13/10/2026
Se mi avessero detto trent'anni fa che avrei giocato a The Secret of Monkey Island caricandolo su un vecchio Commodore 64, probabilmente avrei risposto con una battuta degna di un duello a insulti tra pirati. Eppure, grazie all'incredibile lavoro della scena homebrew e di sviluppatori indipendenti, la conversione impossibile è diventata realtà, regalando ai retrogamer un piccolo miracolo tecnico che fa ba***re forte il cuore a chi è cresciuto a pane e "biscottone".
Iniziamo dalle cose che lasciano a bocca aperta, perché l'impatto iniziale è pura magia. Gli sviluppatori hanno fatto i salti mortali per spremere ogni singolo bit del chip grafico del C64. Gli sfondi dell'isola di Mêlée, interamente ridisegnati a mano pixel per pixel per adattarsi ai limiti cromatici della macchina, sono straordinari. C'è un'atmosfera incredibile che si respira fin dalla schermata iniziale, il leggendario tema musicale riprodotto dal leggendario chip sonoro SID non fa rimpiangere le versioni PC originali. Sentire quelle note uscire dal Commodore è un'esperienza quasi mistica per chi ama il retrogaming, e i dialoghi ironici e pungenti scritti da Ron Gilbert sono rimasti intatti, mantenendo tutto il carisma del viaggio di Guybrush Threepwood. Tuttavia, come ogni miracolo che si rispetti in un hardware degli anni ottanta, bisogna fare i conti con la dura realtà dei compromessi fisici. Se la prima versione uscita a fine 2023 era basata sul macchinoso sistema testuale D42 e risultava una sorta di "slideshow interattivo" senza veri movimenti, i successivi e più recenti sforzi per integrare una vera interfaccia SCUMM si scontrano comunque con la pazienza del giocatore. Il primo, enorme difetto risiede nei tempi di caricamento. I continui accessi al disco o i passaggi tra le schermate spezzano inevitabilmente il ritmo scanzonato dell'avventura. Inoltre, l'assenza del mouse e l'obbligo di gestire il cursore o i menu d'azione interamente con il joystick rendono il gameplay inevitabilmente legnoso e rallentato. Muoversi tra gli enigmi richiede una pazienza d'altri tempi, e in certi passaggi la compressione delle grafiche rende difficile distinguere al volo gli oggetti più piccoli dello scenario.
In definitiva, questa versione per Commodore 64 è una straordinaria dimostrazione tecnica monumentale di cosa possa fare la passione dei fan. Non è certamente il modo più comodo per godersi il capolavoro LucasArts per la prima volta, ma veder girare le avventure di Guybrush su una macchina così datata è un trionfo nostalgico imperdibile per ogni collezionista.