30/10/2018
"A mille ce n’è"
Le Fiabe sonore oggi
Oggi, dopo che quasi tutti i video di YouTube che le contenevano senza averne i diritti sono stati rimossi, le Fiabe sonore si possono ascoltare con l’app realizzata da Centauria oppure abbonandosi a Storytel. L’app, che è stata aggiornata per l’ultima volta un anno fa, permette di ascoltare le fiabe guardando le illustrazioni originali e leggendo il testo sullo schermo del proprio iPad (si può scaricare anche sugli iPhone, ma non ha le stesse funzioni) e contiene alcuni giochi. Ha il valore aggiunto delle illustrazioni, che probabilmente alcuni vecchi ascoltatori di Fiabe sonore ricordano con nostalgia, ma dato che dopo le prime due fiabe ascoltabili gratuitamente bisogna pagare 2 euro e 29 per ogni nuova storia scaricata, conviene abbonarsi a Storytel (che costa 9 euro e 99 al mese), soprattutto se si pensa di usarlo anche per ascoltare altro.
In generale Storytel sta cercando di mettere insieme un grande catalogo di audiolibri per bambini e ragazzi (tra le altre cose ha gli audiolibri per ragazzi di Giunti in esclusiva).
Crediamo davvero che l’audio e il racconto delle storie siano un’esperienza meravigliosa per lo sviluppo della fantasia e dell’immaginazione. Partendo da questo presupposto abbiamo pensato immediatamente alle Fiabe sonore che rappresentano un ponte: tra generazioni, tra autori, tra uno strumento innovativo (l’applicazione, lo streaming) e un grande classico che ha cresciuto noi genitori, ieri, e i nostri figli, oggi.
L’unica cosa che non ha funzionato in questo ponte è la fiaba numero 42, l’unica che non è presente né sull’app di Centauria né su Storytel poiché è stata «censurata» per via di una parola che quando le Fiabe furono realizzate non era considerata offensiva e razzista come invece è oggi. La fiaba in questione, si intitolava I tre cedri. Racconta di un principe che va in cerca di una principessa da sposare, che vorrebbe con la pelle bianca come la neve. L’antagonista della fiaba è una serva di nome Lucia che ha la pelle nera e purtroppo per vari motivi la fiaba avrebbe un sottotesto razzista.
«Per tanti anni una parola censurabile sfuggì alle varie riedizioni dell’opera», fino a che un ascoltatore non fece una segnalazione e si decise di risolvere il problema eliminando la fiaba dalla serie. Per via di questa faccenda, prima che la versione digitale delle Fiabe fosse diffusa con l’app e su Storyel, ognuna è stata riascoltata: le altre 59 funzionano ancora bene.
https://www.storytel.it/cerca-fiabe+sonore