedicata a Jackie Kennedy all’indomani della morte di JFK.
La grande stagione degli anni Sessanta è testimoniata da opere di maestri come Donald Judd, Bruce Nauman, John Baldessari: figure che diventano punti di riferimento per le successive generazioni di artisti. Tra queste emergono la riflessione sulla figura della donna di Cindy Sherman, le appropriazioni dal mondo della pubblicità di Richard Prince e Barbara Kruger, la denuncia dello stigma dell’AIDS di Felix Gonzalez-Torres o le inquietanti narrazioni posthuman di Matthew Barney, di cui è presentata in maniera inedita per l’Italia l’installazione di Cremaster 2 (1999).
Un focus speciale è dedicato alle più recenti ricerche degli anni Novanta e Duemila, tra cui spiccano figure di riferimento per la comunità afroamericana quali Kerry James Marshall e Kara Walker, della quale è proposta un’ampia selezione di opere video e disegni.

“AniMA. La Magia del Cinema d’Animazione da Biancaneve a Goldrake”, la mostra che espone per la prima volta al pubblico ...
12/08/2021

“AniMA. La Magia del Cinema d’Animazione da Biancaneve a Goldrake”, la mostra che espone per la prima volta al pubblico oltre cinquecento disegni originali dei film d’animazione più conosciuti e amati.
AniMA è un racconto senza tempo, un’occasione unica per ammirare disegni che sono vere e proprie opere d’arte, primi studi di film che, oltre a farci sognare, hanno fatto anche la storia del cinema d’animazione. La mostra espone illustrazioni realizzate in fase di pre-produzione e produzione di capolavori Disney come “La bella addormentata nel bosco”, “Biancaneve”, “Robin Hood”, “La carica dei 101”, “La spada nella roccia” e molti altri, delle famose serie tv firmate Hanna-Barbera, di celebri anime giapponesi e di molti altri film come “Alla ricerca della valle incantata”, “Fievel sbarca in America” e “Anastasia”. Ma non solo. AniMA ripercorre anche la storia del cinema d’animazione, grazie a pezzi unici e di inestimabile valore storico che arricchiranno il percorso espositivo: dal prezioso fotogramma della prima animazione in senso moderno, Gertie the Dinosaur, che risale al 1914 ed è uno dei circa cento rimasti in tutto il mondo, agli iconici Mickey Mouse dei primi anni ’30, fino ai recenti concept degli ultimi film in 3D.
All’interno del percorso espositivo anche una sezione educational, che permette ad adulti e bambini di scoprire il “dietro le quinte” dell’animazione: gli studi dei personaggi, i disegni preparatori per gli ambienti, le sperimentazioni sul colore e molto altro. Perché se tutti, o quasi tutti, conoscono i film protagonisti dell’esposizione, in pochi sanno come i personaggi e gli ambienti di un film di animazione prendono vita.

Il Museo Nazionale del Bargello è un museo dedicato alla scultura. La sua collezione di statue rinascimentali è consider...
09/08/2021

Il Museo Nazionale del Bargello è un museo dedicato alla scultura. La sua collezione di statue rinascimentali è considerata tra le più notevoli a livello mondiale: annovera infatti capolavori di Michelangelo, Donatello, Ghiberti, Cellini, Giambologna, Ammannati ed altri importanti scultori, oltre a una grande raccolta di arti applicate, organizzate principalmente per tipologia. Il nome deriva dal palazzo del Bargello, detto anche palazzo del Popolo. Con la costituzione di Firenze a libero comune e la creazione della figura del capitano del popolo, venne costruito il palazzo più tardi detto del Bargello, e tra il 1340 e il 1345 l'edificio venne rialzato da Neri di Fioravante.
Con l'instaurarsi dell'egemonia medicea nella seconda metà del Quattrocento, divenne prima la sede del Consiglio di Giustizia e dei Giudici di Ruota, e dal 1574, sotto il duca Cosimo I de' Medici, sede del Bargello, ovvero il capo delle Guardie o di Piazza, che provvedeva agli arresti, interrogatori e provvedeva anche ad eseguire le condanne capitali. Nei quasi tre secoli, in cui venne adibito a carcere, nel cortile furono murati gli archi del loggiato e del verone, le sale più grandi vennero suddivise con tramezzi per ricavarne un maggior numero di celle e furono coperte le pitture e le decorazioni.
Trasferito il carcere alle Murate, venne deciso nel 1859 il restauro del complesso protrattosi fino al 1865 e sotto la direzione di Francesco Mazzei, il quale ripristinato l'antico aspetto cercò di recuperare o rifare ex novo gli ornamenti architettonici e affidando le decorazioni pittoriche delle sale a Gaetano Bianchi che si ispirò a monumenti della stessa epoca.

La galleria espone il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo (ben sette), fra cui il celeberrimo David. All...
06/08/2021

La galleria espone il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo (ben sette), fra cui il celeberrimo David. All'interno del museo sono ospitate anche altre sezioni, fra cui la raccolta più vasta ed importante al mondo di opere pittoriche a fondo oro[2], ed il Museo degli strumenti musicali, dove sono esposti molti manufatti appartenenti alla collezione storica del Conservatorio Luigi Cherubini.
Il granduca Pietro Leopoldo di Lorena rifondò l'Accademia di Belle Arti, riunendo varie istituzioni tra le quali l'antica Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de' Medici. Affiancata una galleria in cui gli studenti avrebbero potuto trovare opere d'arte (originali e riprodotte) su cui basare la conoscenza, lo studio e l'imitazione per la propria formazione artistica. In quella che era la galleria maschile dell'ex-ospedale, oggi parte dell'Accademia lungo via Cesare Battisti, vennero collocati i gessi, i disegni e i modelli vari, mentre in quella che era stata la corsia delle donne vennero sistemati i dipinti.
Con Firenze capitale d'Italia (1865-1871), avvenne uno sconvolgimento in tutti i musei cittadini, che investì anche l'Accademia, in cui venne ampliato il settore moderno con centoquarantasei opere già della Galleria Moderna del palazzo della Crocetta. Da allora la Galleria venne conosciuta come Galleria Antica e Moderna e formò il primo museo d'arte contemporanea del nuovo Stato nazionale. Grande interesse rivestivano allora soprattutto le opere moderne. La nuova disposizione durò solo pochi anni, poiché già nel 1914, con una nuova convenzione tra Stato e Comune, vennero riunificate tutte le raccolte di arte contemporanea e destinate, dal 1920, a un'unica istituzione a Palazzo Pitti, la Galleria d'arte moderna. Con il trasferimento delle opere contemporanee la galleria non poté più chiamarsi "Antica e Moderna", ma divenne da allora la Galleria dell'Accademia.
Le direzioni degli ultimi anni, hanno cercato di ridare un filo conduttore all'intera collezione del museo, arrivata a essere con le numerose sottrazioni e addizioni, piuttosto disomogenea e frammentata. Nonostante ciò il problema che persiste nella galleria, e che vedrà magari soluzione in studi e progetti futuri, è quello della mancanza di un filo cronologico che leghi le diverse opere del museo, che appaiono oggi frammentate in sale non contigue. Inoltre la domanda del pubblico resta sempre inevitabilmente legata alla presenza del David, che da solo polarizza gran parte delle attenzioni dei numerosissimi visitatori.

Indirizzo

Palermo

Sito Web

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