ComputerLab - Chivasso

ComputerLab - Chivasso Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ComputerLab - Chivasso, Chivasso.

Novità nel campo delle periferiche, il mitico marchio Commodore torna a far ba***re il cuore degli appassionati di retro...
31/08/2026

Novità nel campo delle periferiche, il mitico marchio Commodore torna a far ba***re il cuore degli appassionati di retrogaming annunciando la produzione della riedizione ufficiale del TAC-2, uno dei joystick più iconici e indistruttibili dell'era degli home computer a 8 e 16 bit. Nato originariamente nei primi anni Ottanta sotto l'ala di Suncom, questo controller è rimasto impresso nella memoria collettiva per il suo design squadrato e minimalista, ma soprattutto per una robustezza strutturale che surclassava la concorrenza dell'epoca. A quarant'anni dal suo debutto, l'operazione nostalgia si concretizza in un hardware rivisto e corretto per gli standard moderni ma profondamente fedele allo spirito originale, riaccendendo l'entusiasmo di chi ha consumato i polpastrelli su titoli storici per Amiga e Commodore 64.
Il fulcro di questo ritorno risiede nella filosofia costruttiva che rese celebre il Total Control 2. A differenza dei joystick dotati di microswitch o di membrane destinate a deformarsi rapidamente con l'usura, l'anima interna del dispositivo sfrutta contatti diretti estremamente precisi e reattivi. Il nuovo modello eleva ulteriormente l'affidabilità introducendo un'asta centrale in acciaio temperato, pensata per resistere alle sessioni di gioco più intense e per correggere i punti deboli di alcune vecchie plastiche del passato. Mantenendo una continuità estetica assoluta, la base squadrata presenta la classica leva a corsa breve sorm***ata dalla sfera nera, affiancata da due pulsanti di fuoco rossi speculari che garantiscono la massima ergonomia sia ai giocatori destrorsi sia ai mancini.
La versatilità è un altro elemento chiave di questa operazione commerciale. La nuova versione del periferico non si limita a celebrare il passato dal punto di vista visivo, ma viene proposta sul mercato in cinque varianti di colore che spaziano dal tradizionale look bicolore a scocche trasparenti o colorate, strizzando l'occhio al collezionismo moderno. Per quanto riguarda la connettività, Commodore ha deciso di mantenere l'iconico connettore a 9 pin standard Atari. Questa scelta permette la piena compatibilità nativa con macchine d'epoca reali come il Commodore 64, i sistemi Amiga e i computer Atari, rendendo il controller uno strumento ideale sia per chi possiede ancora l'hardware originale sia per chi utilizza le più recenti riproduzioni miniaturizzate dotate degli appositi adattatori.
L'annuncio ha scosso il mercato dell'usato retro, dove i pezzi originali Suncom in buone condizioni raggiungono spesso cifre esorbitanti sui siti di aste online. Proposto a un prezzo di lancio estremamente competitivo di circa 50 euro, il nuovo corso avviato dal brand punta a rendere accessibile a tutti un pezzo di storia dell'informatica senza scendere a compromessi sulla qualità costruttiva. I dettagli sul preordine e la panoramica completa delle specifiche sono disponibili direttamente sulla pagina ufficiale di Commodore, che segna così un passo decisivo nel rilancio della propria linea di accessori dedicati alla community globale di videogiocatori nostalgici.

Oggi al ComputerLab - Chivasso una breve recensione su un nuovo prodotto, il Commodore 77 (o C77), che è un'edizione spe...
30/08/2026

Oggi al ComputerLab - Chivasso una breve recensione su un nuovo prodotto, il Commodore 77 (o C77), che è un'edizione speciale e limitata del computer retrò Commodore 64 Ultimate, realizzata in collaborazione con CD Projekt Red per celebrare l'estetica di Cyberpunk 2077. Annunciato ad agosto 2026, viene proposto al prezzo di 377 dollari con consegna prevista per l'inizio del 2027.
Design a tema Night City: scocca gialla traslucida con dettagli al neon, graffiti, parti in metallo spazzolato e un sistema di illuminazione dinamico a LED che pulsa a ritmo di musica.
Hardware potenziato: m***a un chip FPGA AMD Xilinx Artix-7 (XC7A100T) più potente rispetto alla versione standard e 128 MB di RAM, con una frequenza di clock portata a 77 MHz.
Contenuti esclusivi: include un menu personalizzato, una schermata di boot a tema, manuali dedicati, una spilla e una speciale cartuccia contenente brani della colonna sonora originale ed elementi che espandono la lore di Cyberpunk 2077.

Il Commodore 77 è un’operazione di marketing e ingegneria nostalgica estremamente riuscita sul piano visivo e concettuale, capace di unire il fascino degli anni '80 con il futuro distopico di CD Projekt Red. Vale la pena acquistarlo? Sì, se sei un collezionista appassionato che vuole un pezzo unico da esposizione e ami smanettare con l'hardware FPGA. No, se cerchi semplicemente un modo economico per rigiocare i titoli del vecchio Commodore 64.

Oggi al ComputerLab - Chivasso parliamo di collezionismo vintage, e più precisamente del Gordian DX distribuito da Ceppi...
29/08/2026

Oggi al ComputerLab - Chivasso parliamo di collezionismo vintage, e più precisamente del Gordian DX distribuito da Ceppiratti, che rappresenta una delle pietre miliari più affascinanti e tecnicamente ambiziose del collezionismo di robot vintage in Italia. Importato nei primi anni '80 in collaborazione con la giapponese Popy (storico braccio di Bandai per i Chogokin), questo capolavoro riproduceva fedelmente il rivoluzionario meccanismo a "matrioska" visto nell'anime fantascientifico Gordian il guerriero (Tōshi Gōdian, 1979).
A differenza dei classici robot componibili del periodo, i cosiddetti "combiner", il Gordian DX proponeva una raffinata complessità strutturale. Il sistema non univa parti diverse per formare un corpo unico, ma prevedeva l'inserimento sequenziale dei soggetti l'uno dentro l'altro, partendo dal pilota umano fino al mecha più imponente.

Daigo Otako: La micro-action figure del pilota umano, punto di partenza del nucleo.
Protesser: Il primo robot, dalle fattezze simili a una tuta da football americano, destinato ad accogliere Daigo.
Deringer: Il robot intermedio, incentrato su tonalità bianche e rosse, che racchiude al suo interno il Protesser.
Garbin: Il colosso finale, prevalentemente blu e azzurro, configurato per ospitare l'intera sequenza dei corpi precedenti.

Sul mercato italiano, l'importatore milanese Ceppiratti distribuì il box set DX (Deluxe) in due varianti principali, oggi ampiamente documentate e ricercate dagli appassionati di retro-gaming e giocattoli d'epoca. Esiste inoltre una versione bootleg (falso d'epoca) nota sul mercato italiano con il nome di Protector, spesso confusa con l'originale ma caratterizzata da plastiche e finiture nettamente inferiori.
Oggi il Gordian DX Ceppiratti è considerato un vero e proprio oggetto di culto. Il valore commerciale di questo pezzo vintage varia sensibilmente in base allo stato di conservazione (condizioni delle cromature e dei giunti), alla presenza delle armi accessorie e all'integrità della scatola originale.Un esemplare della seconda edizione in discrete condizioni può aggirarsi sui 200-250 euro, mentre i modelli della prima edizione completi del personaggio Clint, o le rinomate edizioni d'importazione Godaikin, superano facilmente i 400 euro, confermandosi un investimento storico di primissimo livello nel panorama dei Chogokin.
Il mio è una ulteriore versione facente parte della serie in cui i tre robot venivano venduti singolarmente nelle loro scatole, un po' come avvenuto con i modellini del 'Gattiger', venduti in scatola deluxe o in scatola singola.
A me e' capitato il Garbin, in confezione singola. Mio papà all'epoca pensava che comprandomelo pensassi che era già completo così...ma non funzionò, e comunque gli altri due non mi arrivarono mai. Forse oggi, dopo quasi 50 anni, riuscirò a completarlo...
Vi terrò aggiornati.

Oggi al ComputerLab - Chivasso parliamo di un argomento un po' spinoso, a volte mal interpretato e poco considerato. Par...
23/08/2026

Oggi al ComputerLab - Chivasso parliamo di un argomento un po' spinoso, a volte mal interpretato e poco considerato. Parliamo di software definito 'abandonware'. Ma cosa sappiamo di preciso sull'argomento? In questo articolo cerco di analizzare a fondo il problema sia dal punto di vista etico che da quello legale.
Il termine abandonware identifica software commerciale che non viene più supportato, commercializzato o protetto attivamente dal proprietario dei diritti d'autore. Nonostante la percezione comune, scaricare legalmente questi programmi non è quasi mai permesso, poiché il copyright non decade automaticamente con l'abbandono commerciale. Ecco un approfondimento lineare sulla realtà tecnica e legale dell'abandonware.
Il vocabolo si riferisce a programmi, utility o videogiochi che hanno concluso il loro ciclo di vita commerciale. Si parla di abandonware quando un software rispetta queste tre condizioni:
1.Fuori commercio, non è più acquistabile tramite canali ufficiali o store digitali e non viene supportato. 2.Lo sviluppatore non rilascia più aggiornamenti, patch o assistenza.
3.Obsoleto, che richiede hardware o sistemi operativi non più in uso (es. MS-DOS, Windows 95).

Dal punto di vista puramente giuridico, il termine "abandonware" non ha alcun valore legale. Si tratta di una definizione gergale nata all'interno delle comunità di appassionati e collezionisti digitali. La legge sul diritto d'autore (Copyright) stabilisce regole precise. La proprietà intellettuale di un software dura generalmente 70 anni dalla morte dell'autore (o dalla pubblicazione in caso di società). Il fatto che un'azienda smetta di vendere un prodotto non significa che perda i diritti su di esso. La diffusione di abandonware viene "tollerata" solo perché i titolari dei diritti spesso non esistono più (società fallite) o non hanno interesse economico a intentare cause legali.
La domanda allora è...posso scaricare legalmente questi programmi?
La risposta breve è no, non è legale, ma la situazione reale si divide in tre scenari distinti.
L'azienda produttrice è fallita o è stata assorbita e i diritti sono andati smarriti nei passaggi societari: Il download resta formalmente un illecito, ma non esiste un soggetto giuridico in grado di sporgere denuncia o richiedere la rimozione del file.
Il programma è vecchio e non più venduto, ma l'azienda proprietaria è ancora in attività e possiede i diritti: Scaricarlo è pirateria a tutti gli effetti. Grandi aziende (come Nintendo o Disney) proteggono attivamente i propri vecchi cataloghi. Se l'azienda decide di tutelarsi, i siti che ospitano il file ricevono una diffida di rimozione.
Sviluppatori lungimiranti decidono di rilasciare ufficialmente il codice o i file eseguibili gratuitamente alla comunità: Il download è 100% legale. Esempi celebri includono i primi capitoli di Grand Theft Auto o il gioco Beneath a Steel Sky, resi freeware dagli stessi creatori.
Esistono progetti istituzionali che godono di speciali deroghe per la conservazione del patrimonio digitale. Il caso più celebre è 'The Internet Archive', che ha ottenuto esenzioni legali (come quelle del Digital Millennium Copyright Act negli USA) per preservare e rendere accessibili via browser migliaia di software e giochi storici a scopo educativo e di ricerca.

Oggi al ComputerLab - Chivasso ..Restauratore o cosa?Cercavo da qualche tempo due cartucce gioco per il mio Nintendo Nes...
17/08/2026

Oggi al ComputerLab - Chivasso ..
Restauratore o cosa?
Cercavo da qualche tempo due cartucce gioco per il mio Nintendo Nes, una delle quali era Batman - the videogame, che ho trovato ultimamente durante le mie solite uscite ai mercatini locali. Vado sempre in banchi dedicati e molto forniti. Questa volta però mi è capitata una cosa strana. Arrivato in laboratorio, prima di inserire una qualsiasi cartuccia, cassetta o altro supporto, verifico e apro sempre i gusci per controllarne la situazione interna. Cerco di capire così come sono state tenute, se c'è corrosione nelle saldature, verifico le condizioni dei componenti, ecc ..
La prima cosa che noto è la posizione errata della scheda, sicuramente qualcuno ha pastrocchiato all'interno ed ha richiuso il guscio capovolgendola, invertendo così la serie di contatti. Le mie domande allora sono state....avranno provato la cartuccia così? Con la scheda invertita? E se sì, sarà successo qualcosa ai circuiti? Il costo per l'acquisto è stato irrisorio, non andrei a perdere una cifra importante. Quindi, tralasciando il problema, ho proceduto con la consueta pulizia dei contatti, belli sporchi, e pulizia generale della scheda che ho controllato al microscopio. Dopodiché l'ho messa in un altro guscio, sì perché oltre alle varie stranezze, il guscio presentava anche la rottura di tutti e due i sostegni in plastica che reggono la basetta elettronica, e non potevo inserire il gioco nella consolle per testarlo. Dopo diversi inserimenti il gioco non partiva, schermata bianca lampeggiante, e prima di gettare la spugna ho voluto ancora pulire per bene, utilizzando carta finissima per smerigliare sui contatti. Dopo questo ennesimo tentativo, con mia sorpresa, il gioco si è messo a funzionare. Quindi ora non so, ma farò le dovute ricerche per capire, ma la scheda di un gioco per Nes inserita al contrario può rovinarsi oppure no? Perché chi me l'ha venduta non penso l'avesse testata, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Dopo il test sul gioco e provato più volte a giocarci, riuscendo a fare anche un buon punteggio, ho pensato a come recuperare il guscio, al di là della sporcizia, la cosa da fare era ricostruire i sostegni, per mantenere anche la parte con l'etichetta originale! Ho pensato di agire in modo diverso, utilizzando due sostegni in plastica incollati internamente che mantengono la scheda in posizione (come vi mostro in fotografia) con i quali sono riuscito a risolvere egregiamente il problema. Chissà magari potrà essere da spunto per qualcuno di voi che ha lo stesso problema.
Mi raccomando però, il consiglio che continuo a darvi ogni volta è, non abbiate fretta di provare subito ciò che acquistate. Prima verificate, pulite, e controllate ancora. A volte la prudenza salva voi da problemi magari più grandi e complicati.

❤️
14/08/2026

❤️

Commodore 128 TV spot 1985

Un altro arrivo fresco fresco quì al ComputerLab - Chivasso..☺️
13/08/2026

Un altro arrivo fresco fresco quì al ComputerLab - Chivasso..☺️

Questa sera al ComputerLab - Chivasso parliamo di ?..Il fascino del retrocomputing risiede in un dualismo continuo: la c...
10/08/2026

Questa sera al ComputerLab - Chivasso parliamo di ?..
Il fascino del retrocomputing risiede in un dualismo continuo: la comodità immediata dell'emulazione software contro il rituale fisico dell'hardware originale. Questo fenomeno non è una semplice nostalgia, ma un modo per preservare e rivivere la storia dell'informatica. Ecco un'analisi di questo contrasto e delle sue evoluzioni.
L'emulazione ha abbattuto le barriere d'ingresso per milioni di appassionati. Grazie a programmi gratuiti e macchine moderne, oggi chiunque può trasformare un comune PC, uno smartphone o un Raspberry Pi in un Commodore 64, un Amiga 500 o un IBM di fine anni '80. Nessun costo elevato per reperire macchine rare, migliaia di software racchiusi in un'unica cartella, funzioni moderne come i salvataggi rapidi (save states) e filtri video che simulano i vecchi monitor CRT, e alvaguardia digitale di software che altrimenti andrebbe perduto a causa del degrado dei supporti fisici.
Dall'altra parte si posiziona una comunità di puristi per i quali l'emulazione non potrà mai sostituire l'esperienza reale. Per questo "zoccolo duro", l'informatica classica è un'esperienza multisensoriale che coinvolge il tatto, l'udito e persino l'olfatto. Il click meccanico di una tastiera IBM, la resistenza di un joystick d'epoca o il rumore dello sportello di un lettore floppy che si chiude, il suono del caricamento di una cassetta a nastro o il ronzio della ricerca traccia di un drive 1541. L'attesa diventa parte integrante del godimento del software. L'assenza totale di input lag (il ritardo tra la pressione di un tasto e l'azione a schermo) e la resa cromatica nativa sui monitor a tubo catodico, impossibili da replicare al 100% via software. Il piacere di sm***are, saldare nuovi condensatori (re-capping), pulire le plastiche ingiallite con il retrobright e far rivivere macchine destinate alla discarica.
Da segnalare che negli ultimi anni è nato un punto d'incontro tecnologico chiamato FPGA (Field Programmable Gate Array). Dispositivi come il MiSTer non emulano il software, ma ricreano l'hardware originale a livello di circuiti elettronici. Questa soluzione offre la precisione al microsecondo della macchina reale, unita alla comodità di leggere i dati da moderne schede SD, eliminando la fragilità dei vecchi floppy disk e nastri magnetici.
L'emulazione e l'uso dell'hardware originale non sono filosofie in guerra, ma due facce della stessa medaglia. L'emulazione rappresenta il futuro della memoria storica, garantendo che il patrimonio logico dei videogiochi e dei sistemi operativi del passato resti accessibile a tutti, per sempre. L'hardware originale ne custodisce invece l'anima archeologica e il calore fisico. La scelta tra i due mondi dipende da cosa si cerca. C'è chi vuole esplorare la storia con un click e sceglierà l'emulazione, mentre chi cerca il viaggio nel tempo e l'emozione del contatto fisico difenderà sempre il proprio zoccolo duro di silicio, plastica e magnetismo.
Io personalmente sono legato all'uso dell'hardware originale ed uso regolarmente i software su supporti fisici originari che cerco di preservare. Mi trovo infatti sommerso letteralmente da floppy disk e cassette con svariati programmi per Commodore ed Amiga, rappresento quello 'zoccolo duro ' che non vuole cedere, o forse qualche volta lo ha fatto. E voi come vi definite, puristi o amanti delle nuove tecnologie?

Un altro gioco che ricordo in particolare con affetto è un arcade con cui giocavo spesso nel periodo delle vacanze estiv...
06/08/2026

Un altro gioco che ricordo in particolare con affetto è un arcade con cui giocavo spesso nel periodo delle vacanze estive. Sì, perché lo trovavo quasi sempre nei bar del lungomare nei primi anni 80, assieme ad altri titoli che prossimamente tratterò. Voglio parlarne proprio in questo periodo nel quale i ricordi delle passate estati ritornano alla mente..
Popeye (Nintendo, 1982) è uno dei più grandi classici dell'età dell'oro dei giochi arcade. Il titolo cattura perfettamente l'essenza del famoso cartone animato di Braccio di Ferro, offrendo un gameplay d'azione platform semplice ma altamente strategico.
Il gioco si sviluppa su schermate fisse strutturate a piattaforme e scale. Il giocatore controlla Braccio di Ferro e l'obiettivo principale non è comba***re, ma l'amore. Raccogliere gli oggetti che Olivia lancia dall'alto (cuori, note musicali o lettere) che fluttuano verso il basso. Bisogna raccoglierli tutti prima che tocchino il fondo dello schermo e si rompano. Si deve evitare Bluto, il gigantesco rivale che insegue costantemente il protagonista, muovendosi tra le piattaforme e saltando per colpire dal basso o dall'alto. La rincorsa agli spinaci, che in ogni livello appaiono con l'iconica lattina. Raccogliendola, Braccio di Ferro diventa invincibile per pochi secondi, permettendogli di colpire Bluto e scaraventarlo temporaneamente fuori dallo schermo. Bisogna inoltre schivare i cattivi secondari, come la Strega del Mare (Sea Hag) che lancia bottiglie, e gli avvoltoi.
In particolare i personaggi sono grandi, colorati e immediatamente riconoscibili, fedeli al design originale di E.C. Segar, le espressioni facciali e i movimenti (come il pugno di Braccio di Ferro) erano eccellenti per l'epoca. Il gioco riproduce fedelmente la celebre melodia ufficiale del cartone animato, che accelera drammaticamente quando si mangiano gli spinaci.
Popeye si distingue dagli altri platform dell'epoca (come Donkey Kong) perché richiede una costante gestione dello spazio e del tempo, costringendo il giocatore a pianificare i movimenti in base a dove cadranno gli oggetti di Olivia. È un titolo dal ritmo serrato, divertente e tecnicamente superbo, che merita un posto d'onore nella storia dei videogiochi.

Indirizzo

Chivasso
10034

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ComputerLab - Chivasso pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi